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L’ATTIVITA FISICA E’ NECESSARIA

L’ATTIVITA FISICA E’ NECESSARIA


PREMESSA

Come recita il titolo, l’argomento che stiamo per trattare rappresenta un punto su cui è assolutamente necessario soffermarsi.


UNO:

L’attività fisica può essere divertente, può essere un piacere e può essere svolta in tantissime forme, ma non è di certo un’attività da sottostimare.


DUE:

L’attività fisica è un vero e proprio farmaco gratuito e disponibile per tutti, in grado di generare effetti positivi sulla salute psicofisica a lungo termine: un vero e proprio investimento per il proprio corpo.


TRE:

Ben presto ti renderai conto che, in un modo o nell’altro, dovrai praticarla per combattere o contrastare la degenerazione di un eventuale stato patologico — sia esso già in corso o che si stia annidando da qualche parte nel tuo corpo (facendo le corna, non te lo sto augurando, ci mancherebbe!). Il discorso di fondo è che non puoi pensare di curarti semplicemente ricorrendo ai ripari con i medicinali. Quando assumi dei farmaci per contrastare un malanno o il suo peggioramento, stai intervenendo solo sulla punta dell’iceberg. Si tratta infatti di metodi molto aggressivi che, alla lunga, rischiano di abbassare la tolleranza del corpo a certi stimoli, rendendolo quasi dipendente da essi.


ATTIVITÀ FISICA: COME FARLA

Molte persone pensano che fare attività fisica comporti semplicemente correre, sollevare pesi, andare in bicicletta o andare a nuotare. Oddio, tutte queste discipline hanno sicuramente dei riscontri positivi, ed è indubbio che ne abbiano.

Tuttavia, la chiave di volta — l’attività “magica” in grado di donarti uno stato di salute perfetto — consiste nel praticare un qualsiasi tipo di attività introducendo piccole componenti di varie discipline, così da stimolare e curare le svariate sfaccettature del corpo umano.

“Allora mi stai dicendo che bisogna fare tutto per stare tranquilli?”, starete pensando. No, semplicemente significa pianificare degli allenamenti mirati nell’arco della settimana, introducendo nella stessa giornata delle micro-sessioni dedicate alla mobilità articolare e alla flessibilità muscolare. A queste vanno affiancate le attività per il miglioramento del tono muscolare e quelle per l’efficienza cardiovascolare. Tutto questo mix va a migliorare l’aspetto energetico, la mobilità, la forza, la resistenza e la velocità. E non perché dobbiamo correre i 100 o i 200 metri, ma semplicemente perché questi stimoli migliorano l’attività mitocondriale e le fibre muscolari veloci (ovvero le fibre bianche). Queste ultime, a loro volta, incrementano la forza, la quale ottimizza l’assetto endocrino che sostiene l’intera attività ormonale.

Come potete osservare, ogni tassello dà un piccolo aiuto sinergico agli altri. Non puoi pretendere che il tuo corpo migliori, o di essere in salute, semplicemente prendendo una pasticca. O, allo stesso modo, praticando una singola attività una o due volte alla settimana “a basso regime”. Se vuoi dei risultati evidenti e oggettivi, hai bisogno di una programmazione dettagliata che abbia come fondamenta il miglioramento dell’escursione articolare e della flessibilità muscolare. Una buona flessibilità migliora la coordinazione; la coordinazione ottimizza l’esecuzione del movimento generando più potenza e fluidità; la potenza viene amplificata dalla forza e la forza, infine, la migliori incrementando l’elasticità muscolare.


Il mito della corsetta brucia-grassi

L’energia (ovvero la quantità di ATP prodotta dai nostri mitocondri) viene ottimizzata dall’aumento e dal miglioramento della riserva del $VO_2$ max. Quest’ultimo, però, non si migliora affatto allenandosi nella corsa “in prima fascia”, ossia mantenendo un range di battito cardiaco molto basso nella speranza che una mezz’oretta di jogging faccia bruciare i grassi. No! A parte il fatto che non si bruciano grassi così nell’immediato (il consumo lipidico reale subentra dopo due o tre ore di allenamento continuativo), in questo modo finiamo solo per sfinirci pur di raggiungere un obiettivo che andrebbe approcciato in tutt’altro modo. Se il tuo obiettivo è correre 12 o 13 km, allora fa’ pure, ma aggiungi anche delle sessioni di scatti: aumentando la componente anaerobica dell’attività, migliorerai drasticamente la resa del tuo $VO_2$ max. Queste direttive sono supportate sia dalla resa del tono muscolare sia dalla sua resistenza. Infatti, più i muscoli sono allenati, più rendono, sia nella corsa che nelle altre discipline sportive o in altri tipi di attività… sì, anche in quelle “più simpatiche”.


SÌ, HAI CAPITO BENE: QUELLE SIMPATICHE.

COME NON FARLA

Ecco una frase che dovrebbe essere stampata su tutti i reel e i post dedicati all’allenamento. Ormai ovunque viene spiegato come fare uno squat, una panca piana, come bisogna correre o quali integratori assumere. Ma andiamo, una cosa che potrebbe riscuotere un reale interesse da parte delle persone è mostrare ciò che non bisogna fare per evitare gli errori. E, guarda caso, puntualmente le cose da non fare sono tanto stupide e semplici quanto diffuse: neanche a farlo apposta, le compie il 90% delle persone.

Cominciamo dalla cosa più scontata che vedo fare spessissimo nel periodo estivo: andare a correre con la tuta termica (o la k-way) e la felpa quando ci sono 40° all’ombra (figuriamoci sotto il sole quanti gradi percepiti ci siano). Una pratica simile può portare a due gravi conseguenze:

  1. Il rischio di un collasso o di un infarto per via del deperimento degli elettroliti e delle vitamine, elementi necessari non solo a idratare il corpo, ma anche a supportare l’attività cerebrale e la trasmissione neuromuscolare.
  2. Un pesante affaticamento e appannamento fisico. Questo accade perché i muscoli perdono la loro stessa efficienza strutturale per supportare una situazione di incredibile stress e calore: oltre alla normale fatica dell’allenamento, ci si mette infatti anche quella causata dal caldo torrido autoprodottosi.

CONCLUSIONE

Considerata la situazione attuale, direi che questa guida è alla portata di tutti, più o meno, anche perché non ho inserito nessuna scheda troppo particolare. Oltre a questo, spero che le mie delucidazioni scientifiche vi siano state utili per comprendere come lo strumento del digiuno abbia un valore di ripristino per il corpo e non di mero dimagrimento, garantendo comunque una grande sostenibilità all’organismo per renderlo più longevo.

E sì, hai capito proprio bene: essere più longevo! È stato infatti dimostrato scientificamente che le fasi di digiuno prolungato aumentano la capacità dei telomeri di autoregenerarsi


L’ATTIVITA FISICA E’ NECESSARIA

Daniele

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