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Intervista a Indira Acosta Arismendi: Rinascere attraverso la moda

Intervista a Indira Acosta Arismendi: Rinascere attraverso la moda


Dal Venezuela all’Italia: cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco e come hai trovato nella moda un nuovo modo di esprimerti e reinventarti?

Tutto è accaduto per caso. Grazie alle pubblicazioni sui social sono stata contattata da diversi fotografi e, da semplici shooting, sono arrivata alle sfilate — sempre in modo autodidatta. Da lì ho iniziato a organizzare eventi e passerelle, scoprendo un mondo che mi ha completamente affascinata.

Dopo il periodo del COVID ho cominciato a collaborare con brand italiani ed europei, trasformando la moda in un vero e proprio lavoro, ma anche in una forma di rinascita personale. Da fuori non si immagina quanta dedizione, impegno e fatica ci siano dietro ogni evento. La moda mi ha permesso di reinventarmi, di ritrovare la mia forza e di costruire una nuova identità, sia professionale che umana.

Sono profondamente grata per tutto ciò che sta accadendo nella mia vita, perché ogni esperienza, anche la più difficile, mi ha portata fin qui.


“Donne per le Donne” è diventato molto più di un evento fotografico. Qual è stata la scintilla che ti ha fatto capire che stavi creando qualcosa di culturale e sociale, non solo artistico?

Il momento in cui ho davvero capito che “Donne per le Donne” stava diventando qualcosa di più grande è stato nel 2023, durante l’evento in Piazza San Carlo a Torino. Vedere quel pezzo di piazza pieno di fotografi, modelle, curiosi ed emozioni è stato indescrivibile.

Ci siamo tutti commossi, perché abbiamo percepito la potenza di ciò che stavamo creando: un movimento che univa arte, solidarietà e rinascita. Ogni anno l’entusiasmo cresce, così come le aspettative. La voglia di evolvere è tanta e le soddisfazioni raccolte finora ci motivano ancora di più. Non vediamo l’ora di scoprire cosa combineremo nel 2026.


In un settore spesso legato a canoni rigidi, come definiresti la tua visione di moda inclusiva e in che modo pensi possa cambiare il modo in cui la società percepisce la bellezza?

Per me la moda deve rispecchiare la realtà, non un’illusione. Esistono le difficoltà, le malattie, le fragilità e le diversità: una moda inclusiva deve abbracciare tutto questo.

La bellezza non è perfezione, ma rappresentazione. Quando un brand decide di includere persone con esperienze e corpi diversi, manda un messaggio fortissimo: “Tu esisti, e sei parte di questa storia.”

Credo che una moda realmente inclusiva possa cambiare il modo in cui la società guarda alla bellezza, rendendola più vera, più empatica, più vicina a tutti noi. Solo così si arriva a un pubblico completo, che si riconosce e si identifica in ciò che vede.


Hai parlato di rinascita e speranza come temi centrali del tuo progetto. C’è una storia, tra quelle raccontate da “Donne per le Donne”, che ti ha particolarmente toccata o ispirata?

In realtà, tutte le storie che ho ascoltato mi hanno toccato nel profondo. Ogni donna che partecipa porta con sé un bagaglio di dolore, di coraggio e di forza.

La soddisfazione più grande è vederle sorridere, sentirle dire che quella giornata le ha fatte sentire di nuovo vive, belle, libere. “Donne per le Donne” è diventato uno spazio di condivisione autentica, dove la vulnerabilità si trasforma in potere.

Adoro le storie di chi ha lottato contro se stessa, di chi si è rialzata dopo momenti di buio senza sapere da dove iniziare. Quelle storie mi ricordano ogni giorno perché faccio quello che faccio: per dare voce, visibilità e dignità a chi non si arrende.


Guardando al futuro, come immagini la tua agenzia di moda inclusiva e quale messaggio vorresti trasmettere alle donne che oggi si sentono bloccate o scoraggiate nel ricominciare da capo?

Il mio sogno è far crescere la mia agenzia come un punto di riferimento per la moda inclusiva, un luogo dove ogni persona possa sentirsi rappresentata e valorizzata per ciò che è.

Il messaggio che voglio trasmettere a chi si sente bloccata è chiaro: non smettere mai di credere nella formazione e nella speranza. L’istruzione è la chiave della libertà, perché ti prepara al mondo e ti dà strumenti concreti per ricominciare.

Io stessa sono rimasta ferma per tre anni, senza sapere da dove partire, ma non mi sono arresa. Il mio consiglio è: approfittate della prima opportunità che la vita vi offre e date il massimo. È così che ho aperto le porte del mio futuro, anche in un paese nuovo, con una lingua e una cultura diverse.

Ricominciare è difficile, ma possibile. E la moda, per me, è diventata proprio questo: un modo per rinascere e ispirare altre donne a fare lo stesso.


Intervista a Indira Acosta Arismendi: Rinascere attraverso la moda
Redazione The Digital Moon

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