Intervista a Emma: L’arte di dare voce alle storie che restano
Intervista a Emma: L’arte di dare voce alle storie che restano
Quando inizi un nuovo progetto, da dove nasce la tua visione narrativa: dall’idea, dal brand o dalle persone che lo abitano?
Nasce quasi sempre dalle persone. Anche quando lavoro su un brand o su un’idea, cerco prima di capire quali voci, desideri, fragilità o ambizioni lo attraversano. Una narrazione funziona davvero quando non resta in superficie, ma riesce a intercettare qualcosa di umano. Il brand dà la direzione, l’idea accende la scintilla, ma sono le persone a rendere una storia viva.
Come riesci a bilanciare strategia e istinto creativo senza perdere autenticità?
Per me strategia e creatività non sono due mondi opposti. La strategia serve a dare forma, coerenza e direzione all’istinto creativo, senza soffocarlo. L’autenticità si perde quando si comunica solo per inseguire un effetto o una tendenza. Cerco sempre di partire da una domanda semplice: questa storia è vera rispetto a chi la racconta? Se la risposta è sì, allora può diventare anche efficace.
“DailyMood.it” è uno spazio molto personale: quanto di te stessa entra nelle scelte editoriali?
Molto, anche se non in modo autoreferenziale. DailyMood.it riflette il mio modo di guardare il mondo: con curiosità, attenzione al dettaglio, interesse per le tendenze, ma anche per ciò che resta sotto la superficie. Le scelte editoriali nascono da uno sguardo preciso: raccontare moda, lifestyle, cultura e contemporaneità non solo come fenomeni, ma come linguaggi che parlano di noi.
Nella tua narrativa esplori identità e trasformazioni interiori: c’è un tema che senti oggi più urgente raccontare?
Sì, il tema della ricostruzione di sé. Mi interessa raccontare personaggi che attraversano una frattura, un cambiamento, una perdita di certezze, e devono capire chi sono davvero quando l’immagine che avevano costruito non basta più. Credo sia un tema molto attuale: viviamo in un tempo che ci chiede di apparire continuamente, ma le storie più potenti nascono quando qualcuno trova il coraggio di essere autentico.
In un panorama comunicativo saturo, cosa rende davvero una storia memorabile secondo te?
Una storia diventa memorabile quando lascia un’emozione precisa. Non basta essere originali o ben confezionati: bisogna creare riconoscimento. Il lettore, lo spettatore o il pubblico devono sentire che quella storia parla anche a loro, magari in modo inatteso. Per me restano le storie capaci di unire verità, ritmo e identità: quelle che non urlano per farsi notare, ma continuano a risuonare dopo.
Emma Mariani
Intervista a Emma: L’arte di dare voce alle storie che restano
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

