Intervista a Serefoodetravel: Viaggiare con gusto
Intervista a Serefoodetravel: Viaggiare con gusto
Quando hai capito che il viaggio e il cibo non erano solo passioni, ma un vero linguaggio per raccontare chi sei?
L’ho capito quando mi sono resa conto che, al ritorno da ogni viaggio, i miei ricordi più nitidi non erano solo monumenti, ma i profumi delle spezie nei mercati e le chiacchiere davanti a un piatto fumante. Il cibo è la grammatica più universale che esista: puoi non parlare la stessa lingua del tuo interlocutore, ma se condividi un pasto, hai già stabilito una connessione profonda. Ho capito che raccontare un piatto significava raccontare me stessa, la mia apertura verso l’altro e la mia instancabile curiosità di esploratrice.
Che cosa cerchi davvero quando entri in un ristorante o arrivi in un nuovo luogo per la prima volta?
Cerco l’anima. Non mi interessano le luci studiate per Instagram o i menu preconfezionati per turisti. Quando entro in un locale o in una nuova città, cerco quel dettaglio che mi faccia dire: “Qui c’è una storia”. Cerco la verità: può essere il sorriso di una sfoglina a Ferrara o il gesto antico di un venditore di street food in Asia. Cerco quel sapore che non è solo una ricetta, ma l’identità di un popolo che resiste al tempo.
Quanto è importante per te raccontare le storie e le persone dietro ai piatti e ai luoghi che visiti?
È tutto. Senza le persone, un piatto è solo nutrimento e un luogo è solo una coordinata geografica. Dietro un cappellaccio di zucca o un taco messicano ci sono mani che hanno lavorato, tradizioni tramandate da nonni a nipoti e sogni. Raccontare chi c’è “dietro le quinte” è il mio modo di onorare quella fatica e quella passione. È ciò che trasforma una semplice recensione in un racconto di vita.
Come riesci a mantenere autenticità e verità nelle collaborazioni con brand e attività?
Scelgo con il cuore, non con il portafoglio. Accetto di collaborare solo con realtà in cui credo davvero e che sento vicine ai miei valori. Se un prodotto o un locale non mi emoziona, non posso trasmettere emozione a chi mi segue. La fiducia della mia community è il mio bene più prezioso: sanno che se consiglio qualcosa è perché ha superato il mio test più severo, ovvero quello della sincerità e della qualità. Resto me stessa, sempre, con i miei pregi e la mia schiettezza ferrarese.
Se Serefoodetravel fosse una sensazione da portare a casa dopo un viaggio, quale sarebbe? Sarebbe quella “nostalgia felice” che ti assale quando chiudi la valigia: la sensazione di avere il cuore più pesante per tutte le storie che hai raccolto, ma lo spirito più leggero perché hai capito che, ovunque nel mondo, esiste un sapore che ti fa sentire a casa. È la consapevolezza che ogni assaggio è un pezzetto di mondo che ora fa parte di te.
Intervista a Serefoodetravel: Viaggiare con gusto
Redazione The Digital Moon
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