Intervista a Michelle Bavestrello: Riflessioni sull’Empatia di oggi
Intervista a Michelle Bavestrello: Riflessioni sull’Empatia di oggi
Quali esperienze personali ti hanno maggiormente influenzato nella tua percezione dell’assenza di empatia nella società di oggi?
Certamente parte delle mie relazioni o frequentazioni hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia percezione dei valori odierni. Mi rendo conto che risulta più facile puntare il dito sull’altro e negare la propria responsabilità, piuttosto che porsi la domanda: “Cosa porta l’altra persona ad avere un dato atteggiamento nei miei riguardi?”.
Risulta complesso guardarsi dentro, ammettere di avere dei limiti in quanto esseri umani, ma oggi c’è uno sfrenato bisogno di ricerca di un’effimera perfezione. Personalmente trovo molto più affascinante un uomo che ha la maturità di mostrare una debolezza e saper fare un passo indietro quando serve, rispetto a un uomo che imperterrito percorre un tunnel buio e senza uscita fatto di presunzione e arroganza. Mostrare le proprie fragilità non è debolezza, ma forza.
In che modo il tuo lavoro come dermopigmentista e lashmaker ti ha fatto notare l’importanza dell’estetica rispetto ai valori interiori?
Premetto che amo il mio lavoro, ma spesso mi porta a entrare in contatto con ragazze estremamente superficiali, le cui vite sono basate solamente su beni materiali ed esteriorità.
Ciò che riscontro maggiormente è la difficoltà nel trovare persone che abbiano una bella estetica in linea con il proprio spirito. Specialmente chi gode di una bellezza fuori dalla media, il più delle volte non compie il minimo sforzo per portarsi in armonia anche con la propria interiorità, ma pensa che l’estetica sia sufficiente per vivere una vita appagante.
Hai trovato modi per promuovere empatia e connessione autentica nel tuo ambiente di lavoro o nella tua vita quotidiana?
Credo che il miglior modo per apprendere qualcosa che non si è mai sperimentato sia osservarlo in qualcuno, meglio ancora se una persona per cui proviamo stima.
Di conseguenza, quello che cerco di fare con tutte le clienti che me lo permettono è stabilire un legame di empatia, diverso per ognuna di loro, e mostrare che si può essere belle pur rimanendo umili, affascinanti pur essendo simpatiche e divertenti, desiderate pur restando umane e con i nostri difetti.
Essere se stessi è la forza più grande che abbiamo, e rimaniamo impressi nelle menti e nei cuori delle persone per le particolarità che ci contraddistinguono.
Quali eventi o tendenze nella cultura contemporanea pensi abbiano contribuito alla crescente superficialità nelle relazioni interpersonali?
Penso che il danno più grande sia causato dai social, i quali possono essere un mezzo utile se sfruttati in modo sano, quanto distruttivi se abusati.
Il problema dei social è che promuovono canoni estetici e finanziari il più delle volte inarrivabili, che portano molte persone a soffrire di depressione o ad avere grandi insicurezze che minano la stima di sé.
Le donne devono essere toniche, con fisici da copertina, lineamenti da barbie e indossare almeno uno o due capi di prestigio per essere considerate degne di nota. Gli uomini devono essere alti, muscolosi, ricchi e ambiziosi per essere desiderati dalle donne.
Questi canoni portano a una depersonalizzazione totale, che spesso causa malesseri interiori. Noi tutti nasciamo con un senso di estetica personale e delle propensioni caratteriali diverse, e purtroppo non tutti abbiamo le stesse possibilità. Omologare tutto a un unico concetto porta a un senso di inadeguatezza e al non sentirsi mai abbastanza in qualunque situazione ci si trovi.
Ciò che si è perso è il piacere di dire: “Io sono così e mi piaccio per quello che sono”, perché ognuno di noi ha delle particolarità che lo caratterizzano e lo rendono speciale agli occhi di qualcuno. Quello che manca oggi è il coraggio di non piacere e vivere comunque in serenità. Non piacere è un pregio grandissimo, perché ci permette di dedicarci solo alle persone che sono in linea con noi stessi.
Come puoi utilizzare la tua passione per lo sport e le persone a te care per contrastare la cultura della mancanza di ascolto e comprensione?
Quello che cerco di trasmettere, nel mio piccolo, alle persone che fanno parte direttamente o indirettamente della mia vita è coltivare passioni sane e valori che spesso vengono reputati da “sfigati”.
Ci si può allenare senza ossessionarsi dal proprio peso. Ci si può allenare pur concedendosi un aperitivo fuori. Si può mangiare in modo sano senza il bisogno di digiunare per rientrare in un canone estetico imposto da chissà chi.
Inoltre, è bellissimo fare una passeggiata con i propri nonni, perché un giorno non potremo più farlo e ne saremo dispiaciuti. È bellissimo andare a cena fuori con i propri genitori, perché hanno tanto da insegnarci.
Per chi purtroppo non ha avuto la fortuna di avere vicino delle persone care, non bisogna dimenticare che la famiglia è quella che ci si crea. Può sembrare più facile diventare apatici e abbandonarsi all’idea di essere soli al mondo, ma la verità è che prima o poi il conto arriva e va pagato.
Ciò che troverei realmente affascinante sarebbe vivere in un mondo in cui i valori non sono più “fuori moda”, ma diventino la nuova moda.
Intervista a Michelle Bavestrello: Riflessioni sull’Empatia di oggi
Redazione The Digital Moon
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