Benessere & ModaInterviste

Intervista a Riccardo Stellini: Geografie interiori di un corpo in viaggio

Intervista a Riccardo Stellini: Geografie interiori di un corpo in viaggio

Fin da bambino osservi, smonti, ricomponi: quanto questa attitudine analitica influenza oggi la tua poesia e il tuo lavoro artistico?

Ho iniziato a smontare gli oggetti e ho finito per analizzare le emozioni, nel mio lavoro e anche in tutti gli altri lavori dove é richiesta creatività, la sensibilità per conoscere se stessi é importante, non si porta alla luce solo un risultato vendibile. Ma una parte di se stessi.


Lo sport agonistico ti ha formato quanto l’arte e il viaggio: che tipo di eredità emotiva e disciplinare ti ha lasciato la pallanuoto?

La pallanuoto, che é stato il mio primo amore, mi ha inseganto che la partita finisce al 4° tempo.
Ho visto capovolgere risultati nell’arco di 2 minuti, quindi sicuramente mi ha lasciato la cabarbietá di crederci.

Nel mio caso però, che ho cambiato molte squadre mi ha anche fornito la flessibilità necessaria per adattarmi a nuove strutture sociali, ogni volta trovare il bilanciamento tra una 30ina di persone non é cosa facile.


Hai vissuto in molte città simbolo dell’immaginario contemporaneo. In che modo New York, Londra o le Canarie hanno modificato il tuo sguardo su te stesso e sul mondo?

In nessuno, ho sempre cercato di “trovare” dentro di me, analizzandomi.
Le altri parti del mondo, però mi hanno fatto capire che la realtà é opinabile. Quello che é vero qui non é vero dall’altra parte del mondo.


Il tuo percorso attraversa corpo, immagine, materia e parola. Quando hai capito che la poesia sarebbe diventata il tuo linguaggio principale?

Durante il mio percorso verso la “minimalizzazine”… verso la ricerca dell’essenziale.

I miei primi esperimenti erano istallazioni, ma dal pensiero all’attuazione passava un mese; adesso con una riga di parole, non solo esprimo lo stesso concetto ma ci arrivo in un istante.

Per me vivere il momento é un po come scordarsi di essere umani. Una necessita che blocca il tempo e lo spazio.Un attimo di realtà.


Nei tuoi ultimi libri amore, solitudine ed erotismo convivono in equilibrio instabile: scrivere, per te, è più un atto di abbandono o di resistenza?

Io mi abbandono, mi lascio cullare dall’estetica delle parole. Dal loro suono. C’e chi guarda le foto per ricordare, io invece leggo le mie poesie per farlo.

” Ogni virgola un anno intero
Ogni parentesi un dubbio
Ogni punto un amore. “

É raro trovare un poeta che lavora molto anche con la sua immagine personale: lavorando come modello per marchi internazionali e apparendo in TV con diverse pubblicità. Come coniugi queste realtà all’apparenza cosi distanti.

Io non vedo molte differenza tra produrre una bella fotografia e una bella poesia. In tutti e due i casi, sensibilitá, gusto, senso della misura e analisi sono indispensabili.


Intervista a Riccardo Stellini: Geografie interiori di un corpo in viaggio

Redazione The Digital Moon

Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

https://www.instagram.com/thedigitalmoon