Intervista a Luigi Pelliccione: Tra Studio-Sport e Medicina
Intervista a Luigi Pelliccione: Tra Studio-Sport e Medicina
Cosa ti ha spinto a scegliere il percorso di Scienze Biologiche e, in futuro, Medicina e Chirurgia?
Ho scelto questo percorso perché da sempre il corpo umano mi affascina: siamo una macchina perfetta e ciò che accade al nostro interno ogni istante è qualcosa di straordinario. È meraviglioso approfondire come siamo fatti e come funzioniamo, ma anche comprendere come un piccolo “malfunzionamento” possa generare una patologia.
In che modo l’esperienza come arbitro di calcio ha contribuito a sviluppare le tue capacità di gestione dello stress e delle responsabilità?
Quando sono in campo ad arbitrare mi isolo completamente dal resto del mondo. Penso solo a condurre una buona gara e a dare il massimo in ogni circostanza. L’arbitraggio offre enormi opportunità di crescita personale: insegna responsabilità, umanità, pazienza, costanza, dedizione e orgoglio. È un’esperienza che mi ha fortificato molto, sia come persona che come professionista.
Qual è stata la lezione più importante che hai imparato lavorando come barista a contatto diretto con i clienti?
Ho imparato che la gentilezza ripaga sempre. Ricordo un cliente che venne al bar per distrarsi dopo un lutto familiare: ho lasciato il bancone e gli ho dato un abbraccio sincero. Alla fine mi ringraziò e si aprì con me con serenità. Da quel giorno ho capito quanto anche un piccolo gesto possa fare la differenza nella vita di qualcuno.
L’esperienza da animatore sportivo ti ha insegnato più a livello personale o professionale?
Entrambi. Come animatore sportivo ho imparato a crescere individualmente e a comprendere l’importanza della dedizione e della responsabilità sul posto di lavoro. Allo stesso tempo, ho riscoperto la bellezza infinita dello sport, capace di unire le persone in modo incondizionato.
Quali competenze ritieni più utili per affrontare il futuro percorso in medicina tra quelle che hai sviluppato finora?
Pazienza, determinazione, costanza e umanità. Credo che queste siano le caratteristiche fondamentali per diventare, se Dio vorrà, un buon medico. La competenza tecnica è importante, ma senza empatia non si può davvero curare nessuno.
Il tuo profilo TikTok conta oltre 60mila follower: come riesci a bilanciare studio, lavoro e attività sui social?
L’attività sui social per me è molto importante: attraverso i miei contenuti voglio trasmettere positività, amore, passione, divertimento e leggerezza. Cerco di bilanciare tutto nel modo più coerente possibile, senza trascurare lo studio. Nei momenti liberi mi rilasso e registro i video: è un modo per esprimere me stesso e allo stesso tempo ricaricare le energie.
Sei stato vincitore di un concorso nazionale scolastico: cosa ha significato per te ricevere quel riconoscimento?
È stato un momento di grande orgoglio. Il tema era incentrato sul “Perdono” e mi ha aperto un nuovo mondo, facendomi riflettere sull’essenza della vita e sull’importanza dell’amore. Amo profondamente la lingua italiana e questo riconoscimento mi ha confermato quanto sia potente saper comunicare con le parole giuste.
Come ti prepari mentalmente e fisicamente per affrontare le sfide, sia nello sport che nello studio?
Mi preparo mentalmente nei momenti di solitudine, caricandomi di energia positiva, ascoltando musica e sorridendo. Dal punto di vista fisico, invece, mi alleno con la palestra e la corsa: fare sport è essenziale, non solo per il corpo ma anche per la mente. Aiuta a trovare equilibrio e concentrazione, qualità indispensabili anche nello studio.
Tra i tuoi interessi personali citi musica, arte, viaggi e astronomia: in che modo queste passioni arricchiscono la tua crescita?
Queste passioni rendono la mia vita più completa. La musica mi accompagna ogni giorno e mi dà energia; suonare la chitarra mi permette di esprimere emozioni profonde. L’arte mi insegna a vedere la bellezza pura nelle cose, mentre i viaggi aprono la mente, permettendo di conoscere nuove culture, lingue e tradizioni.
Infine, l’astronomia è una passione che coltivo sin da bambino: guardare l’universo attraverso un telescopio mi fa riflettere su quanto siamo piccoli davanti all’immensità del cosmo.
Qual è il tuo sogno professionale più grande e quale contributo speri di dare in futuro alla società attraverso la medicina?
Il mio sogno è diventare primario e professore di Medicina, e contribuire concretamente alla ricerca, soprattutto nella lotta contro i tumori. Spero di poter dare il mio contributo con umanità, dedizione e forza di volontà, per migliorare la vita delle persone e restituire speranza a chi ne ha più bisogno.
Intervista a Luigi Pelliccione: Tra Studio-Sport e Medicina
Redazione The Digital Moon
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