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Intervista a Jacopo: L’arte dell’horror cartoon

Intervista a Jacopo: L’arte dell’horror cartoon


Come hai costruito il tuo linguaggio artistico unico che unisce shock e divertimento, e in che modo questo stile ti aiuta a coinvolgere sia ragazzi che adulti nei tuoi laboratori?

Premettendo che non adopero unicamente questo stile (visto che lo splatter NON si addice a tutte le età9, non si tratta di inserire forzatamente una chiave horror negli elaborati degli “alunni”, ma riuscire ad aggirare qualche paura parlando in maniera più scherzosa di quello che ci fa paura. Si tratta di immaginare il mostro sotto il letto non necessariamente come una creatura pronta ad assalirci ma, attraverso la sua conoscenza, capire che forse ha più paura lui di noi che noi di lui.


La collaborazione con Dj Matrix, Arisa e Ginevra Lamborghini ha rappresentato un cambio di direzione importante nella tua carriera. Come è nata questa esperienza e cosa ti ha insegnato sul passaggio dal mondo artistico indipendente a quello musicale mainstream?

La collaborazione è partita semplicemente dalla proposta di Dj Matrix di usare il mio stile per produrre delle locandine per dei singoli, nulla di troppo ufficiali. Gli altri nomi sono arrivati perché in quel momento il mio stile un po’ cartoon era piaciuto e si è poi riproposto in altri singoli che hanno coinvolto Arisa e Ginevra Lamborghini, se pur in maniera indiretta.


Da quattro anni valorizzi l’archeologia attraverso fumetto e illustrazione. Qual è il progetto di cui sei più orgoglioso in questo ambito e come riesci a rendere “vivo” e contemporaneo un patrimonio antico usando uno stile così contemporaneo e provocatorio?

La collaborazione con l’associazione Macheri del Friuli Venezia Giulia e con JMX Comix ha portato a questa collaborazione partita con dei corsi di disegno sul tema del paleolitico, per la valorizzazione del parco del Palù di Livenza. Da quel momento in poi si sono aggiunti sempre nuovi progetti, fino alle attuali attività di collaborazione anche all’estero.


Qual è secondo te il potere educativo del disegno e dell’immagine “estremamente” (horror, splatter, grottesco) rispetto a un approccio più classico e “sicuro”?

Il disegno in generale ha un potere educativo ed attrattivo spaventoso, perché spesso non dice ma racconta ugualmente qualcosa, perché un’immagine è il modo di raccontare qualcosa in maniera più diretta ed impattante. Il fatto che poi si possa declinare in un argomento piuttosto che in un altro, rende solamente il metodo comunicativo più ampio. Aiuta a raccontare quello che a parole spesso non si riesce a dire.


Guardando al futuro, qual è il sogno professionale che vorresti realizzare nei prossimi anni? Un libro, una mostra, un nuovo format educativo o qualcos’altro che unisca ancora di più i tuoi due mondi (artistico e sociale)?

Riguardo al mio futuro non lo saprei dire con certezza, ma credo che il mio augurio sia quello di trovare il modo per continuare a combinare queste mie due passioni. La speranza che dietro l’angolo si presenti una persona con una vagonata di soldi da investire sul mio lavoro, c’è sempre, ma per ora mi concentro sul presente.


Intervista a Jacopo: L’arte dell’horror cartoon

Redazione The Digital Moon

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