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Intervista a Serena Marletta: Content Creator del Horror

Intervista a Serena Marletta: Content Creator del Horror

Serena, partiamo dall’inizio: cosa ti ha spinto ad aprire un canale da content creator dedicato proprio all’horror?

In realtà il tutto è stato puramente fortuito. Iniziai con un video su un horror parecchio disturbante che andò molto virale. Da quel momento ho cavalcato l’onda ed ho iniziato a parlare di film horror, ma ne conosco da sempre veramente tanti e sicuramente il materiale non mi mancava. A dire il vero non mi sarei mai aspettata di fare questa strada, perfino di fare questa intervista in un certo senso.


L’horror è un genere molto sfaccettato e spesso sottovalutato. Cosa cerchi di trasmettere attraverso i tuoi contenuti?

Probabilmente direi la curiosità genuina per ciò che è tipicamente grottesco. Molto spesso al genere horror è associata una certa frivolezza. Non importa la storia, cosa possa narrare, spesso le persone vivono i film horror come una casa degli orrori in un Luna Park: ti spaventi ed esci.
Quello che non tutti valutano è che l’horror è un modo brutale per raccontare ansie sociali e/o individuali, ma ha bisogno, per farlo, di strumenti cruenti.
Per questo tengo molto al fatto che si analizzi la storia del film, cosa voglia comunicare con quegli strumenti, non limitandoci al “quanto ci ha fatto saltare dalla sedia”.


Hai una laurea con lode in Editoria e Scrittura. In che modo la tua formazione accademica ha influenzato il tuo approccio al racconto del cinema horror?

Sicuramente lo studio mi ha dato modo di avere uno spirito critico, per questo spingo sempre le persone a studiare e non smettere mai di informarsi.
L’università, devo dire, mi ha insegnato a comunicare. Non mi sento di essere ancora al massimo delle mie potenzialità, ma so che continuando a leggere, interessarmi di tutto, avrò più possibilità di creare un pensiero e metterlo su carta, o in questo caso in un video.


Hai mai pensato di scrivere un libro o una sceneggiatura horror tutta tua?

Continuamente, ma il tempo purtroppo è limitato. Ho sempre scritto e adoro farlo fin da bambina, tant’è che dichiaravo a 15 anni: “da grande voglio essere Stephen King”.
Forse ora non scriverei un horror… probabilmente mi lancerei su un thriller.


Hai una routine o un rituale particolare quando prepari i tuoi contenuti?

Per lo più raccolgo le idee su carta. Sì, perché adoro la cara vecchia carta e penna. Mi aiuta tantissimo a concentrarmi.
Questo lo facevo anche nei miei anni di studi.
Dopo che ho raccolto il tutto, giro i miei video e man mano li monto.
Sarò sincera: odio montare i video. Ne farei volentieri a meno.


Qual è stato il primo film horror che ti ha davvero colpita e perché?

Probabilmente il film horror che mi ha fatto innamorare del genere è stato Coraline.
Forse si tratta del mio primissimo film horror visto. Lo proiettarono quando feci il centro estivo ed avevo circa 9 anni.
La cosa divertente è che ero in un aula magna e facevo la scuola privata, quella delle suore. Era ovvio che non avessero visto il film e lo proiettassero un po’ alla cieca.
Ricordo che noi bambini ne uscimmo traumatizzati e piangenti. Io però ero incuriosita da quella sensazione che provavo.
Se poi vogliamo parlare di un horror recente che mi ha confermato la passione, direi la miniserie di IT degli anni ’90 vista a 17 anni.


C’è un regista o un’autrice/autore che consideri un riferimento nel tuo lavoro?

Ci sono dei registi per i quali correrei subito al cinema per poi parlarne sui social. Tra questi direi Robert Eggers, Ari Aster, M. N. Shyamalan, Jordan Peele e David Cronenberg.
A livello letterario direi sicuramente Stephen King.
Ma se vogliamo dare un po’ di italianità, vorrei citare Matteo Garrone, Paolo Strippoli, Roberto De Feo e Donato Carrisi come autore.


Nel panorama attuale dei content creator, quanto è difficile distinguersi parlando di un genere così specifico?

Penso che molto dipenda anche da come i social decidono di inquadrarti. L’algoritmo a volte è più forte della passione e non bisogna essere solo appassionati, ma saper anche studiare la comunicazione social.
Quest’ultima è sempre in mutamento e bisogna starci tanto dietro per capire le tendenze e adattarle al tuo modo di essere.


Hai mai ricevuto critiche da parte di chi non apprezza l’horror? Come le gestisci?

La fortuna che ho è che gli “haters” sono davvero pochi. Se ci sono però tendono ad additarmi come psicopatica che guarda cose cruente o “figlia del demonio”.
Mi piace però… “figlia del diavolo” sa molto di me che ho i poteri mistici.
Forse mi dispiace non sia vero.


Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a parlare di cinema online ma ha paura di non essere “abbastanza esperto”?

Non conta l’essere esperti, ma conta comunicare qualcosa in modo diverso, che ti distingua dalla massa.
Ormai i social sono saturi ed emergere è difficile, ma non è il non essere esperti che ti penalizzerà.
Comunicare è importante, ma anche saperlo fare in modo originale ed io chiederei ad una persona che vuole iniziare:
“Cosa pensi di avere di diverso che potrebbe distinguerti?”

Intervista a Serena Marletta: Content Creator del Horror
Redazione The Digital Moon

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