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Intervista a El Dorado: Dalla scrittura a 14 anni al successo locale

Intervista a El Dorado: Dalla scrittura a 14 anni al successo locale


Sei nato nel 2008 e ti sei avvicinato alla musica perché hai capito che era l’unica cosa capace di farti stare davvero bene. C’è stato un momento preciso o un ascolto particolare nella tua infanzia che ti ha fatto scattare questa scintilla e capire che la musica sarebbe stata la tua strada?

Non c’è stato un momento preciso, è stata più una cosa che ho scoperto col tempo. Fin da piccolo ascoltavo tanta musica e mi accorgevo che era l’unica cosa che riusciva davvero a farmi stare bene in qualsiasi situazione. Crescendo ho capito che non volevo essere solo un ascoltatore, ma volevo raccontare le mie emozioni attraverso le canzoni. Da lì è nata la voglia di fare musica seriamente.


Hai iniziato a scrivere i tuoi testi a 14 anni, ma hai aspettato i 17 per pubblicare la tua prima canzone. Come sono cambiati il tuo modo di scrivere e la tua maturità artistica in questi tre anni di lavoro “dietro le quinte” prima del debutto ufficiale?

In quei tre anni sono cambiato tantissimo. All’inizio scrivevo senza una vera tecnica, semplicemente per sfogarmi. Con il tempo ho imparato a dare più valore alle parole, a costruire meglio i testi e a trovare un’identità artistica. Ho preferito aspettare prima di pubblicare perché volevo sentirmi pronto e portare fuori qualcosa che mi rappresentasse davvero.


La tua carriera è iniziata ufficialmente da soli 9 mesi, ma ti sei già fatto un nome dalle tue parti e nell’ultimo anno sei cresciuto moltissimo. Come stai gestendo questa rapida popolarità locale e l’affetto delle persone che hanno iniziato a seguirti fin da subito?

La vivo con grande gratitudine. Sapere che ci sono persone che ascoltano la mia musica e si riconoscono in quello che scrivo è una soddisfazione enorme. Cerco di restare con i piedi per terra e di vedere tutto questo come uno stimolo per lavorare ancora di più. L’affetto che ricevo mi dà la forza di continuare a credere nel mio progetto.


Nella tua crescita artistica i social network e la tua rete di contatti hanno giocato un ruolo fondamentale. In che modo utilizzi le piattaforme digitali per promuovere la tua musica e quanto conta oggi, per un artista della tua generazione, sapersi muovere bene anche online?

Oggi i social sono fondamentali. Li utilizzo per far conoscere la mia musica, condividere momenti del mio percorso e restare in contatto con chi mi segue. Per un artista giovane è importante sapersi muovere online perché spesso è proprio lì che le persone scoprono nuovi talenti. Ovviamente la musica resta la cosa più importante, ma saper comunicare bene il proprio progetto fa una grande differenza.


Il nome d’arte che hai scelto, El Dorado, evoca l’immagine di una terra leggendaria e ricca d’oro, una meta da raggiungere. Quali sono gli obiettivi più grandi e i palcoscenici che sogni di conquistare con la tua musica nei prossimi anni?

Ho scelto il nome El Dorado perché rappresenta la ricerca di qualcosa di grande, un obiettivo da inseguire senza mai smettere di migliorarsi. Il mio sogno è riuscire a far arrivare la mia musica a più persone possibile, esibirmi su palchi importanti e trasformare questa passione nel mio lavoro. So che la strada è ancora lunga, ma sono pronto a fare tutti i passi necessari per arrivare dove voglio.

Noah David | In arte El Dorado


Intervista a El Dorado: Dalla scrittura a 14 anni al successo locale

Redazione The Digital Moon

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