Intervista a “Dai Che è Venerdì®”: E-commerce e Marketing
Intervista a “Dai Che è Venerdì®”: E-commerce e Marketing.
Dal Business Marketing al Trash Marketing, la storia della nascita, e crescita, di “Dai Che è Venerdì®”
Puoi raccontarci come è nata l’idea di “Dai Che è Venerdì” e come è evoluta nel tempo?
Già da qualche anno i video che riportavano la famosa frase “dai che è venerdì” giravano in rete ed io ne andavo avidamente a caccia perché mi facevano ridere davvero tanto. Poi, verso la fine del 2022, poiché non esisteva, ho deciso di aprire una pagina Instagram per raccoglierli tutti ma c’è stato un problema: quei video erano pochi, circa una quarantina, e così velocemente non sapevo più come aggiornare la pagina sulla quale la promessa in bio era quella di metterne sempre di nuovi ogni venerdì.
Come fare? Da lì ho pensato di creare io i video ma non avevo le conoscenze tecniche. Così, inizialmente, ho chiesto aiuto a Claudia, la figlia quasi maggiorenne (a quei tempi) della mia compagna: io trovavo i video, pensavo allo script e lei me li montava. Poi nei mesi ho preso io in mano la produzione imparando ad utilizzare varie app di editing video.
Come hai deciso di trasformare un semplice divertimento in un progetto così strutturato e di successo?
Dopo circa 6 mesi trascorsi come descritti prima, si è fatta largo in me la convinzione che la pagina avesse un grande potenziale. Gestendola direttamente io percepivo i feedback positivi dei follower, rispondendo a tutti i messaggi in DM raccoglievo info utili, e questo mi ha permesso di capire tante cose. Per lavoro, in azienda, ho gestito la comunicazione di svariati brand ma quando sei un responsabile marketing crei la strategia ma poi operativamente ti affidi sempre a un’agenzia e questa è pur sempre un filtro tra te ed il tuo pubblico ed i tuoi clienti. Qui no, con Dai Che è Venerdì® avevo il polso dei follower e tutto mi guidava verso certe decisioni.
Pertanto nella primavera del 2023 ho completato tre passaggi importanti:
- Ho creato il logo con l’aiuto del mio amico, ed ex collega, Cristiano. Il messaggio doveva essere semplice, diretto e riconoscibile a colpo d’occhio.
- Ho registrato il marchio: il lavoro che stavo intraprendendo doveva essere protetto se poi avesse avuto successo.
- Ho aperto altri canali oltre ad Instagram, allargandomi a TikTok, YouTube, Spotify (ora pubblico anche canzoni), ecc.
Qual è stato il ruolo delle tue competenze di marketing nel far crescere la pagina e l’e-commerce?
Ammetto che avendo studiato marketing, ed avendolo applicato in diverse aziende e settori (es. food, medicale, web, ecc.) sono stato facilitato. Ma soprattutto ho usato un singolo semplice principio che tanti “markettari” spesso tendono a dimenticarsi: la coerenza. Infatti, con essa, riesci a creare un messaggio che facilmente puoi andare a diffondere sui vari canali (ovviamente con i giusti accorgimenti): risultare sempre riconoscibile è il passo più importante per un marchio.
Come l’e-commerce / Amazon avevo esperienze aziendali di tipo strategico, non operativo. Qui mi sono rimboccato le maniche ed ho studiato, soprattutto tutorial su YouTube: ho pertanto scelto le piattaforme ed i fornitori di print-on-demand e sono partito.
Ci hai parlato di come i video nascono spontaneamente, ma c’è qualche momento o idea che ti ha particolarmente colpito durante questa avventura?
I video che creo nascono tutti da una scintilla. Se dovessi mettermi a tavolino a pensarli / programmarli produrrei 1/100 di quello che attualmente metto online. Da sempre sono stato uno che si è fatto dei “film in testa”: tu mi parli e ti ascolto con attenzione, ma intanto il mio cervello associa quello che mi dici ad altro, come ad esempio scene di film o meme.
Ecco, con Dai Che è Venerdì® faccio semplicemente questa attività, che mi viene naturale, ma rivolta al filo conduttore della pagina.
Le idee che mi sono più piaciute? Le parodie dei film come “E.T. Extraterrestre” dove per la voce di E.T non ho dovuto neppure usare l’app per modificare gli audio perché in quei giorni avevo la raucedine; “Interstellar” dove Cooper riceve 23 anni di messaggi da Germano Mosconi e The Ring quando Naomi Watts guarda la videocassetta.
Alle volte riguardo dei video perché ne ho messi online così tanti che comincio a scordarne qualcuno. Serve ripassare, aiuta a capire anche cosa era andato forte e cosa no (sempre algoritmo permettendo, tasto dolente dei social essendo noi in balia delle sue curve di andamento).
Come hai affrontato il passaggio da un lavoro di marketing e export management a un’attività creativa e di intrattenimento?
Quello che tu descrivi non è il presente ma è il futuro a cui sto lavorando. Nella mia testa il progetto arriverà a generare un valore tale per cui potrò affidare la parte burocratico-operativa ad altri ed io potrò rimanere solamente come direttore creativo. Per adesso ho bisogno di continuare la mia carriera attuale, ed intanto gestire tutto io per Dai Che è Venerdì®, ma i sogni sono desideri ed i desideri si avverano (soprattutto di venerdì).
Quali sono le sfide più grandi che hai incontrato nel mantenere viva questa vena creativa e nel far crescere il progetto?
Ecco, hai toccato il punto più importante, e fammi dire, dolente. Se tu guardi le pagine di meme più famose che trovi online, noterai come queste siano sempre composte da diversi elementi, spesso sono veri e propri team di lavoro. Io sono solo e quindi sono in balia della mia testa e degli eventi della vita: quelli negativi possono prosciugare la mia vena creativa, così come quelli positivi possono accelerarla, ma è sempre tutto random.
Il segreto per superare tutto ciò sta nella programmazione, cioè avere da parte una riserva di video per i momenti più bui. Diciamo che sono lo “scoiattolo dei meme”, metto da parte le scorte per l’inverno.
Aggiungo che più passa il tempo e più sono facilitato, perché? Perché sono gli stessi follower che mi segnalano certi video, dandomi così spunti sempre nuovi. E se uno spunto arriva da un follower puoi stare certo che andrà bene perché arriva direttamente da chi segue la pagina, è a target pieno.
Ma lo vuoi sapere un segreto? I video che io più adoro, che amo di più e che mi fanno ridere tanto, mentre li monto, sono sempre quelli che girano di meno sui social. Come mai? Perché il mio sarcasmo spesso è troppo puntiglioso e difficilmente digeribile. Così ho imparato anche a capire cosa può girare e cosa no, quali sono gli argomenti che più prendono e le situazioni che creano più interazione. Tornando al discorso iniziale, l’esperienza insegna così come il contatto diretto con chi ti segue.
Se sei curioso puoi vedere la pagina sul sarcasmo e black humor che gestisco, si chiama SarcasmOrgasmico: @sarcasmorgasmico. Ecco, è quello che davvero mi fa ridere come non ci fosse un domani. Questa è anche stata una pagina pilota per me, ho mosso i primi passi su Instagram ed ho scoperto cosa vuol dire essere bannati.
In che modo “Dai Che è Venerdì” ti ha aiutato a superare momenti difficili, come quelli passati lontano da casa?
Sai che spesso ci penso? Se 3 anni fa non avessi accettato un lavoro che mi ha portato a vivere in settimana lontano da casa mia e dai miei affetti, avrei mai creato Dai Che è Venerdì®? Probabilmente la risposta è un no perché, quando ho cominciato a trascorrere le mie serate solitarie in hotel, ho pensato che dovevo trovare qualcosa da fare.
Ho ragionato e mi sono detto che potevo, o prendere un’altra laurea studiando di notte, o fare qualcosa di divertente. Dai Che è Venerdì® ha cominciato a crescere proprio perché lo usavo proprio come “passatempo curativo”: editavo e ridevo, editavo ed evitavo così la depressione per il fatto che lavoravo tanto distante da casa e dai miei affetti. La creatività mi ha salvato, ho risparmiato sui costi dello psicologo.
Inoltre pensa, in passato ho sempre sofferto nel non avere uno mezzo (es. strumento musicale) per esprimere la mia creatività. Adesso ce l’ho, è Dai Che è Venerdì®, e dentro ci inserisco tutte le mie conoscenze come cinema, musica, esperienza di vita, marketing, ovviamente camuffate dietro ai meme. Ho quindi anche risolto questa carenza di espressione che mi portavo dentro perché io adoro creare.
Quali sono i tuoi obiettivi futuri per il progetto e come vedi l’evoluzione di questa avventura?
Il mio obiettivo è quello di diventare il punto di riferimento per chi vuole vivere il suo tempo libero con leggerezza, spensieratezza e divertimento. Il Dai Che è Venerdì® è uno stile di vita, è il volere vivere momenti piacevoli in mezzo ad una vita che, soprattutto in Italia, ci mette sempre a contatto con varie difficoltà quotidiane.
Quindi, anche il solo pensiero rivolto al venerdì (o qualsiasi altro giorno/momento libero), deve portare un attimo di serenità, deve strappare un sorriso.
Ci sono varie piattaforme di intrattenimento e divertimento in Italia, partite parecchi anni prima di me, e sono bravissimi. Ma un format che trasmetta un concetto di spensieratezza come Dai Che è Venerdì® io ancora non l’ho trovato: mixo meme, cinema e musica per portare sugli smartphone delle persone un momento che liberi energia positiva, oltre che un sorriso e ti faccia sentire parte di una community.
Che consiglio daresti a chi vuole trasformare una passione in un progetto di successo, anche partendo da qualcosa di semplice come un divertimento tra amici?
Il mio consiglio è quello prima di trovare un argomento che piaccia a chi vuole partire perché così è più facile e “leggero”. Dopo deve esserci uno studio del mercato, cioè capire quanto è affollato quel segmento e che strumenti usano i competitor. Dopo poi serve una cosa importantissima sui social, tanta perseveranza.
Se ci si abbatte dopo pochi mesi se non si vedono i risultati si rischia di aver buttato via tanto tempo quando, invece, gli algoritmi premiano (soprattutto all’inizio) chi ha costanza nella pubblicazione. È il principio della palestra: non metti su i muscoli in 1 mese, hai bisogno di allenarti a lungo per vedere le differenze e non vedere più la pancia.
La perseveranza deve poi viaggiare a braccetto con la coerenza: ho il mio target? Bene, parlo sempre a quel target, poi l’algoritmo passo passo mostrerà i contenuti alla tua audience. Non ci si deve far prendere dalla fretta, si deve tenere il binario che si è tracciato, non si deve cambiare di continuo. Altrimenti l’algoritmo si confonde e non sa a chi proporti in organico.
Infine, cosa ti dà più soddisfazione nel vedere il riscontro del pubblico e la crescita del progetto?
Questa è la parte che amo di più, ovviamente. Al netto di quelli che mi contestano per certi video troppo blasfemi, mi ricarico di energie quando mi fanno i complimenti per certe idee, quando mi scrivono che sono un genio, quando mi chiedono come faccio ad inventarmi certe cose.
Poi mi fanno sorridere, facendomi arrossire, i ragazzetti a cui rispondo ai loro DM: questi impazziscono di gioia, si stupiscono che io gli risponda. Alla mia domanda sul perché mi scrivono “perché sei famoso, non pensavo mai mi avresti risposto, quelli famosi non lo fanno mai”.
Forse ha tanto appeal anche il fatto che non sappiano chi sono e cerchino di scoprirlo: su certi canali (vedi YouTube), i personal brand sono fondamentali, mentre io sono solamente un Dai Che è Venerdì® che sta cercando di diventare un brand.
Ti lascio con una frase dalla serie televisiva di “The Young Pope” di Sorrentino dove il papa, interpretato da Jude Law parla dell’assenza come presenza in tema di dio ovviamente. In merito al fatto che non si sappia chi io sia quelle parole mi sono sempre piaciute molto:
“Qual è lo Scrittore più importante degli ultimi 20 anni? Salinger;
Il più importante regista? Kubrick;
L’artista contemporaneo? Banksy;
Il gruppo di musica elettronica i Daft Punk
Intervista a “Dai Che è Venerdì®”: E-commerce e Marketing
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri articoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon
Panoramica di tutti i link di Dai Che è Venerdì®:
- Shop ufficiale di “Dai che è Venerdì®”
- YouTube
- TikTok
- Gruppo Facebook privè
- Scarica i video da Telegram
- Spotify playlist con le musiche usate nei video
- Threads
- Twitter/X
- SarcasmOrgasmico (Instagram)
- Spotify
- Apple Music
- YouTube Music
- Amazon Music

