Intervista a Sofia Verruso: Radici leggere e cuore gentile
Intervista a Sofia Verruso: Radici leggere e cuore gentile
Guardandoti indietro, cosa pensi ti abbia insegnato di più l’esperienza di vivere da sola a 17 anni?
Penso che a volte ritrovarti senza punti di riferimento possa spaventare tanto, ma anche farti crescere. Perchè impari a dovertela cavare da solo e fare affidamento sulle tue capacità. All’inizio è difficile ma poi ti fa crescere e imparare anche a non dare le cose per scontato. Tornassi indietro lo rifarei sicuramente!
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la gentilezza è più potente della forza o della paura?
Non c’è stato un momento preciso, l’ho capito durante la terapia. La frase l’ho fatta mia quando l’ho poi risentita in un podcast, lì ho associato tutto.
Quando ero adolescente pensavo che la rabbia mi avrebbe resa forte e indistruttibile, in realtà è essere gentili con il prossimo che ti rende felice. Mia mamma è sempre stata un grande esempio di questo, e a volte mi chiedevo perché fosse così buona e gentile con gli altri, adesso ho compreso.
Come pensi che il tuo lato pratico e razionale si concili con la tua sensibilità e il desiderio di aiutare gli altri?
Il lato pratico e razionale lo lego molto a ciò che voglio fare e nell’ambito lavorativo. Una cosa molto diversa è la sfera relazionale, il contatto con gli altri, la socialità. Lì non c’è bisogno di razionalità.
Sono sempre stata una persona molto empatica, amo ascoltare le persone e cercare di carpirle.
In che modo l’intelligenza artificiale, secondo te, può diventare uno strumento capace di rendere le persone più felici?
Io ho sempre avuto una visione molto positiva del cambiamento della tecnologia sulla nostra società, anche perché puoi solo scegliere se adattarti o andarci contro. Io penso che l’AI possa aiutare a darci più tempo per fare ciò che ci rende felici, ci toglie le cose “superflue” a cui possiamo delegare a lui, per darci la possibilità di concentrarci su altro.
Hai detto che ora senti di vivere “per davvero”: cosa significa per te vivere autenticamente oggi?
Significa vivere secondo le mie convinzioni, valori, obbiettivi, percezioni. Fin da quando nasciamo siamo plasmati da qualcosa che non è veramente nostro, siamo conizionati da genitori, ambiente. Ora sento di vivere davvero perché sono consapevole di me stessa e cerco di esserlo anche dell’esterno. Penso che vivere veramente significa poter fare le proprie scelte per noi stessi, non per gli altri. Che poi siano giuste o sbagliate quello si capirà.
Se dovessi dare un consiglio a una ragazza più giovane che si sente “senza radici” come ti sei sentita tu, cosa le diresti?
A volte non è facile perché mi sono sentita diversa dagli altri, non avevo una nonna da cui tornare la domenica ma avevo tanti legami e affetti sparsi per l’Italia. Questo mi ha dato un senso un po’ di essere sola, non ho avuto quel senso di famiglia stretto che penso noi tutti sogniamo. Il consiglio che le darei è che ci sono anche molti aspetti positivi: cambiare ormai 9 case mi ha insegnato a non essere attaccata alle cose e quindi lascia andare! Tutto quello che ho imparato te lo porti dietro e nessuno ti impedisce poi di costruire in un futuro ciò che ti è mancato.
Penso che le direi che un giorno troverà un posto che chiama casa.
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Redazione The Digital Moon
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