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Antonio del gaudio: cinema underground by napoli

Antonio del gaudio: cinema underground by napoli

Questa non è una fiction stile Gomorra, questa è la realtà di Napoli. INTERVISTA AD ANTONIO DEL GAUDIO e il suo CINEMA UNDERGROUND

Vi presento un napoletano DOC

Classe 1967. Del Gaudio è un uomo sicuro, deciso, di poche parole. Quelle poche parole però mi hanno colpito al cuore. Regista di cortometraggi e film d’autore sperimentali. Figlio di una città complicata, Napoli, figlio di un quartiere malfamato, figlio di un padre che gli ha trasmesso la passione per il cinema e la libertà.

ED ECCO L’INTERVISTA SHOCK A UN REGISTA CHE PUNTA L’OCCHIO SULL’IGNOTO DI UNA CITTA’. ANTONIO DEL GAUDIO: CINEMA UNDERGROUND BY NAPOLI. I RETROSCENA DELLA NAPOLI PIU’ VERA. NIENTE E’ PIU’ FINTO DELLA REALTA’ CELATA.

Come è iniziato tutto?

Mio padre mi portava al cinema. Era la seconda metà degli anni 60, e i napoletani non erano preparati alla finzione del grande schermo. La gente rimaneva spiazzata davanti a quelle immagini in movimento.

In che senso?

Sai come lo chiamavano il cinema, qui a Napoli? N‘mbroglh. Cioè un imbroglio. Ma il termine in napoletano ha due significati. Imbroglio come messa in scena di qualcosa che non è reale. Imbroglio come un asciugamano stropicciato. Ci siamo capiti?

Credo di aver afferrato il concetto… ma tu, invece, cosa pensi del cinema?

Allo stesso modo di tutti quei napoletani della mia generazione e quella di mio padre, è un imbroglio!

Eppure tu sei un regista di cortometraggi, perché creare questo genere di Arte se per te è un “imbroglio”?

Io innanzitutto sono un insegnante di musica. Mi sono cimentato nella regia in maniera ludica, e soprattutto senza stare alle regole di nessuno. È una passione, non un lavoro. Creo tutto da me. Regia, sceneggatura, scelta degli attori ecc… Non voglio padroni in questo. E ho scoperto nell’arco di questi anni, da quando ho iniziato come gioco girando piccoli cortometraggi, che quest’Arte ha un potere particolare.

Quale potere?

Con il cinema posso creare la finzione di me stesso, creo una dimensione in cui evado dal vero. Evado dal dolore. Dal male di vivere.

Wow! Per te cos’è il dolore nella vita?

Guarda, sin da quando siamo bambini, alle scuole elementari, le maestre dovrebbero inserire nel programma una materia specifica. Saper spiegare il concetto della morte. Il grande Totò diceva che la morte è la livella di tutto. Anche se accumuli denaro, auto, alloggi, tutto il lusso del mondo non ti apparterrà più quando sarai morto.

Deduco che il tuo dolore derivi dall’enigma per antonomasia: che succede dopo l’ultimo respiro?

Può essere che qualcosa ci sia dopo la morte. Forse no. Non mi reputo all’altezza di una risposta così grande. Non lo so. Non ho certezze. Ma la via per evadere da questa paura è proprio l’Arte, in questo caso il mio modo di fare cinema. Nella vita bisogna saper danzare.

Bellissima immagine. Molti la vita vorrebbero cavalcarla, tanti si lasciano trasportare da lei. Tu hai imparato a ballarci insieme! Credo sia un po’ nello spirito napoletano questo riuscire a emergere in maniera leggera, seppur profonda. Che ne pensi?

Napoli è un atomo in continua esplosione e autofusione. Ho viaggiato, sono stato negli States ad esempio. Volevo capire toccando con le mie mani cosa fosse questo sogno americano, il consumismo sfrenato ecc…

Ma sono tornato nella mia città, nel mio quartiere. Un quartiere non facile. Rischioso vivere dove devi sempre guardarti attorno, eppure questo è anche parte dell’atomo napoletano.

Quanto ha inciso tutto questo nel tuo cinema?

Mi ha modellato come uomo e come artista. Incide tantissimo vivere nel rischio, ma apre i tuoi occhi. Mi ha reso scaltro e vigile, pronto all’autodifesa. E bisogna sapersi difendere in ogni campo, non soltanto dai malviventi.

Preferisci l’Italia e in particolare vai alla ricerca di piccoli paesi per dare uno sfondo alle tue storie. Perché?

Napoli e l’Italia tutta sono il centro del mondo. Mancano però le cose basilari per poter vivere bene, un esempio sono i servizi pubblici. Non c’è una giusta gestione del Paese.

Quindi il senso del tuo cinema è raccontare la realtà, diciamo… “senza imbrogliare”?

Il senso sta nel fingere la realtà.

Antonio Del Gaudio sta realizzando nuovo materiale, oggi è in fase di sviluppo il suo nuovo film.

ANTONIO DEL GAUDIO, AND HIS CINEMA UNDERGROUND BY NAPOLI IS COMING BACK

Molti cortometraggi sono visibili sul suo canale Youtube, altri ancora non reperibili perché in giro per i vari festival… ho avuto l’onore di poterli visionare e vi assicuro che saranno una bella scoperta! E noi di The Digital Moon lo rincontreremo presto per avere notizie sugli sviluppi!

Antonio del gaudio: cinema underground by napoli

Dany D. Darko

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