La coppia perfetta esiste?

Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno. Di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer, nel suo libro “Parerga e Paralipomena”, si lasciò ispirare dalla natura per illustrare, con una metafora molto poetica, le dinamiche profonde delle relazioni umane. Spiega come i rapporti siano per le persone fonte di “calore di benessere, di gioia, ma, allo stesso modo, possano rappresentare anche motivo di sofferenza, di angoscia e di infelicità”. SS

Il Dilemma del porcospino rivela la duplice natura dell’uomo. Se da una parte abbiamo bisogno di stringere legami e relazioni sentimentali, lavorative, familiari e di amicizia, dall’altra siamo abitati da un bisogno insopprimibile di autonomia, di libertà e d’indipendenza. Fra queste due pulsioni dev’esserci un equilibrio di forze: in caso contrario rischiamo di andare incontro ad angosce, delusioni e frustrazioni. A volte le relazioni rischiano di condizionarci, di impedirci di esprimere noi stessi e generano turbamenti e inquietudini che ci privano della serenità e della gioia di vivere. 

Per piacere agli altri e per ricevere l’approvazione di amici, parenti, colleghi, partner, tendiamo a modificare il nostro carattere e limitiamo la nostra libertà. Ci mostriamo bravi, disponibili, pronti a sacrificarci. Ma così perdiamo di vista noi stessi e le nostre esigenze personali. L’indipendenza è libertà di essere, di agire e di esprimere se stessi in autonomia, di assecondare la propria volontà liberi da vincoli esterni. Essere indipendenti vuol dire assumersi la responsabilità della propria vita e della propria unicità.

Si tende generalmente a trovare dolci e tenere le coppie molto unite, in cui i partner sembrano occupare uno spazio unico, come fossero “una cosa sola”.

Vengono ritenuti egoisti e individualisti gli amanti indipendenti e autonomi che conservano i propri spazi. In realtà, custodire e affermare la propria identità autonoma è una delle chiavi del successo di una relazione.

Come due insiemi che non si devono mai sovrapporre del tutto, così dev’essere una coppia”, pensava lo psicologo Kurt Lewin. Amarsi non vuol dire condividere tutto. La coppia dovrebbe rendere la vita più felice e piacevole portando ai partner arricchimento reciproco, evoluzione, slanci creativi, gioia e serenità. La coppia felice è quella in cui ognuno è in grado di stare con se stesso, di separarsi dall’altro con la voglia di ritrovarlo. Per il poeta Rainer Maria Rilke il vero amore consiste in “due solitudini che si custodiscono, delimitano e salutano a vicenda”.