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Intervista a Nico in Movimento: Vivere tra Corpo e Viaggi

Intervista a Nico in Movimento: Vivere tra Corpo e Viaggi


“Nico in Movimento” è più di un nome: è un modo di vivere. Quando hai capito che il movimento sarebbe diventato il filo conduttore della tua vita?

Il movimento fisico ha sempre rappresentato un punto fisso nella mia vita sin da ragazzino! Cresciuto in un quartiere malfamato, in un periodo senza smartphone, ciò che accomunava tutti i bambini, indipendentemente da quale famiglia appartenessero, era il gioco! Si giocava ogni sacrosanto giorno per strada, realmente ad ogni gioco possibile e immaginabile: dal calcetto, a guardie e ladri, a nascondino e a qualsiasi altra cosa ci venisse in mente.


Poi col tempo iniziai a saperci fare col pallone tra i piedi, ma soprattutto ero un ragazzino molto vivace e che non si fermava mai! Crescendo ecco lì le prime squadre di calcio, seguito dall’instancabile guida di papà che mi ha accompagnato ovunque, anche se le possibilità economiche allora erano molto limitate.
Negli anni il calcio è stata la parte più preponderante, fino a che mi infortunai al ginocchio destro a 20 anni, interrompendo la mia ormai avviata carriera. Intanto mi iscrissi alla facoltà di Scienze Motorie a Bari per diventare preparatore atletico.


Ma ho realmente capito che il movimento sarebbe stato parte della mia vita quando ho capito che attraverso lo stesso avrei potuto aiutare tanta gente. Quando ho allenato Mariapia, la mia prima cliente da personal trainer nella palestrina del centro di fisioterapia in cui intanto facevo anche io terapia al ginocchio, mi sono reso conto che il mio mestiere non era solo un lavoro ma una vera e propria vocazione per aiutare la gente a vivere meglio. Il mio ikigai.


Dal calisthenics allo yoga, fino all’animal movement: come si intrecciano per te forza, controllo e spiritualità nel corpo in movimento?

Attraverso le diverse pratiche con cui mi alleno riesco a mantenere equilibrio tra prestazioni fisiche, tecnica e consapevolezza di me stesso.
Con il Calisthenics rendo il mio corpo come quello di un guerriero vichingo — o almeno, amando i vichinghi delle serie TV, immagino di allenarmi per affrontare battaglie nelle condizioni climatiche peggiori, e questo mi rende forte anche mentalmente.


Con il verticalismo riesco ad avere consapevolezza del mio corpo, conoscerlo a fondo per poter rimanere in equilibrio sulle mani. Tramite lo yoga ritrovo la flessibilità che equilibra la rigidità dei miei muscoli e mi permette di fare meditazione in movimento: è l’unione della mia spiritualità alla mia fisicità.
Per concludere, l’animal movement mi consente di riconnettermi con la parte più naturale e ancestrale di me stesso, quella animale. Non a caso amo sentirmi e muovermi come una scimmia!


Vivere in un van richiede libertà ma anche disciplina. Cosa ti ha insegnato la vita “on the road” su te stesso e sul tuo concetto di casa?

Sicuramente la van life è la scelta migliore che avessi mai potuto fare in vita mia. Avere il coraggio di vivere in maniera anticonvenzionale mi permette di sentirmi libero per davvero!
In quanto al concetto di casa, la van life ti permette di conoscere tanti posti diversi e culture differenti, portandoti costantemente fuori dalla comfort zone.


Per questo mi sono abituato ad avvertire “casa” in ogni posto in cui il mio spirito si sente accolto dalla gente e dalle energie del luogo.
Casa non è più un luogo fisico di derivazione: casa è dove la mia energia matcha quella del posto in cui mi trovo in un determinato momento.


Ora che stai diventando anche videomaker e content creator, come riesci a unire la creatività visiva con la tua missione da coach e viaggiatore?

La videografia, scoperta e iniziata ad apprendere quando vivevo a Londra, mi permette di promuovere i business con cui oggi mi porto il pane a casa.
Attraverso i social come Instagram, TikTok e YouTube — e con il mio sito attualmente in costruzione — riesco a far combinare la mia parte professionale con la mia parte creativa.


Metto a disposizione il mio sapere sull’allenamento, sulla salute fisica e mentale e sui luoghi che visito e vivo, per ispirare chi segue i miei contenuti digitali.
Sapere di poter, attraverso foto e video, aiutare le persone che si affidano a me mi fa sentire utile e a disposizione di molte più persone rispetto a quelle che potrei aiutare semplicemente dal vivo.


Se dovessi dare un consiglio a chi vuole iniziare il proprio percorso di “movimento” — fisico, mentale o spirituale — quale sarebbe il primo passo da fare?

Il consiglio che darei sarebbe: inizia a praticare la meditazione mindfulness.
È stata la svolta della mia vita, portandomi a conoscere me stesso per davvero, a capire ciò che avrei voluto raggiungere ed essere. Mi ha insegnato a lasciare andare, ad affrontare le cose meno belle della vita con forza e coraggio, a essere più selettivo e a valorizzare la mia energia, le mie capacità e le ricchezze che già erano e sono presenti nella mia vita.


La meditazione è potente non perché ti dà qualcosa, ma perché ti toglie qualcosa: ti toglie il superfluo, rendendo la tua esistenza qualcosa di estremamente unico e prezioso.
La meditazione ha creato Nico in Movimento, e io mi impegnerò a diffonderla perché credo che possa rendere il mondo un posto migliore, se solo molta più gente la conoscesse e praticasse.
Non ha nulla a che vedere con religione o spiritualità, a meno che non la si voglia rendere tale. È una tecnica per comprendere la propria mente e imparare a gestire i propri pensieri, tenendoli sotto controllo.
Il mio non è solo un consiglio, ragazzi. È un augurio: meditate!


Intervista a Nico in Movimento: Vivere tra Corpo e Viaggi
Redazione The Digital Moon

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