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Intervista a Francesco Carrubba: Conduttore Radiofonico

Intervista a Francesco Carrubba: Conduttore Radiofonico

Francesco Carrubba ha all’attivo esperienze importanti nell’etere come conduttore radiofonico, giornalista, voice-over, autore. Radio Italia solomusicaitaliana, Radio Popolare, Inblu2000, Radio Marconi: sono alcune delle realtà in cui si forma professionalmente, oltre a essere stato tra i 100 selezionati su 2mila candidati di “Un Weekend da Deejay”, un concorso organizzato da Radio Deejay. Oggi, in particolare, è nel palinsesto di Radio LatteMiele. Come esperto di musica, è nella giuria di CIAO – Rassegna Lucio Dalla e di Voci per la Libertà – Premio Amnesty International Italia.

La tua è una bella gavetta, partita dalle radio locali

È il modo classico di iniziare e forse il più bello. CiaoComoRadio 89.4 FM, come dico sempre, è l’emittente dove ho imparato tutto, subito dopo le scuole superiori e durante l’università: la prima conduzione, la prima diretta, le prime interviste, gli eventi in esterna, i programmi con gli amici, l’intrattenimento e l’informazione, l’auto-regia, il mixer, l’editing audio… Non finirò mai di ringraziare Lorenzo Canali, il mio primo editore insieme al fratello Alessandro, e il mio primo “maestro”.


Cosa ti hanno lasciato le tue esperienze?

In ogni emittente ho imparato qualcosa.
Radio Popolare, ad esempio, è una vera scuola di giornalismo: non dimenticherò mai la volta in cui ho condotto in diretta per tutta la notte gli attentati di Parigi, gli attacchi al Bataclan e le ore successive; non scorderò nemmeno un maestro di vita come Raffaele Masto e i nostri turni insieme.

A sua volta Inblu2000 mi ha dato modo sia di crescere come conduttore radiofonico sia di “spremere” nuovi insegnamenti da Paola Gallo, maestra di giornalismo musicale conosciuta a Radio Italia, dove ho visto da vicino il funzionamento di un network nazionale, intervistato gli artisti, vissuto Sanremo sul posto e seguito moltissime conferenze stampa.

Con Radio Marconi ho approfondito anche l’informazione regionale e locale, mentre con Adj Channel ho scoperto le potenzialità del Dab, oltre a condurre in diretta in diffusione in Piazza della Vittoria di Lodi, in occasione dell’Idol Music Festival. E ancora, con SestoNetwork, ho esplorato le webradio.

Poi il mondo di Accademia 09, con i professionisti coordinati da Eddi Berni, mi ha permesso di incontrare altri “pazzi di radio” come me. Dulcis in fundo, LatteMiele mi ha dato spazio e libertà di condurre, esprimermi e realizzare interviste, entrando a far parte di un nuovo gruppo di lavoro.


In effetti le interviste sono una delle tue specialità. Quali sono le più recenti, su Radio LatteMiele?

Bè, Maria Antonietta e Colombre mi hanno raccontato Signorina Buonasera.

Tra i libri, con Marco Maccarini ho parlato di Un decimo di te e con Patrick Facciolo di Fallacie logiche: avevo conosciuto entrambi a Radio Italia.

Davide De Marinis, simpaticissimo, è arrivato in studio con la chitarra e lì ha incontrato Simona Bencini, front woman dei Dirotta su Cuba: festeggiano 30 anni dal primo disco.

In generale spazio molto: dalla comicità di Ciro dei The Jackal, Tommy Cassi di “Lol” e I Legnanesi all’attore Francesco Montanari, dall’amatissima Cristina D’Avena ai Finley, i Delta V, i Legno e Pierdavide Carone con la loro musica…

A proposito, queste interviste – forse nella mia veste di critico musicale per Rockit.it – mi fanno pensare: ma non è che nel mare magnum del mainstream ci stiamo perdendo delle belle canzoni?


Al microfono, hai una “carta” preferita che ti piace giocare?

Direi la duttilità.
Sono abituato ad occuparmi di diversi tipi di contenuto e argomento e, al contempo, posso gestire più modalità di conduzione: dal flusso musicale ai programmi, dalla voce singola al duo, dall’intrattenimento all’informazione, passando naturalmente per le interviste.

Posso fare anche la spalla comica nell’intrattenimento, una dimensione che amo molto.


Tema: “Il conduttore radiofonico oggi”. Che tipo di figura è?

Svolgimento…
Penso proprio che occorra imparare a essere eclettici, appunto, e a mettere in pratica più skills. Le radio richiedono di avere abilità tecniche (intro, outro, rampe…), capacità di adattamento – magari in occasione di ultim’ora da dare in onda – e una gestione trasversale dei contenuti tra etere, web, stampa…


Ci sono altri obiettivi che vorresti raggiungere?

Mi piacerebbe avere l’occasione di condividere e trasferire la passione per la radio in lungo e in largo.

Diventare formatore radiofonico a tutti gli effetti mi consentirebbe di completare il mio curriculum ed entrare in contatto con i giovani appassionati di questo mezzo.

Vorrei crescere inoltre come consulente radiofonico, editoriale e nel settore della comunicazione.


Infine, un consiglio per chi vuole avvicinarsi alla radio

Non smettere mai di sognare, con la consapevolezza che le difficoltà possono sorgere in ogni punto del percorso.

Bisogna rimboccarsi le maniche, tenere acceso il fuoco dentro (e il microfono) e andare avanti.

Intervista a Francesco Carrubba: Conduttore Radiofonico
Redazione The Digital Moon

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