Intervista a Cosplay di Yaki: L’arte dell’interpretazione totale
Intervista a Cosplay di Yaki: L’arte dell’interpretazione totale
Ti occupi di ogni fase della creazione, dal sartoriale al crafting. Qual è la sfida tecnica più complessa che hai dovuto affrontare per dare vita a un personaggio e come l’hai superata?
Essendo completamente autodidatta e avendo iniziato il mio percorso nel 2016, ho dovuto affrontare tutte le mie prime volte da sola, senza aiuti esterni e con pochissime fonti online, soprattutto agli inizi. Questo significa che ogni singolo passaggio rappresentava una difficoltà o comunque un ostacolo da superare a trecentosessanta gradi. Dall’acconciare una parrucca al cucire un bottone, dal muovere i primi passi nella sartoria fino al capire quali materiali utilizzare per creare prop e accessori, tutto è stato imparato sul campo rimboccandomi le maniche.
Oggi, se dovessi individuare la sfida tecnica più grande che continuo ad affrontare, direi sicuramente il sartoriale. È un ambito estremamente tecnico, soprattutto per quanto riguarda la creazione dei cartamodelli, un aspetto che richiede molta precisione, studio, impegno e devozione. È una competenza che continuo ad affinare consapevole che il miglioramento passa proprio attraverso la pratica costante.
Hai definito il make up il tuo punto di forza e una passione che porti con te fin dall’infanzia. In che modo questa competenza trasforma il tuo approccio all’interpretazione del personaggio rispetto al semplice indossare il costume?
Il make up ha un ruolo assolutamente centrale nella realizzazione di un cosplay perché è ciò che dà davvero vita al personaggio. Un cosplayer può avere un costume perfetto, una parrucca impeccabile e accessori curati nei minimi dettagli ma se il make up non è studiato e valorizzato la somiglianza con il personaggio rischia comunque di mancare.
Attraverso il make up è possibile ricreare tratti che naturalmente non si hanno lavorando ad esempio con il contouring e questo permette di avvicinarsi il più possibile al volto e all’espressività del personaggio. Per me il make up non è solo una passione che porto con me fin da quando ero bambina ma è una componente fondamentale del cosplay. Il mio obiettivo principale infatti è il modeling cioè somigliare il più possibile al personaggio che interpreto e il make up è uno degli strumenti più potenti per riuscirci.
Il tuo percorso unisce l’artigianato tradizionale alla content creation moderna. Come riesci a bilanciare la meticolosità del lavoro manuale con la velocità e la spontaneità richieste dai social network oggi?
Sono sempre stata affascinata dal mondo dei social network. Ricordo che già da piccola con l’avvento di YouTube ero molto attiva come spettatrice e seguivo tanti creator e youtuber dell’epoca. Come molti avevo il sogno di diventare una youtuber e per un breve periodo ho anche provato a portare contenuti online quando ancora non facevo cosplay. Realizzavo vlog legati al mondo nerd, visite alle fiere del fumetto ma anche contenuti più particolari come creazioni in resina, haul o video parodia.
Quando ho iniziato a fare cosplay, essere già attiva sui social ha reso naturale il desiderio di mostrare anche questa forma d’arte online. Oggi il cosplay è la mia passione più grande e occupa la maggior parte del mio tempo quindi mi viene spontaneo raccontarlo e condividerlo. È un’attività profondamente artigianale e manuale ma riesco a farla convivere con il mondo digitale e con i ritmi dei social.
Un aspetto fondamentale di questo equilibrio è anche la realizzazione dei photoset. Collaborare con fotografi professionisti permette di valorizzare ulteriormente il cosplay non solo attraverso la qualità degli scatti ma anche grazie alla scelta di ambienti coerenti con il personaggio. Possono essere ambienti naturali come laghi, foreste, cascate o castelli medievali oppure contesti più moderni e futuristici che richiamano navicelle spaziali, atmosfere tecnologiche, estetiche cyborg o scenari dal design contemporaneo.
Tutti questi elementi contribuiscono a rafforzare l’identità visiva del cosplay e a renderlo più immersivo.
I photoset, una volta pubblicati sui social, diventano il punto di incontro perfetto tra artigianato e digitale. Per questo credo che cosplay e social possano andare davvero a braccetto perché insieme permettono di valorizzare il lavoro fatto a mano e di raccontarlo a un pubblico sempre più ampio.
Avendo vinto premi prestigiosi come il “The Best” e avendo poi ricoperto il ruolo di giurata, quali sono gli elementi che cerchi oggi in un cosplayer per considerare la sua performance davvero completa e meritevole?
Grazie sia alla mia esperienza sul palco sia a quella maturata in giuria oggi presto moltissima attenzione ai dettagli. Spesso sono proprio i dettagli a fare la differenza e a determinare quale cosplay sia più completo rispetto a un altro. Capita frequentemente che due cosplayer siano allo stesso livello ma un piccolo particolare curato in più possa portare uno dei due a emergere.
Valuto quindi ogni parte del cosplay nel suo insieme, dal costume agli accessori senza trascurare nulla. Allo stesso tempo anche la performance ha un ruolo centrale. L’esibizione deve essere completa, avere un senso logico e possibilmente raccontare qualcosa del personaggio. Interpretarlo a trecentosessanta gradi magari inserendo anche una parte di sé rende la performance più autentica. Non si tratta solo di replicare un combattimento o una scena banale ma di pensare l’esibizione, personalizzarla e darle un tocco originale.
Sostieni fermamente l’importanza di realizzare ogni aspetto del cosplay in totale autonomia. Cosa diresti a chi sta iniziando e si sente scoraggiato dalla complessità di dover imparare così tante discipline diverse contemporaneamente?
A chi è alle prime armi direi di non arrendersi e di non scoraggiarsi. È importante non avere paura di chiedere aiuto ai veterani, a chi ha già combattuto le proprie battaglie mentre chi inizia si prepara alla prima. Non bisogna abbattersi se non si vincono subito alcune sfide perché ce ne saranno molte altre da affrontare e superare migliorandosi nel tempo.
La realizzazione di un cosplay richiede tanta tecnica ma soprattutto impegno, devozione e forza di volontà. Spesso il cosplay viene sottovalutato mentre in realtà è un percorso che richiede dedizione costante. Oggi rispetto a quando ho iniziato io ci sono molti più tutorial e informazioni disponibili sui social ed è quindi più facile informarsi e imparare. L’importante è continuare, chiedere aiuto quando serve e non smettere mai di credere nel proprio percorso.
Intervista a Cosplay di Yaki: L’arte dell’interpretazione totale
Redazione The Digital Moon
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