Intervista a Viola cosplayer di Lucca: Dalla passione al parco
Intervista a Viola cosplayer di Lucca: Dalla passione al parco
Cosa ti ha spinto a creare i tuoi costumi interamente da zero, invece di acquistare o modificare quelli già esistenti?
Volevo mettermi alla prova e già dal primo cosplay cucito da me avevo escluso a priori la possibilità di comprarlo. Ho sempre visto i costumi online molto scarsi a livello di dettagli e io volevo ricrearli più simili possibile al personaggio in gioco, senza tralasciare nulla, oltre al fatto che molti costano molto se li vuoi un minimo buoni. Ho già acquistato e modificato costumi di bassa qualità, ma la sensazione che sta dietro uno fatto interamente da te è tutta un’altra storia; forse è proprio la routine di creazione del costume che mi piace a me: lo studio, la creazione dei cartamodelli, la scelta della stoffa e tutto il resto, per poi arrivare in fondo e vedere il cosplay finito è tutta un’altra sensazione.
Qual è stato il progetto più impegnativo o significativo che hai realizzato finora, e cosa ti ha insegnato?
Credo che tutti i miei progetti siano stati impegnativi, a modo loro ovvio. Quello più complesso, a livello di tecniche e design, penso sia stato Mercy winged victory; il costume si articola in più parti passando da una veste e una doppia gonna fino alle giarrettiere e i dettagli ricamati a mano.
Inoltre la parrucca è fissa, chiamata a casco appunto perché è incollata e rigida, e ha un tre accessori abbastanza articolati: il blaster (modellato completamente in eva foam o gomma eva), la staffa e le ali (realizzate in eva foam e appoggiate su delle lastre curve in plexiglass inserite dentro al corsetto, per dare l’idea che volino). Questo cosplay mi ha permesso di partecipare ad alcune gare e ne sono davvero soddisfatta. Dei progetti la parte più difficile è probabilmente la creazione dei cartamodelli, quindi adattare il costume e i pezzi al tuo corpo e alle tue forme; questo lo si può vedere soprattutto nel mio vestito di Kainè (da Nier Automata) e Vi Officer (da league of Legends), entrambi i costumi sono stati modellati da me con cartamodelli personalizzati
Lucca Comics è un evento iconico: in che modo ha influenzato il tuo percorso e la tua visione del cosplay?
Lucca comics ha sempre fatto parte della mia vita sin da quando ero piccola, ho sempre visto queste “persone grandi” con costumi bellissimi e appariscenti, io volevo essere una di loro. Inconsciamente questo si è fuso nel tempo con le mie passioni fino a che non ho avuto l’età per creare il mio primo cosplay. Vivendolo in prima persona mi ha fatto capire quanto in realtà i cosplayer che incontravo fossero esseri umani e come le persone “normali” non li trattassero come tale, dietro a ogni cosplay c’è una persona e dei sentimenti reali che devono essere rispettati, non perché loro portano un determinato cosplay allora sono quel personaggio. Non tutti hanno capito ciò.
Come riesci a bilanciare l’aspetto artistico del cosplay con la voglia di trasformarlo in una professione?
La mia passione è fondamentalmente quella del cucito e di portare i personaggi fuori dallo schermo, questo è quello che differenzia il voler lavorare in questo settore. La passione. Ho voglia di creare costumi unici per altre persone, accrescere la mia esperienza personale e offrire la massima qualità agli altri. Vorrei continuare su questa strada perché ritengo il cosplay una parte fondamentale della mia vita che mi rende viva e che mi ha fatto crescere molto. Distacco il piacere dei miei progetti personali da quelli lavorativi, dando comunque tutto il mio amore e esperienza in entrambi senza tralasciare la passione che ci metto.
Qual è il messaggio o la sensazione che speri di trasmettere alle persone quando ti vedono interpretare un personaggio?
Quando interpreto un personaggio metto tutta me stessa nell’esibizione, vorrei trasmettere amore e coraggio alle persone, non farsi scoraggiare e di non arrendersi mai. Il cosmaking, creare cosplay, non è un hobby facile e può sembrare una strada in salita all’inizio, serve perseveranza e spero di ispirare le persone che mi guardano e seguono a perseverare il loro hobby. Vorrei si vedesse la passione e non solo la competitività, festeggiare i piccoli traguardi e non pensare sempre di non essere abbastanza, ognuno è abbastanza secondo i suoi tempi e possibilità.
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Redazione The Digital Moon
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