Intervista a Lino Missio: Psicologia e Ipnosi
Intervista a Lino Missio: Psicologia e Ipnosi
Lino, partiamo dalle basi: cos’è davvero l’ipnosi e come la definiresti a chi non ne sa nulla?
L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza, del tutto naturale, che ci appartiene. Durante la giornata “cadiamo” spontaneamente in questo stato diverse volte.
Ad esempio, quando guidiamo, può capitare di essere assorti in un pensiero e di percorrere parecchi chilometri senza ricordare il percorso compiuto. Lo stesso vale mentre cuciniamo o lavoriamo. Ci sono momenti in cui, con la mente, viaggiamo nei nostri pensieri ma con il corpo continuiamo a svolgere le nostre attività.
Questo stato modificato di coscienza viene utilizzato in terapia, inducendolo attraverso tecniche di induzione ipnotica.
Quali sono i miti più comuni sull’ipnosi che riscontri e perché credi siano così diffusi?
Esistono molti miti da sfatare. Per esempio, che in ipnosi si perda coscienza, che il soggetto sia in balia dell’ipnotista, che chi pratica ipnosi abbia poteri particolari o che ci sia il rischio di non risvegliarsi.
Sono affermazioni non vere, nate soprattutto dalla visione di spettacoli di ipnosi che ci hanno abituato a credere che l’ipnosi sia magia. In realtà anche l’ipnosi da palcoscenico ha fondamenti scientifici: molte tecniche usate in terapia si ispirano proprio agli ipnotisti del mondo dello spettacolo.
Il problema vero sta nell’osservazione: quando un soggetto viene ipnotizzato, può sembrare che dorma o che abbia perso coscienza. In realtà, chi vive l’esperienza sa benissimo di essere presente, cosciente e consapevole di ciò che accade intorno a sé. È l’osservatore che attribuisce all’ipnosi un’aura di magia.
Molti temono di perdere il controllo o la coscienza sotto ipnosi. Cosa accade in realtà durante una seduta?
In ipnosi non si perde né il controllo né la coscienza.
La persona rimane cosciente, ma ogni individuo risponde in modo unico, perché l’ipnosi è soggettiva. È la persona, con la sua unicità, a esplorare i diversi gradi di profondità.
In quali ambiti clinici o di crescita personale l’ipnosi si rivela più efficace?
Mettere in ipnosi una persona, di per sé, non serve a nulla: è ciò che accade sotto ipnosi ad avere una valenza terapeutica.
È un po’ come in chirurgia: se un paziente deve essere operato al cuore, l’anestesia lo addormenta e basta, ma poi è il cardiochirurgo che deve intervenire. In ipnosi avviene la stessa cosa: non è l’induzione a guarire, ma il lavoro che viene fatto all’interno dello stato ipnotico.
L’ipnosi viene utilizzata in molti ambiti, psicologici e medici: nella gestione dello stress e delle emozioni, nelle dipendenze (fumo, alcol, gioco, affettive), nel superamento dei traumi, durante il parto per controllare il dolore, come anestesia in odontoiatria o in chirurgia, nello sport per migliorare le prestazioni e persino nello studio.
Dal tuo punto di vista, qual è la differenza tra ipnosi terapeutica e ipnosi da spettacolo che vediamo in TV o nei teatri?
La differenza sta nella finalità.
In terapia l’ipnosi si usa per risolvere un problema, mentre nel mondo dello spettacolo viene utilizzata per divertire e intrattenere gli spettatori.
Potresti raccontarci un caso o un’esperienza professionale in cui l’ipnosi ha portato un cambiamento significativo?
Più che un singolo caso, preferisco raccontare una dinamica comune che incontro spesso.
Accade che alcune persone, a seguito di eventi traumatici, rimuovano dalla memoria cosciente ciò che hanno vissuto. Questi traumi, però, restano impressi nell’inconscio e continuano a generare conseguenze: ansia, paure, difficoltà relazionali, disturbi emotivi o comportamentali.
Con l’ipnosi è possibile riportare gradualmente questi contenuti alla coscienza, in un contesto sicuro, così che possano essere elaborati e trasformati. Questo processo consente di sciogliere i sintomi che la persona porta con sé come conseguenza del trauma.
L’ipnosi è uno strumento potente, ma ci sono controindicazioni o situazioni in cui non dovrebbe essere usata?
L’ipnosi è un ottimo strumento, ma va sempre considerato l’obiettivo.
Ad esempio, in gravidanza è molto utile per aiutare le donne a gestire emozioni e dolore durante il parto. Tuttavia, non può essere usata per esplorare traumi profondi, perché le emozioni evocate potrebbero mettere a rischio la gravidanza.
Lo stesso vale per i pazienti cardiopatici: va bene per rilassare e ridurre lo stress, ma non per rivivere traumi che potrebbero sollecitare pericolosamente il cuore. Anche nei pazienti psicotici l’ipnosi può essere utile per rilassarsi, ma se usata per esplorare conflitti profondi potrebbe provocare gravi scompensi.
Che ruolo gioca la fiducia tra terapeuta e paziente nel successo di una seduta ipnotica?
La fiducia tra paziente e professionista è fondamentale, e dipende molto dalla relazione che il terapeuta sa instaurare.
Bisogna creare fiducia spiegando sempre cosa è e cosa non è l’ipnosi. Il paziente deve sapere in anticipo cosa accadrà e cosa no, così da liberarsi dalle false credenze e affrontare l’esperienza in modo sereno.
Per chi è curioso ma scettico: come può prepararsi o avvicinarsi in modo consapevole a una prima esperienza di ipnosi?
L’ipnosi non deve mai diventare una sfida.
Chi arriva con l’idea di dimostrare che “non funziona” non è pronto. Chi cerca davvero aiuto non sente il bisogno di sfidare il terapeuta, e in questi casi scelgo di non applicarla.
Ricordo inoltre che è sempre il professionista a scegliere se usare o meno l’ipnosi. Non sempre è utile: dipende dal problema e dalla soggettività del paziente. Lo stesso disturbo, su una persona, può essere trattato con l’ipnosi, mentre su un’altra necessita di strumenti diversi.
Guardando al futuro, quali sviluppi o ricerche sull’ipnosi ti entusiasmano di più e perché?
Il futuro dell’ipnosi è ricco di possibilità, ma serve cambiare l’idea che la gente ha di essa.
Ancora oggi molti credono che l’ipnosi possa “spegnere” il loro cervello e aggiustare le cose al posto loro. In realtà, dietro l’ipnosi non c’è magia: c’è scienza.
Quando questo sarà davvero compreso, l’ipnosi potrà essere applicata in tutti gli ambiti di ricerca.
Intervista a Lino Missio: Psicologia e Ipnosi
Redazione The Digital Moon
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