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Intervista a Luca Zagaria: Real Estate a Dubai

Intervista a Luca Zagaria: Real Estate a Dubai

Luca, sei partito da Carpi e oggi vivi a Dubai: raccontaci brevemente in che contesto familiare nasci e cosa ti ha spinto a trasferirti e intraprendere questa avventura?

Nasco in un contesto famigliare normale: mamma babysitter e casalinga, papà agente di commercio. Si sono separati dopo qualche anno della mia nascita.

Dopo essermi diplomato, nel 2015, sono partito per l’Australia tramite il Working Holiday Visa. Volevo vivere un’esperienza all’estero, vedere coi miei occhi cosa ci fosse al di là di ciò che avevo sempre conosciuto e migliorare la mia conoscenza della lingua inglese. Un viaggio di scoperta e consapevolezza che, unitamente alla formazione ricevuta dai miei genitori e ai vari lavori svolti in Italia e durante i miei viaggi all’estero, mi hanno permesso di comprendere il reale valore del denaro, instillando in me il desiderio di ambire a qualcosa di più.


Dopo varie esperienze in diversi Paesi come Australia e Indonesia, cosa ti ha convinto che Dubai fosse il posto giusto per te?

La mia prima volta a Dubai risale al 2019. La meta non era tra le mie preferite perché ero convinto fosse una città molto commerciale. Dopo i primi giorni di visita invece me ne sono completamente innamorato, sia della città che dello stile di vita dei residenti. Il classico colpo di fulmine, se così lo possiamo definire!

Da investitore sono poi passato a consulente immobiliare, grazie alla continua richiesta di informazioni provenienti dalle conoscenze acquisite, incuriosite da quel che facevo, ed infine aprendo la mia società immobiliare con un socio e sua moglie.

Io stesso sono partito come investitore in questa città meravigliosa diversi anni fa. Ho sempre cercato un posto dove poter investire i miei risparmi, tanto sudati. Malgrado i miei numerosi viaggi, zaino in spalla, tra America, Indonesia, Africa ed Europa, non avevo ancora trovato il mercato immobiliare giusto e una città che rispecchiasse al 100% i miei desideri.


Hai lasciato un lavoro stabile come agente di commercio per diventare consulente immobiliare: quali sfide hai dovuto affrontare in questo passaggio?

Le sfide sono state tante, non è tutto oro quello che luccica. I risultati che sto ottenendo arrivano da tanti anni di sacrifici, costanza e perseveranza.

Sicuramente la lingua, dover entrare nelle dinamiche del territorio e vivere lontano da famiglie ed affetti è sempre difficile. Mi ricordo ancora quando avvisai il direttore commerciale del mio licenziamento: era incredulo. Aveva una controproposta sul tavolo per farmi restare che non ho neanche letto, perché dentro di me avevo capito che Dubai sarebbe stata la mia nuova casa e mi avrebbe dato quello che cercavo.


Come mai qualcuno dovrebbe affidarsi a te e non ad un broker comune a Dubai?

La risposta è molto semplice. Io ho investito i miei soldi su questo mercato e so, dopo anni di esperienza, come muovermi: i costruttori da evitare e quelli da tenere in considerazione. Conosco le dinamiche interne che stando da fuori non si possono sapere.

Oltretutto una cosa fondamentale: lavoro solo con il passaparola. Credo tantissimo nella relazione chiara che si trasforma in un rapporto duraturo, e spesso di amicizia nel tempo, con il cliente.

Un altro punto da tenere in considerazione è che fornisco un servizio a 360 gradi riguardo l’investimento, offrendo una consulenza pre-vendita, durante la vendita e post-vendita. Il cliente viene seguito in tutto e per tutto fino alla messa a reddito dell’immobile.

Nel mio team ho un avvocato e fiscalista internazionale per assistere ogni esigenza.

Cosa che molti broker non fanno, perché interessati solo al guadagno personale, facendo i propri interessi e non quelli del cliente.


Secondo te, quali caratteristiche rendono il mercato immobiliare di Dubai un’opportunità interessante per gli investitori italiani?

Investire a Dubai garantisce un ritorno molto alto sull’investimento effettuato, oltre a possibilità di crescita enormi in ogni campo. Il settore immobiliare è letteralmente esploso, garantisce un ROI molto elevato in quanto il valore degli immobili è in costante aumento e il mercato è in continuo fermento, anche se i prezzi al metro quadro sono ancora bassi rispetto alla media di altre città metropolitane.

Oltre al ritorno economico vi sono poi da considerare le innumerevoli garanzie e tutele per chi compra, come ad esempio la certezza dell’affitto annuale pagato anticipatamente. Molti clienti stanno spostando il loro capitale immobiliare dall’Italia a Dubai. Tantissimi italiani stanno investendo in questa meravigliosa città.

In Italia metà degli affitti non vengono pagati. Questo è dovuto a leggi non adeguate a tutela dei proprietari, e gli oneri sui ricavi – siano questi derivati da affitto o plusvalenze – presentano una tassazione che va oltre l’immaginabile. Poi ovviamente c’è la burocrazia, che è un po’ la ciliegina sulla torta.

Dubai è un hub finanziario mondiale, che ospita il principale settore bancario dell’area MEASA e supporta soluzioni pionieristiche nei campi fintech, intelligenza artificiale e blockchain, rendendo così la città una calamita per gli investimenti del settore.


Guardando all’Italia, quali differenze hai notato nel supporto ai giovani imprenditori e cosa credi manchi nel sistema italiano?

Sono due sistemi completamente diversi. Dubai è un Paese molto giovane (poco più di 50 anni) e l’Italia no. In Italia, a livello lavorativo, è veramente complesso riuscire a emergere e ottenere determinati risultati: è un Paese che non agevola coloro che vogliono intraprendere un percorso imprenditoriale.

Molti ragazzi si stanno trasferendo all’estero, numerose città stanno registrando un calo importante di residenti, con sempre più pensionati e meno lavoratori. Essendo realista non vedo un bel futuro per l’Italia, a meno che non si verifichi un cambiamento drastico.

L’Italia è il Paese più bello al mondo, però non riusciamo a valorizzarlo e questo mi rattrista. La maggior parte delle città non sono sicure, sono sporche e prive di servizi. Lo so, sono parole forti. Il mio auspicio è che un giorno tutto questo possa cambiare, perché sono orgoglioso di essere italiano e vedere il mio Paese versare in queste condizioni mi amareggia molto.


Che consigli daresti ad un giovane che vorrebbe intraprendere seriamente una carriera simile alla tua?

Sicuramente quello di viaggiare il più possibile, conoscere tante persone, fare esperienze all’estero anche solo di sei mesi perché ti cambiano la vita. Documentarsi tantissimo e studiare tanto il settore che si vuole intraprendere.

Il network è importantissimo. Consiglio sempre di essere trasparenti e sinceri con le persone, perché a lungo termine questo comportamento premia sempre.

Pensate ai soldi sì, ma in modo sano. Dovete prefissarvi degli obiettivi e visualizzarli ogni giorno finché non ci arrivate. La costanza e la perseveranza premiano sempre.

Vi lascio con una frase che ho tatuato sul mio corpo: “Mai abbandonare, perché quando pensi sia tutto finito è lì che tutto ha inizio”.


Intervista a Luca Zagaria: Real Estate a Dubai
Redazione The Digital Moon

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