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Intervista a Fabio: Scopriamo la sua storia

Intervista a Fabio: Scopriamo la sua storia


Tu parti dalla Calabria e oggi ti muovi su scala nazionale. Quanto hanno contato le tue radici nel costruire quel mix di spontaneità ed energia che porti nel mondo dell’intrattenimento e della comunicazione?

Hanno contato tantissimo, perché io sono sempre stato uno molto legato alle mie origini. Sono cresciuto in
Calabria e credo che il carattere che ho oggi venga proprio da lì. Noi calabresi abbiamo quel modo di vivere
molto vero e genuino: siamo persone calorose, dirette, molto legate ai rapporti umani e alla famiglia.Anche
trovandomi in tanti contesti diversi, televisione, eventi o sui social, non ho mai sentito il bisogno di costruirmi
un personaggio.

Quella spontaneità che la gente vede è semplicemente il modo in cui sono nella vita di tutti i giorni. Sicuramente oggi lavoro su scala nazionale e mi capita spesso di stare fuori, però ogni volta che torno a casa ritrovo quella semplicità che mi tiene con i piedi per terra. E penso che anche la mia energia venga da
lì, dal fatto di essere rimasto sempre molto legato alla mia terra e alle persone con cui sono cresciuto. Alla
fine puoi cambiare città, lavoro o stile di vita, ma certe cose te le porti dietro per sempre.

Dalla televisione ai social, fino alla gestione di eventi e serate live: il modo di intrattenere è cambiato moltissimo. Come riesci ad adattare la tua immagine e la tua comunicazione a contesti e pubblico sempre diversi?

Sicuramente stiamo vivendo un momento storico in cui lo sviluppo tecnologico, che va avanti a una velocità
incredibile, ha cambiato drasticamente il nostro modo di vivere e di conseguenza anche il modo di lavorare.
Prima bastava salire su un palco e fare bene il proprio lavoro, oggi invece non basta più. Devi essere
presente sui social, curare nei minimi dettagli la comunicazione e soprattutto diventa fondamentale costruire una vera rete di contatti e relazioni. Mi ritrovo molto in tutto questo, perché curo tanto la mia immagine e tutto ciò che scelgo di mostrare sui social. Però ho sempre cercato di mantenere una cosa: non cambiare me stesso in base al contesto. Adatto il modo di comunicare, quello sì, ma non la persona che sono. Se sono a una serata porto una determinata energia, se sono sui social magari faccio vedere una parte più personale della mia vita, se invece collaboro con un brand o lavoro a un progetto diverso cambia il linguaggio, ma resto sempre io.

Credo che oggi le persone percepiscano subito quando qualcuno sta interpretando un personaggio. Sui
social magari puoi fingere per un po’, ma alla lunga viene fuori chi sei davvero. Io preferisco mostrarmi per
quello che sono, con i miei pregi, i miei difetti e il mio modo di essere, perché penso che sia proprio questa
la cosa che negli anni mi ha permesso di creare un rapporto vero con le persone che mi seguono.


Oggi collabori attivamente con locali, brand e realtà di spicco. Qual è il segreto per lasciare il segno in una serata e far sì che un evento diventi un’esperienza memorabile per chi vi partecipa?

Credo che il segreto principale sia far sì che il pubblico sia il vero protagonista. Oggi ci troviamo in un periodo in cui siamo bombardati continuamente da video, musica e contenuti di ogni tipo, quindi sorprendere qualcuno è sempre più difficile. Molti pensano che per fare una bella serata basti avere l’artista del momento, ma in realtà dietro c’è molto di più. Conta tantissimo l’energia che si crea, il coinvolgimento delle persone e soprattutto il modo in cui fai sentire il pubblico in quel momento.

Io ho vissuto, e forse stiamo vivendo ancora oggi, anni molto difficili per il mondo delle discoteche. Si è
creato un modo diverso di vivere la notte soprattutto con l’avvento nei locali dei trapper: vedo piste sempre
più ferme, persone che ballano meno e tantissima gente con il telefono in mano a riprendere quello che
succede invece di viverlo davvero. Non è una critica verso un artista o un genere musicale in particolare, ma
verso un’abitudine errata che secondo me ci stiamo portando dietro. Però per fortuna sto notando anche un’inversione di tendenza. Soprattutto lavorando all’estero, in posti come Malta e Albania, sto vivendo situazioni molto diverse: piste molto più energiche, persone che escono con l’unico obiettivo di ballare, divertirsi e godersi la musica. Ed è bellissimo vedere quella voglia di vivere realmente una serata. Mi auguro che questa mentalità torni sempre di più anche in Italia, perché la musica e la notte andrebbero vissute in maniera diversa come un tempo.


Oltre all’intrattenimento e alla presenza sul campo, hai sviluppato progetti personali importanti, come il tuo e-commerce di abbigliamento. Come nasce questa tua sfaccettatura imprenditoriale e come si sposa con il resto del tuo lavoro?

Credo sia una cosa che ho sempre avuto dentro. Sono una persona che difficilmente riesce a stare ferma e
che ha sempre bisogno di costruire qualcosa di mio. In realtà il legame con la moda parte da molto più
lontano. Mia madre e addirittura mia nonna avevano un negozio di abbigliamento, quindi io sono
praticamente cresciuto in questo mondo. Fin da piccolo ho respirato quell’ambiente e credo che questa
passione me la porto dietro da sempre.

La moda mi è sempre piaciuta perché la vedo come una forma di comunicazione. Alla fine anche il modo in cui ci vestiamo racconta qualcosa di noi. Da lì è nata l’idea di creare qualcosa di mio e non limitarmi soltanto a indossare o sponsorizzare prodotti di altri. Oggi sto lavorando alla nascita del mio brand, parallelamente al mio e-commerce Mascaro Gallery, che ho fondato nel 2017 e con il quale sono partner ufficiale di Zalando.
Penso che tutto si colleghi in maniera molto naturale: gli eventi, i social, la mia immagine e il brand. Alla fine
sono tutte parti della stessa persona.


Hai una settimana di tregua dopo dieci giorni di viaggi continui, segno che la tua vita va a tremila all’ora. Guardando avanti, qual è la prossima sfida o il prossimo progetto nel cassetto che non vedi l’ora di realizzare?

Sicuramente in questo ultimo periodo la mia vita sta andando veramente a mille. Negli ultimi mesi sto
lavorando tantissimo, soprattutto anche fuori dall’Italia, e sono molto grato per tutto quello che sta arrivando. A livello lavorativo ho tanti progetti in corso, soprattutto legati alla musica e al mio brand, che in questo momento rappresentano una parte importante del mio futuro. La sfida principale in questo momento è sicuramente consolidare questa mia nuova figura da dj. Ho fatto una transizione importante, dopo tanti anni da vocalist, e voglio costruire questo percorso nel modo giusto, facendomi conoscere sempre di più anche sotto questa veste.

È una scelta che nasce sia da una mia evoluzione personale che lavorativa, perché oggi sento che
attraverso la musica riesco a esprimermi in maniera diversa e più mia. Mi piacerebbe continuare a crescere,
lavorare sempre di più anche all’estero e portare questo progetto a un livello ancora più grande. Però se devo essere sincero, oggi oltre agli obiettivi lavorativi c’è una cosa che mi auguro per me stesso: arrivare a una serenità vera. Non perché oggi io non sia sereno, ma perché negli ultimi anni è andato tutto così veloce che tante volte non ci fermiamo nemmeno a vivere davvero le piccole cose della vita. Quindi la mia prossima sfida forse è proprio questa: continuare a crescere senza perdere me stesso lungo il percorso.

FABIO MASCARO


Intervista a Fabio: Scopriamo la sua storia

Redazione The Digital Moon

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