Intervista al Dottore Stefano Scatena: Psicologo e Psicoterapeuta
Intervista al Dottore Stefano Scatena: Psicologo e Psicoterapeuta
In che momento hai smesso di sentirti libero dentro una relazione?
Ho avuto molte relazioni significative nella mia vita. Ho sempre messo al primo posto la libertà: che non è l’infedeltà, ma la possibilità di esprimere il mio pensiero e i miei bisogni. Quando mi sono sentito ricattato o limitato nella mia autenticità, ho tracciato confini. E ho avuto il coraggio di chiudere.
Cosa ti impedisce oggi di sceglierti davvero?
Domanda-trappola, in verità. Perché dà per scontato che io non lo faccia. Ma io mi scelgo ogni giorno. Certo, cerco di conciliare l’istinto con la realtà. Non possiamo vivere solo secondo il principio del piacere, né possiamo trasformarci in macchine da prestazione. È un equilibrio sottile, ma lo coltivo con impegno.
Sei più abituato a sopravvivere o a vivere?
A vivere. Ho vissuto due secoli, e non esagero. Nei momenti duri ho lottato per sopravvivere e per far vivere chi amo. Ma anche quello è stato un vivere pieno, crudo, a volte eroico. La vita non è solo luce: anche le ombre hanno dignità.
Quando è stata l’ultima volta che ti sei ascoltato senza giudicarti?
Adesso. Mentre rispondo a queste domande, mi ascolto con attenzione. Non mi giudico: sono un intreccio di bisogni, a volte contraddittori. Come ogni essere umano. Ma ho imparato a riconoscerne le cause, soprattutto emotive. Citando Vasco Rossi: “le lascio vivere, e loro non mi fanno fuori!”
Sai riconoscere la differenza tra chi ti ama e chi ha solo bisogno di te?
Sì, eccome. Ma spesso lo capisci davvero solo quando un rapporto si interrompe. Esistono però red flags abbastanza chiare: dipendenza affettiva, gelosia ossessiva, narcisismo smisurato, rapporti fondati su status o denaro. Si riconoscono. Il problema è che il bisogno, travestito da passione, può essere estremamente seducente. E ci vuole lucidità per non confonderlo con l’amore.
Ti stai costruendo o stai ancora cercando di compiacere?
Mi sto costruendo ogni giorno, da quando sono nato. E continuerò fino alla mia morte. È impossibile non cercare di compiacere, anche solo un po’, anche ora mentre rispondo. Sono me stesso, ma ragiono, scelgo con cura le parole. Cerco di apparire saggio, esperto, coerente. Come tutti. Quindi, la risposta più vera è: entrambe le cose. Siamo esseri umani, e questo è il nostro mestiere.
Riesci a essere onesto con te stesso senza paura di perdere qualcuno?
Sì. E più passano gli anni, più ci riesco. Perché ho scoperto che perdere chi non regge la tua verità… non è mai una vera perdita.
Cosa succederebbe se smettessi di etichettarti?
Le etichette, se usate bene, sono strumenti di consapevolezza. Non gabbie, ma bussole. Sono un padre — un’etichetta meravigliosa. Sono uno psicologo: significa che il mio compito è aiutare gli altri a comprendersi. Sono un potenziale alcolista: per questo non ho mai toccato una goccia d’alcol. Le mie etichette non mi limitano, mi orientano. Non servono a discriminare, ma a conoscersi meglio. E, forse, a diventare migliori.
Ti sei mai chiesto chi saresti senza il dolore che porti addosso da anni?
E chi ti dice che lo porto ancora? Non ho dolori che mi schiacciano. Ho fatto tanta strada, e sono fiero di come ho camminato. Ho sbagliato, come tutti. Ma sono andato avanti. Di sicuro ho dato troppo, a volte senza ricevere. Per paura di perdere l’amore. Sono impulsivo, spudorato, spesso troppo diretto. Ma anche questo è stato un punto di forza. Oggi vado avanti con gioia e ottimismo. Anche se sulla società… sono piuttosto pessimista.
La vita non mi ha reso cinico.
Solo più lucido. E più grato.
Intervista al Dottore Stefano Scatena: Psicologo e Psicoterapeuta
Redazione The Digital Moon
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