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Intervista a GIada: Routine di ferro con cuore goloso

Intervista a GIada: Routine di ferro con cuore goloso

Presentati ai nostri cari lettori

Ciao mi chiamo Giada, ho 32 anni e vengo da Pesaro. Lavoro in fabbrica come addetta controllo qualità.
Ma dopo le otto ore di lavoro vado a rifugiarmi in palestra.
Conduco una vita molto abitudinaria, casa, lavoro e palestra. Maniaca per l’alimentazione sana, ma guai a chi mi tocca la pizza del sabato! Potrei uccidere.
Lo svago per me è dentro a quelle quattro mura, dove posso essere totalmente me stessa. C’è chi dice che sono una malata, fissata, non m’importa. Quando ero grassa mi dicevano perché non ti muovi un po’, vai in palestra. E ora, per loro è troppo.


Com’è nato il tuo legame con la palestra e cosa rappresenta per te oggi, dopo il lavoro?

Il mio legame con la palestra è nato 6 anni fa, quando una sera non sono riuscita ad uscire con le amiche perchè quello che avevo nell’armadio non mi stava bene niente.

Niente riusciva a coprire quel corpo che non era più il mio. Da lì mi ha scattato un qualcosa, quel qualcosa che al giorno d’oggi non riesco più a farne a meno. Mi libera dai pensieri, dai problemi, come se fossi in un altro mondo, dove mi posso concentrare completamente su me stessa.


Hai vissuto il giudizio prima e dopo il cambiamento fisico: come affronti le critiche e cosa hai imparato su te stessa?

⁠ho sempre avuto critiche, prima perché ero grassa, ora perché sono troppo “palestrata” . Ho imparato ad ascoltare le crichite, quelle costruttive da persone che come me sono in questo mondo.

Per il restante delle persone penso che parli l’invidia perché qualsiasi cosa tu faccia troveranno sempre il difetto, quindi la cosa più importante è lasciar correre e contare sempre su se stessi, anche se effettivamente io stessa sono la persona più “criticona” che esista per quanto riguarda me.


Ci racconti la tua routine quotidiana tra fabbrica, alimentazione e allenamenti? Hai mai pensato di cambiare qualcosa?

La mia routine? Sembrerà monotona e triste ! Beh prima di tutto dipende dal turno di lavoro che faccio, se faccio il mattino dalle 6 alle 14, come torno a casa pranzo, cerco un minimo di relax per poi partire per la palestra verso le 15.30/45 e finisco di allenarmi intorno alle 18. Come torno a casa spuntino e inizio a fare il mealprep per la cena e il giorno dopo.

E per il quanto riguarda il turno del pomeriggio al lavoro faccio esattamente le cose al contrario, se te lo stai chiedendo si sono maniaca della routine se una persona mi conosce sa esattamente cosa faccio a ogni ora del giorno.

Sì ho sempre pensato di cambiare lavoro, di trovarne uno più leggero tipo da ufficio… ci ho provato ma non fa per me! C’è gente strana in ufficio.


Quanto è stato importante l’equilibrio mentale nel tuo percorso fisico, e viceversa?

ECCOLA LA DOMANDA X! Per me è tutto lo star bene con la testa, perché così riesco a fare tutto, sia allenamento, sia relazioni, sia la mia amata routine.

Tutto! Ovviamente anche il contrario perché se mi vedo male allo specchio li iniziano le mie paranoie, ma perché c’è questa pelle, perché qui non è tirata, perché non si vedono le vene. UN MACELLO, quindi penso che l’equilibrio fisico e mentale o mentale e fisico sia la stessa cosa e decisamente importante!


Cosa diresti oggi alla “Giada di ieri” che magari si sentiva fuori posto o non abbastanza?

⁠Io alla Giada di ieri direi solamente GRAZIE! Grazie per aver preso coraggio ed aver messo piede la prima volta in palestra, grazie per aver continuato a lottare, grazie per tutti i sacrifici fatti e che continuerò a fare.

Grazie per essere una persona testarda, perché è quella testardaggine che ha permesso tutto questo. Non posso essere più che orgogliosa della Giada di ieri perché mi ha permesso di essere la Giada che ho sempre voluto essere!

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Intervista a GIada: Routine di ferro con cuore goloso

Alessandro

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Routine di ferro, cuore goloso: il diario ( non perfetto ) di Giada