La volontà di vivere e di migliorarsi sempre
La volontà di vivere e di migliorarsi sempre
Costruire se stessi per migliorarsi sempre non un punto di arrivo ma uno stile di vita
Premessa:
Il titolo di questo articolo dice tutto: in sostanza, si può già affermare che, per quanto riguarda l’esercizio fisico, l’attività sportiva, la nutrizione e tutto ciò che riguarda lo stile di vita, queste componenti sono come anelli di una catena che agiscono in sinergia. Questo non vuol dire che un atleta che non conduce uno stile di vita sano non possa comunque essere bravo; anzi, ci sono moltissimi atleti che, pur non adottando uno stile di vita perfetto, raggiungono risultati eccellenti.
Il punto fondamentale è che qui si parla di costruire una salute che permetta di esserci, di essere longevi, e di accumulare un bagaglio tecnico e culturale in grado di sviluppare non solo un bel corpo, ma anche uno stato di salute che ci renda longevi e aperti al confronto continuo. Questo confronto non riguarda solo lo sport o l’aspetto estetico, ma anche il miglioramento della salute generale.
Il contesto e la persona:
In questo contesto, la formazione è tutto. E non parlo solo di formazione culturale o di marketing e business, anche se queste sono componenti successive. Alla base, deve esserci una formazione mentale e comportamentale che deriva esclusivamente dalla famiglia, da una figura di riferimento come il papà, la mamma, o comunque da persone che si prodigano per i figli, come uno zio o altri membri della famiglia
Parliamo di un percorso che inizia molto presto, perché la costruzione della volontà deve essere trasmessa dalle guide. Per “guide” intendiamo genitori, zii, e chiunque si affianca al nucleo familiare per trasmettere un messaggio di volontà. Questo messaggio si manifesta non solo attraverso le azioni, ma anche con piccoli gesti quotidiani, difficili da spiegare, ma molto efficaci.
Come potete notare, sto girando attorno alle parole, ma fondamentalmente non c’è modo più efficace di trasmettere un messaggio se non attraverso le sensazioni e le vibrazioni che si producono.
È importante ricordare che la formazione è la diretta conseguenza di un imprinting, che può provenire da qualsiasi parte del contesto familiare o anche dall’esterno. Molto spesso, figli di famiglie “buone” hanno un imprinting sbagliato, che poi porta a una formazione errata, perché su quell’imprinting si basano le scelte future. La persona, infatti, identifica in quel modello di riferimento un esempio da seguire, e modula di conseguenza le proprie scelte di vita, non solo riguardo all’alimentazione, ma anche nel modo di comportarsi con gli altri.
Questo può portare a un adattamento positivo o negativo, a seconda delle sfaccettature presenti in quel modello, che può derivare o meno dal contesto familiare, il quale può essere o meno il primo modello di riferimento dell’imprinting di partenza.
L’imprinting:
Per approfondire, vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta. L’imprinting è un processo di apprendimento rapido e fondamentale che avviene principalmente nelle prime fasi della vita di tutti i mammiferi. È un tipo di imprinting che riconosce e si lega a determinati stimoli, spesso i genitori o altri elementi chiave dell’ambiente.
Nel contesto biologico e comportamentale, l’imprinting si riferisce a una fase, durante una finestra sensibile e critica, in cui si formano associazioni durature con specifici stimoli, influenzando il comportamento futuro. Per esempio, un anatroccolo appena nato potrebbe seguire il primo grande oggetto in movimento che vede, spesso la figura umana o la madre.
L’imprinting sviluppa legami sociali, aiuta a riconoscere il proprio gruppo e a imparare comportamenti essenziali per la sopravvivenza. Questo processo può essere anche sfruttato in ambito di addestramento o di ricerca comportamentale.
Devianza:
Da studi condotti su Freud, il nostro comportamento può essere considerato deviato nel senso che i desideri, soprattutto quelli riconducibili alla sfera sessuale o ai bisogni di affetto, vengono repressi. Questi desideri, inizialmente presenti nella sfera conscia (cosciente), vengono repressi attraverso le regole sociali e si spostano nell’inconscio, ovvero nella parte della psiche non direttamente accessibile volontariamente.
Questo può portare a comportamenti nevrotici e incomprensibili. C’è quindi una deviazione nel comportamento necessaria per essere accettati socialmente.
Se ci pensiamo, il rapporto tra volontà e conformismo sociale è interessante: spesso, il desiderio recondito di essere accettati ci ha fatto soffrire in passato. Questo ci porta a chiedere: e se decidessimo di cambiare?
Se tutti ci dicono che siamo fissati, che non abbiamo una vita sociale, la soluzione è capire che dobbiamo modificare il nostro “asset”. In termini moderni, dobbiamo cambiare il nostro contesto di riferimento.
Il contesto di riferimento può essere sostituito da un ambiente virtuale, come le community. Oggi, le community sono vere e proprie reti sociali o gruppi di appartenenza che rappresentano il nostro punto di riferimento, permettendoci di essere più autentici con noi stessi.
A differenza degli anni 2000 o degli anni ottanta, quando i nostri riferimenti erano principalmente familiari e di amicizie locali, oggi il nostro contesto di riferimento è anche digitale, attraverso gruppi WhatsApp, Instagram, e altri social, che ci consentono di entrare in contatto con persone simili a noi.
Questo ci permette di essere meno influenzati dalle aspettative degli altri e di essere più fedeli a ciò che desideriamo davvero. La nostra volontà, quindi, parte dal cercare persone affini, che ci fanno stare bene e ci accompagnano nel nostro percorso di crescita.
La volontà di vivere e di migliorarsi sempre
Daniele
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