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Intervista a Marco Valerio: Il coaching come strumento di crescita

Intervista a Marco Valerio: Il coaching come strumento di crescita

Molte persone associano il coaching solo al miglioramento fisico. In che modo il tuo lavoro va oltre muscoli e dimagrimento?

Il lavoro che faccio sul corpo, parte sempre da una necessità, estetica, funzionale o biologica. In ogni caso c’è un richiamo primordiale, ovvero quello di ascoltare il corpo, ma non si può ascoltare il corpo se la mente non è rilassata, non a caso nelle prime lezioni ove introduco il percorso di allenamento, c’è una parte molto particolare che è quella di ascolto. Invitando il cliente o l’allievo ad ascoltare se stesso e la consapevolezza dei “sacrifici” che dovrà affrontare per raggiungere l’obiettivo. In altri casi, quelli più ordinari, spesso e volentieri è il cliente che cerca un luogo ed una persona di cui fidarsi per creare la sua confort zone, un luogo dove scaricare lo stress e staccarsi da tutto nei momenti più difficili.


Come la Kickboxing e la Mindfulness possono lavorare insieme per sviluppare disciplina, autocontrollo e consapevolezza nella vita quotidiana?

Il motto della Mindfulness è “Qui ed ora”, esattamente quello che succede sul ring, in quel momento, reale, vivo, sei da solo contro un avversario, hai bisogno di concentrazione, non importa se sarà un match difficile o meno, se stai lì lo devi affrontare. La Mindfulness insegna questo ad essere consapevoli del momento, non è una pratica di meditazione ove rilassarsi, è un grande errore che molti credono. La Mindfulness come la kickboxing richiede un allenamento quotidiano e costante per essere consapevoli del momento che viviamo ogni giorno, bello o brutto che sia. Proprio come fa la vita ogni giorno, ci mette davanti a delle situazioni, alle volte durissime, quindi meglio avere la chiave di lettura giusta ed affrontare ogni situazione al meglio delle nostre possibilità. Non si tratta di vincere o perdere, si tratta di non scappare davanti ad un ostacolo.


Dal tuo punto di vista, quanto conta l’aspetto psicologico nel raggiungimento di un vero benessere psicofisico?

E’ la base, una mente tormentata non può fare nulla. Lo sport ci insegna ad essere concentrati, un semplice gesto come un piegamento, richiede concentrazione, il giusto respiro. Le persone danno per scontate molte cose, come guidare, ma in verità guidare è molto difficile, è un insieme di azioni e reazioni continue ed una mente agitata non può guidare o rischia di fare molti danni.


Quali cambiamenti interiori noti più spesso nelle persone che iniziano un percorso con te, oltre ai risultati fisici visibili?

Diventano più consapevoli del loro stato psicologico, la mia più grande soddisfazione è quando mi dicono che allenarsi lì far stare bene e quindi si allenano come se si dovessero lavare i denti, diventa un gesto quotidiano ed essenziale per aprire o chiudere una giornata piena di impegni. E’ per me il puiù grande risultato.


Che consiglio daresti a chi vuole migliorare sé stesso non solo nel corpo, ma anche nel modo di affrontare le sfide della vita?

Comincia con piccole cose, la parola chiave è DISCIPLINA, cominciare a capire che rifare il letto, sparecchiare, non sono gesti pesanti e noiosi da fare, ma un segno di pulizia e rispetto verso se stessi, quindi vanno fatti col sorriso, la stessa cosa vale per lo sport, all’inizio può essere difficile, ma va fatto se vuoi un cambiamento e qui è fondamentale che il Coach sia una persona preparata ed empatica, altrimenti la persona vedrà il percorso come una tortura. La parola sacrificio non deve essere vista come una cosa negativa, ma come un mezzo per migliorare se stessi.


Intervista a Marco Valerio: Il coaching come strumento di crescita

Redazione The Digital Moon

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