Intervista spirituale ed etica di Martina (seedofsouly)
Intervista spirituale ed etica di Martina (seedofsouly)
Sul tuo profilo condividi spesso “soulful conversations”: quando hai capito che volevi trasformare il dialogo spirituale in una missione pubblica?
Quando ho visto quanto può guarire una conversazione autentica. Ogni volta che qualcuno si sentiva visto, ascoltato, trasformato… siccome anche io mi sono sentita così, ho capito che non poteva restare solo qualcosa di privato. Era una chiamata. Io mi sono sentita compresa, mi sono sentita al sicuro. Volevo porgere amore in questo modo. Io credo tanto nel potere della condivisione e nel dono. E detta personalmente, volevo anche capire se ci fossero altre persone con la stessa chiamata sulla stessa onda vibrazionale in questo senso.
Parli anche di “gateway to holistic health”; Cosa ti ha avvicinata a questa filosofia?
Credo che il richiamo a una vita più consapevole sia nato dentro di me già in preadolescenza, e da allora è sempre cresciuto, come un cammino in costante salita. Sono sempre stata una persona molto curiosa, con un pensiero critico spontaneo verso ciò che mi circondava. Fin da piccola mi ponevo domande
potenti: “Ma cosa sto facendo? È davvero giusto? O c’è dell’altro?”.
Questa irrefrenabile curiosità mi ha portata a scrutare in profondità me stessa e il mondo attorno. È sempre stato qualcosa di innato. Da bambina amavo tutto ciò che era naturale: le piante, gli animali, il
contatto con la terra, i progetti manuali. Già allora mi sembrava naturale e razionale chiedermi e pormi
domande su tutto quello che facevo… domande del tipo: “Con cosa mi sto lavando i capelli? Cosa sto mangiando davvero? Perché mi sento in questo modo?”.
Ricordo ancora il giorno in cui, a 13 anni, entrai in un supermercato e vidi per la prima volta uno shampoo biologico. Quella parola “biologico” mi illuminò e si accese qualcosa nella mia
mente. La mia prima reazione fu: “Fino ad oggi… con cosa mi sono lavata? Cosa sto mettendo sulla mia cute?”. Da lì iniziato un viaggio in continua evoluzione: ho iniziato a documentarmi e ho iniziato a cambiare abitudini d’acquisto sull’igiene, prendendo i primi prodotti in commercio bio, per poi scoprire il consumo
consapevole etico.
Così a 16 anni ho scoperto l’ecosotenibilità, la filosofia zero waste e una possibilità di vivere una vita senza produrre rifiuti e smettere di inquinare il pianeta, fino a diventare vegan antispecista a 20 anni.. man
mano è sempre in salita come ti dicevo prima.. è come un puzzle che completi per avere una visione ancora più chiara di quello che stai vedendo e di come funziona la società in cui si vive. Cosa c’è dietro al fast fashion, come funziona il sistema economico e sociopolitico del nostro paese, cosa c’è dietro al cibo che mangiamo, che cos’è il capolarato ecc.. per poi arrivare a una vita più in armonia con la nostra natura.
Una ricerca sempre più ampia, che oggi abbraccia una visione etica e sostenibile della vita, a 360 gradi.
Fai bene a te e anche al pianeta. Diciamo che il seme germogliato c’è sempre stato dentro. Dovevo soltanto
realizzare la mia realtà e comprenderne l’uso che ne stavo facendo quotidianamente.
Nel tuo percorso di “mindful living”, quali rituali quotidiani reputi
indispensabili per mantenere equilibrio e benessere?
Bellissima domanda, perché è una domanda che mi pongo ogni giorno. Non è facile mantenere costantemente un equilibrio, soprattutto se viviamo una vita “normale”. Il lavoro stancante (tutti realisticamente abbiamo bisogno di lavorare), le persone accanto che magari hanno una frequenza
energetica bassa o non si comportano bene nei nostri confronti e ci intaccano interiormente, gli ostacoli e gli imprevisti che possono capitare. Anche i nostri stessi malesseri fisici e mentali sono ostruzioni alla via per
un equilibrio e un benessere stabile. Anche un semplice antibiotico può scombussolare il nostro sistema energetico. Non siamo impenetrabili.
Il segreto però è non essere nemmeno come delle spugne, che assorbono tutto quello che c’è nel loro campo. Ed è proprio qui che voglio arrivare alla risposta alla tua domanda. Bisogna trovare dei “rituali” adatti ad ogni situazione: per calmarci, per proteggerti, per attivarci, per sostenerci ecc… è come avere tanti ingredienti di una dispensa e all’occorenza ascoltarci e prendere ciò di cui abbiamo bisogno.
I rituali che ritengo importanti partono già da quando apro gli occhi. Ho sofferto di una brutta depressione e quando sei depresso non riesci nemmeno ad alzarti dal letto. Chi ne è affetto o in passato l’ha avuta, può
comprendere benissimo di cosa sto parlando. La prima cosa che faccio quando mi sveglio è anche solo pensare a tante cose belle che accadranno nella giornata e dirmi cose carine, anche semplici.
Capisco subito come il mio corpo reagisce al risveglio e mi rendo conto cosa ci sia da dire e dove agire con le parole. Subito dopo, parto con i miei rituali ayurvedici di pulizia. Si parte dalla spazzolatura dei denti, filo interdentale, netta lingua, oil pulling con olio di sesamo, i lavaggi con la jala neti (acqua bollita precedentemente e intiepida con sale o va bene anche l’acqua fisiologica) e prima di buttarmi in doccia attuo la spazzolatura a secco su tutto il corpo e quando riesco almeno 3 volte a settimana anche l’abhyanga sempre con olio di sesamo.
Dopo ciò aspetto di andare in bagno perché andare in bagno regolarmente è fondamentale per il benessere mentale poiché l’intestino e il cervello sono strettamente collegati. Un intestino che funziona bene regola meglio l’umore, riduce ansia e stress, e favorisce la produzione di serotonina. Al contrario, stitichezza o disturbi intestinali possono peggiorare l’umore e il livello di energia. Bisogna aspettare almeno 30 minuti prima di fare qualsiasi attività fisica che può essere un qualcosa di dinamico oppure dello yoga.
Io attuo qualche pranayama e medito in base a quella che mi sento di fare. Il segreto è sempre capire come si sta. Non siamo ogni giorno uguali e la rigidità è una cosa tossica. Bisogna avere un idea di quello che ci fa star bene e capire giorno per giorno se è il caso di attuare o non attuare qualcosa.I rituali significativi sono quei piccoli atti di consapevolezza e di ascolto per ricordarti che sei mente corpo e spirito, il tutto fatto magari anche praticando il silenzio consapevole o la mindfulness.. anche per lavarsi il naso o la lingua!
Dopodichè direi che posso godermi la giornata! Mi bevo una tisana magari con adattogeni ed erbe ayurvediche, una bella colazione, e faccio quello che devo fare in quel giorno. Non mi scordo mai della mia
sadhana e dei miei obiettivi. Rimango sempre su quella sensazione che io ho un potere immenso di cambiare le cose. Ci provo almeno.
Quando si tratta di medicina alternativa e guarigione naturale, qual è stato il momento in cui hai sentito l’impatto più forte su te stessa?
Nel 2023 ho vissuto un’esperienza che ha segnato un prima e un dopo nel mio rapporto con la salute. Conoscevo già da anni l’igiene naturale, una forma di medicina alternativa che mette al centro il potere rigenerativo del corpo, ma fino ad allora era rimasta solo una teoria, qualcosa che non avevo ancora integrato nella mia vita quotidiana.
Tutto è cambiato quando mi sono trovata ad affrontare una cistite persistente, che mi tormentava da quasi un anno. Avevo provato di tutto: antibiotici, antinfiammatori, esami su esami del sangue, delle urine,
urinoculture e ogni volta tornavo a casa con le lacrime agli occhi. Il mio sistema immunitario era a terra e la mia fiducia nel mio corpo si stava sgretolando. In quel momento di profonda frustrazione e ti dirò, anche rabbia, mi sono affidata a una consulente di igiene naturale. Dentro di me sentivo una cosa con chiarezza: avevo ancora fiducia nel mio corpo. Sapevo che poteva farcela, se solo gli avessi dato lo spazio e le condizioni per guarire.
Abbiamo iniziato insieme un percorso: due settimane di transizione verso un’alimentazione vegana igienista, in cui ho cambiato non solo la dieta, ma anche le abitudini, il ritmo e la mentalità. Ho imparato a rispettare le
combinazioni alimentari, a semplificare, ad ascoltare. Poi è arrivata la svolta: una settimana di alimentazione crudista vegana igienista.
Quella settimana mi ha cambiato la vita. Non solo sono guarita completamente dalla cistite (che non mi dava tregua da tempo) ma ho provato un senso di benessere e vitalità profonda che non avevo mai sentito prima. Era come se il mio corpo avesse finalmente spazio per respirare, rinnovarsi, rigenerarsi. È stato il momento in cui ho toccato con mano una verità: quando mettiamo il corpo nelle condizioni giuste, ha una straordinaria capacità di guarigione naturale.
Non sono una persona estrema. Se sento che la situazione è fuori controllo o percepisco un pericolo, mi affido senza esitazione al mio medico di fiducia. La medicina naturale e quella convenzionale per me possono coesistere, se usate con consapevolezza e rispetto.
Da quel momento ho scelto di impegnarmi in una cura costante e amorevole della mia persona. Questo percorso mi ha insegnato tanto. Mi ha insegnato a vivere nel mio corpo con più presenza, più rispetto e più amore. E oggi posso dire con gratitudine: mi piace stare bene. Mi piace abitare questo corpo.
Sul profilo si respira autenticità: in che modo mantieni l’integrità di questo messaggio online, nonostante l’artificialità dei social?
Cerco di essere me stessa, il più possibile, anche online. Condivido solo ciò che vivo davvero, senza forzature. Non punto alla perfezione , anche perché ho vissuto sulla mia pelle cosa significa inseguirla, avendo avuto un DOC. Anche da questo ho tratto insegnamento: non tutto può essere perfetto, e ho capito che non deve nemmeno esserlo. Ho fatto pace con questa verità. Non voglio rincorrere il post o la discalia perfetta. Tutto quello che dirò e che sentirò andrà già bene così.
Vedere, essere curiosi e farsi ispirare va bene anche bene. Ma quando si inizia a voler essere come “quella” persona sui social, iniziamo già a sgretolarci. Sono una persona normale, con una vita normale. Ma voglio viverla in modo intenzionale, renderla costruttiva e piena di significato. E per farlo, scelgo ogni giorno di agire, anche solo con piccoli gesti che sento autentici… anche in un contesto come i social media.
Com’è cambiato il tuo approccio alla salute mentale da quando hai abbracciato uno stile di vita diverso?
C’è una verità che quasi nessuno ha il coraggio di dire: in un percorso di consapevolezza non si è immuni da disturbi o sofferenze interiori. Anzi, accade spesso il contrario. Quando si inizia a guardarsi dentro ogni giorno, con sincerità e presenza, possono emergere traumi, ricordi sopiti, antiche ferite. E se si ha già avuto a che fare con la depressione, non è raro che certe dinamiche ritornino. Oppure che ne nascano di nuove.
Ovviamente non è sempre così, ma può succedere. E dobbiamo poterlo dire senza paura.
La crescita personale non è un viaggio in cui si è sempre felici, sereni, in pace con il mondo. È un processo reale, vivo, profondo. Un po’ come una disintossicazione dell’anima: a volte porta alla luce ciò che abbiamo
trattenuto per anni. E proprio come accade nel corpo, anche nella mente il sintomo non è il problema: è il messaggio che ci chiede di guardare più a fondo, di ascoltare la causa che l’ha generato.
Un’altra cosa importante da ricordare è che non possiamo avere un controllo totale sulle nostre emozioni. Possiamo conoscerle ma non totalmente monopolizzarle. Rabbia, tristezza, frustrazione esistono e fanno
parte della vita. Non è nemmeno normale essere sempre felici. E non dobbiamo nemmeno forzarci a esserlo. Anzi rabbia e tristezza servono eccome. Se approfondisci la loro conoscenza possono essere addirittura delle emozioni alleate.
Hai qualche libro o esperienza formativa che ti facciano da mentore e che quindi reputi fondamentale per chi vuole avvicinarsi alla vita consapevole?
Ho alcuni libri a cui sono legata in modo profondo. Sono testi che mi hanno accompagnata, sostenuta e risvegliata in momenti diversi della mia vita. Alcuni mi hanno acceso la scintilla della spiritualità, altri hanno
rivoluzionato il mio modo di vivere nel quotidiano. Li porto sempre nel cuore, come incontri preziosi avvenuti al momento giusto.
Tra i testi spirituali e filosofici che mi hanno cambiata dentro, il primo che cito è L’Alchimista di Paulo Coelho. È stato il primo libro di spiritualità che io abbia mai letto. Dopo averlo letto mi
sono sentita compresa. Avevo dentro un’energia nuova, la determinazione di seguire i miei sogni e di credere nel mio vero sé.
Un altro testo a cui sono legata è il Tao Te Ching di Lao Tzu. Un’opera poetica, semplice e profonda, che parla dell’esistenza, del non attaccamento, dell’equilibrio con la natura e con se stessi. Non dà risposte,
ma invita alla contemplazione del mistero della vita. È stato uno dei miei primi riferimenti spirituali, e mi insegna ancora oggi l’arte del fluire.
Anche la Bhagavad Gita ha avuto un ruolo importante nel mio percorso e leggo ogni giorno qualche verso. È un testo sacro della tradizione indiana, un dialogo tra l’essere umano e il divino, che riflette sulle verità più
profonde della vita, del dovere e della saggezza interiore.
Quali potrebbero essere degli hobby conformi alla tua idea di
connessione con la natura?
È una domanda molto soggettiva ma che si può dare comunque una risposta. Penso che tutto ciò che ci fa prendere atto della vita ci connetta alla natura e all’esistenza.
Il segreto è proprio la presenza. Ho conosciuto persone che l’hanno trovata nelle onde del surf, nella libertà
dello skate, nei gesti silenziosi del ricamo, nei profumi della cucina, nella pittura. Non è tanto cosa fai, ma come ti ci perdi dentro. Bisogna ritrovare una parte di sé in quello che si fa, in quell’azione che, per qualche ragione misteriosa, ci fa sentire a casa.
Nei progetti futuri, hai qualche workshop, collaborazione o evento in programma legati al benessere o alla crescita spirituale?
Sento il forte bisogno di creare una comunità e contatto. Mi piacerebbe organizzare workshop esperienziali, momenti di incontro in cui unire il sapere pratico con quello interiore. Immagino incontri dedicati all’uncinetto come pratica meditativa, giornate nella natura alla scoperta delle erbe spontanee e degli adattogeni, o attuare insieme pratiche spirituali, respirazione consapevole, ascolto profondo.
Credo fortemente nel potere della condivisione. Quando ci incontriamo con il cuore aperto, nasce qualcosa di sacro: uno spazio in cui sentirsi visti, accolti, nutriti.
E questo, per me, è benessere autentico.
Che consiglio daresti a chi vuole approcciarsi a uno stile di vita più naturale ed etico, ma non sa da dove iniziare?
Come risposta più pratica, mi sento di dire che ci sono un sacco di libri sull’antispecismo autentico, sull’ecosostenibilità, sulla crisi climatica, sul benessere e su uno stile di vita più naturale. Leggete e documentatevi.
Ponetevi domande, su tutto, sull’intera esistenza. Domande su chi siete, su dove state andando, su cosa realmente conta per voi. Interrogatevi sul senso di ciò che fate ogni giorno: cosa sto facendo?
Perché lo faccio? Non accettate nulla come verità assoluta solo perché ve l’hanno detto o
insegnato. Questa è stata forse la lezione più forte che ho provato nella mia vita. Mettete in discussione ogni certezza e ogni credenza. Approfondite, esaminate. Fate spazio alla curiosità profonda e lasciate che vi guidino anche i vostri dubbi.
Intervista spirituale ed etica di Martina (seedofsouly)
Giulia Marmugi
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