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Intervista a Roberta: Cambiare strada non è perdersi

Intervista a Roberta: Cambiare strada non è perdersi

Il tuo percorso è tutt’altro che lineare: dal cinese al tech, passando per l’economia e l’estero. Guardandoti indietro, quando hai capito che cambiare direzione non era un fallimento, ma una forma di evoluzione?

L’ho capito solo da pochi mesi, ed è stato quasi uno switch mentale. Ho iniziato a guardare il mio percorso non più come una sequenza di cambiamenti dovuti al fatto che non avessi le idee chiare, ma come un insieme di competenze, esperienze e visioni che oggi mi rendono una persona capace di adattarsi, imparare velocemente e reinventarsi. Ho capito che quella che per anni ho chiamato confusione era in realtà curiosità, apertura, fame e voglia di crescere. È questo che mi ha permesso di adattarmi a contesti diversi, di imparare velocemente e di reinventarmi senza paura.

Oggi reputo che questo sia il mio vero valore distintivo: la capacità di fare più cose, di aprirmi a nuove opportunità e di non restare mai ferma nello stesso punto, né mentalmente né nella vita.


Tornare a casa dopo l’università con l’idea di ripartire subito e ritrovarti invece a reinventarti da zero è stato uno shock o una liberazione? Cosa ti ha insegnato quel momento di “apparente stallo”?

All’inizio è stato uno shock totale. Ero convinta che avrei trovato subito qualcosa di soddisfacente, anche a livello economico, e che sarei ripartita quasi immediatamente. Invece quei mesi sono stati duri: sentivo che mi stava crollando il mondo addosso. Ed è difficile da ammettere, perché sono sempre stata una persona molto positiva, una di quelle che cercano di vedere il bicchiere mezzo pieno e mai mezzo vuoto.

Ricordo un momento molto preciso, ero a Londra, al Natural History Museum, quando ho capito che dovevo fare qualcosa. In quel momento ho iniziato a fare chiamate per ricevere informazioni sui corsi da web developer. Ero stanca di attendere convocazioni a colloqui che non arrivavano mai ed ero stanca di ricevere email in cui mi dicevano che avevano deciso di non proseguire con la mia candidatura. Io odio stare ferma e non sono il tipo di persona che aspetta le opportunità: io le vado a cercare.

Quello stallo mi ha insegnato definitivamente che piangersi addosso non serve a nulla. Lamentarsi non cambia le cose. Pensare, agire, muoversi sì. Anche quando non ti senti pronta. È proprio iniziando che i cambiamenti reali arrivano.


Oggi lavori come Delivery Manager in cybersecurity, ma parallelamente stai costruendo progetti molto personali. Quanto è stato importante per te smettere di scegliere “una cosa sola” e accettare di essere una persona multipotenziale?

Fondamentale. Per me è letteralmente vita, è ciò che mi fa sentire davvero viva. La mia mente è sempre in movimento: penso continuamente a nuove idee, a cose da migliorare, a progetti da far crescere. È un flusso costante che non si spegne mai, e ho capito che non solo non riesco a fermarlo, ma soprattutto che non voglio farlo. Per anni ho pensato che questa cosa fosse sbagliata, perché magari i miei coetanei avevano già trovato la propria strada, io no, io continuavo a cambiare idea.

Oggi so che è la mia natura. Accettare di non dover scegliere una sola identità mi ha tolto un peso enorme. Mi ha liberata dall’idea di dovermi accontentare, di dover essere una cosa sola per tutta la vita. Mi ha permesso di smettere di chiedermi cosa “dovrei” essere e di iniziare a essere semplicemente chi sono. Ed è proprio in quel momento che mi sono sentita davvero allineata con me stessa, con la mia energia e con il modo in cui voglio vivere e costruire il mio percorso.


Nel tuo progetto Fitness & Mindset parli di disciplina come vera chiave del cambiamento, più della motivazione. Cosa significa per te disciplina e perché pensi sia una parola tanto citata quanto poco praticata?

Per me la disciplina è fare le cose anche quando non ne hai voglia. Anzi, soprattutto quando non ne hai voglia. Non è rigidità o fissazione come pensano molti, ma rispetto per te stessa e per gli obiettivi che ti sei data. È la scelta di non tradirti, anche nei giorni in cui sarebbe molto più facile mollare.
Anche perché, se ci fermiamo a riflettere, quante persone dicono, ad esempio, “domani vado ad iscrivermi in palestra” e poi, di fatto, non ci vanno mai?

Ogni giorno iniziano a trovare le scuse più assurde e, a forza di rimandare, la loro mente smette di credere alle promesse che si fanno. È così che si entra in un loop in cui, senza rendersene conto, si finisce per prendersi in giro da soli, si finisce di credere alle bugie che noi stessi ci raccontiamo.

La disciplina è una parola tanto citata quanto poco praticata proprio perché è molto più facile lasciarsi guidare dall’umore del momento. La disciplina, invece, richiede visione: la capacità di scegliere ciò che ti farà stare meglio nel lungo termine, anche quando nel breve periodo costa fatica, impegno e costanza.


Con R2 e con il tuo percorso personale mandi un messaggio molto chiaro: non aspettare di avere tutto sotto controllo per partire. Se potessi parlare alla Roberta di 19 anni — o a chi oggi si sente in ritardo rispetto agli altri — cosa le diresti?

Le direi di smettere di guardare ciò che fanno gli altri. La vita non è una gara e non c’è nessun traguardo da raggiungere. Non sei in ritardo, sei semplicemente nel tuo tempo. Le direi che non serve avere tutto chiaro prima di partire e che, a prescindere, la chiarezza non arriva stando fermi: arriva camminando, inciampando, rialzandosi e reinventandosi senza la paura del giudizio altrui. Le direi di non avere paura di cambiare idea. Cambiare idea non significa tradire ciò che GLI ALTRI si aspettavano da te.

Significa capire che il centro della tua vita sei TU e ciò che TU desideri. Gli altri avranno sempre opinioni, consigli, giudizi, con la presunzione di sapere cosa è meglio per te. Non è assolutamente così. Cercare di accontentare tutti in base alle loro aspettative è il modo più facile per perdere te stessa. La direzione giusta non è quella che gli altri approverebbero. È quella che ti somiglia di più, quella che risuona con la tua voce interiore, con i tuoi desideri veri. A volte il percorso più lento, più tortuoso o meno convenzionale è quello che ti porterà esattamente dove devi arrivare.


Intervista a Roberta: Cambiare strada non è perdersi

Redazione The Digital Moon

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