Intervista ad Antonio Ciuffreda: Food-lover da 100k Followers
Intervista ad Antonio Ciuffreda: Food-lover da 100k Followers
Quando hai capito che fotografare piatti poteva diventare qualcosa di più di un semplice hobby?
Quando ho cominciato a vedere che le foto dei miei piatti erano veramente apprezzate e i miei followers, e non solo, mi chiedevano le ricette in privato.
Ho capito che si poteva fare qualcosa di importante con i social.
Come nasce l’idea delle rubriche #lefotodeifollowers e #recensioniveloci?
La rubrica #lefotodeifollowers è nata quasi per caso. Qualche follower ha cominciato a inviarmi le foto dei miei piatti che replicava, chiedendomi consigli. Al che mi son detto: perché non farci una rubrica?!
E da lì ho cominciato a ricevere tantissime foto dai miei followers, pronte per la pubblicazione.
#recensioniveloci invece è nata dopo che un ristorante mi aveva invitato a cena per provare i suoi piatti. Quella sera ho deciso di aprire questa nuova rubrica e quindi, ogni qualvolta vado in qualche locale – sia su invito dei gestori che per mio diletto culinario – faccio una recensione veloce sui piatti provati, servizio, prezzo e location.
P.s.: se la cena non mi è piaciuta, sono comunque cattivo, anche se è stata offerta.
Sei passato da 10k a quasi 100k followers in pochi mesi grazie ai meme: cos’è cambiato nel tuo approccio?
Era da un po’ che ero fermo a 12k followers e non riuscivo a capire come fare per crescere più velocemente.
L’idea dei meme mi è venuta un pomeriggio di agosto, in spiaggia, mentre scorrevo i reel di Instagram. Continuavo a guardare meme – cretini, fondamentalmente – che però mi facevano sbellicare dalle risate.
Ho pensato: perché non fare meme riguardanti il food e provare a vedere se cambia qualcosa?
E così è stato: la crescita è stata esponenziale e, di conseguenza, avevo sempre più voglia di pubblicare per continuare a crescere.
Qual è stato il meme che ha fatto il botto e ti ha fatto dire “ok, ci siamo”?
Il meme delle signore dell’Antico Forno Santa Caterina di Altamura che farciscono una mega fetta di pane – appunto di Altamura – con la descrizione:
“La dietologa mi ha detto che posso mangiare una sola fetta di pane e Nutella a colazione.”
Ha raggiunto quasi 10 milioni di visualizzazioni, più di 250mila like, quasi 4 milioni di commenti e quasi 10mila condivisioni.
Come bilanci oggi contenuti divertenti e contenuti “di valore” come le recensioni o le storie dei piatti?
In questi mesi ho imparato che pubblicare tanto porta ad essere molto visualizzato, ma con il tempo cerco di selezionare i contenuti in base a quello che mi capita durante le giornate e gli eventi della quotidianità.
Esempio: durante il Festival di Sanremo i meme erano incentrati quasi tutti sul Festival; se frequento delle serate di street food, i contenuti saranno per lo più di street food.
Diciamo che cerco di pubblicare sempre un paio di foto food al giorno e, in base all’ispirazione, i meme.
Quanto conta il coinvolgimento diretto dei tuoi followers nei tuoi contenuti?
Conta tantissimo. Più cerchi di coinvolgerli, più i riscontri sono positivi.
L’obiettivo della rubrica #lefotodeifollowers è proprio quello di fare in modo che i followers si sentano coinvolti e considerati quando vedono postate le loro foto.
Ho un mio amico che non comincia a mangiare se prima non fa le foto ai piatti per mandarmele. Più coinvolti di così…
Ti capita spesso che ti riconoscano per strada? Che effetto ti fa?
Di recente abbastanza. Mi fa molto piacere scambiare due chiacchiere con chi mi riconosce per strada, anche per capire quelli che possono essere i reali interessi di chi mi segue, e migliorare.
Il cibo è uno degli argomenti più condivisi online. Qual è, secondo te, il segreto per farlo in modo originale?
Il modo originale purtroppo – o per fortuna – non esiste più ormai. Tutti copiano e sono copiati.
Io sono convinto che essere se stessi porti a distinguersi dalla massa e dagli altri “competitor” (che brutto termine).
Come dice il pizzaiolo Enrico Porzio: “Replicate, ma non imitate.”
In un mondo pieno di food blogger, come si costruisce una voce autentica?
Ecco appunto: sicuramente essere se stessi e non cercare di apparire (come fanno in tanti).
Se stasera mangio pane e salame e lo voglio postare, non ho problemi a farlo. A differenza di tanti che magari postano solo se fanno o mangiano piatti chic, i cosiddetti “instagrammabili”.
Hai un lavoro full-time ma stai crescendo tantissimo online. Ti vedi un giorno fare questo di mestiere?
Sì, attualmente sono impiegato, ma non vi nego che l’idea di far diventare questo mio hobby un vero e proprio lavoro mi è balenata spesso.
Per il momento resta un hobby. Con il tempo vedremo, mai dire mai.
Qual è il tuo obiettivo per il futuro, oltre ai 100k?
Da quando ho cominciato a postare sui social, il mio obiettivo è sempre stato quello di poter andare in giro ed essere riconosciuto perché ho fatto qualcosa di buono per la collettività.
Nel caso delle foto food: far scoprire ristoranti da provare, ricette gustose, ecc. a più gente possibile.
Nel caso dei meme: far sorridere quanta più gente possibile.
Ora andiamo a prenderci i 100k, manca davvero pochissimo!
Qual è il piatto che non ti stanca mai?
La pizza, indubbiamente.
Non deve mai mancare: almeno una volta a settimana deve essere presente nel mio menù.
Meglio se napoletana, ma non disdegno la romana.
Un posto dove hai mangiato da dio, ma che è ancora poco conosciuto?
Casa mia, ahahah.
Scherzo! Fondamentalmente non c’è nessun posto poco conosciuto dove ho mangiato da dio, perché nel frattempo sono stati scoperti da tanti. Probabilmente ho fatto bene il mio lavoro.
Se dovessi descriverti in tre hashtag?
#pizzainomane
Mi piace la pizza, si capisce tanto dal mio Instagram.
#sushiettibile
Sono amante anche del sushi.
#quellodiinstagram
Quando mi fermano per strada mi chiamano così.
Intervista ad Antonio Ciuffreda: Food-lover da 100k Followers
Redazione The Digital Moon
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