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Intervista a Max Damioli: Quello del respiro

Intervista a Max Damioli: Quello del respiro

Due decenni fondamentali della storia moderna d’Italia: gli Anni di Piombo e la Milano da Bere.

Passare il decennio dai 23 ai 33 anni negli anni ‘80 è stata letteralmente un’epopea! Chi non ha vissuto quell’epoca non sa che cosa sia avvenuto davvero, specialmente a Milano, specialmente nella fascia sociale più alta disponibile a quel tempo. A quel tempo facevo il Regista e poche altre professioni erano in risonanza così forte con il periodo storico.

Varrebbe la pena di scrivere un libro sulla “Milano da bere”

Pensavamo che non sarebbe finita mai e che tutto quello che toccavamo potesse tramutarsi in oro. E accadeva davvero…


Come sei riuscito a tenere insieme militanza politica, sperimentazione personale e agonismo sportivo senza perderti per strada?

Non sono sicuro di avere una risposta sensata, ma è certo che andare la mattina a scuola, il pomeriggio al Partito Radicale (sono iscritto dal 1972) e la sera con gli amici a sballarsi, in attesa del weekend di gare di sci è stato certamente un grande esercizio di equilibrio. 

Nessuna delle aree di competenza (Famiglia, Politica, Sport, Amici) poteva sapere dettagli di tutte le altre e questo mi ha insegnato a costruire dei “compartimenti stagni” nei quali era richiesto un “personaggio” diverso, credibile e sensato. Direi un’operazione registica ante litteram…


Qual è stato il momento in cui hai capito che la formazione non era solo un lavoro, ma una vera missione?

Negli anni ‘70 c’erano le Radio Libere e tenevo una trasmissione giornaliera che si chiamava Il Sesso degli Angeli nella quale si discuteva di argomenti “tabù” (sesso, droga, omosessualità, laicità, politica)… direi che a 16 anni avevo già un’impostazione se non di formazione, almeno di discussione e divulgazione. (merito della politica, direi)

Contemporaneamente ero diventato Istruttore di Vela al Centro Velico Caprera e a 18 anni Maestro di Sci…facevo la stagione di insegnamento in estate sul mare e d’inverno in montagna.

La prima volta che ho fatto davvero formazione aziendale è stato il 1981 quando ho usato la mia funzione di regista di un evento aziendale epr preparare i manager a presentare i dati aziendali. Mi ci trovavo bene, ero a mio agio (avevo 24 anni!) e loro sono stati molto soddisfatti del lavoro insieme.

Ma è quando ho affrontato e in qualche modo risolto i miei “nodi” fin dai primi anni ‘90 che mi è sorta l’urgenza di portare la Buona Novella nel mondo…i nodi ci sono, ma si possono sciogliere e si può vivere una vita serena…era qualcosa per cui poteva valere la pena di dedicare la vita.


Cosa ti ha convinto, dopo tante scuole e maestri, a emanciparti dalle “comunità del respiro” per creare una tua Via personale?

Intento il concetto di “comunità” mi stava stretto perché spesso veniva declinata nella direzione di “setta”, di potere…regole, presupposti, premesse implicite, paletti, affermazioni apodittiche che non potevano essere dimostrate, ma solo credute vere.

Certo tutte le tecniche e i Maestri di Respiro e non solo degli anni ‘90 mi hanno dato elementi di base per costruire in altezza, ma sentivo il bisogno (laico e “radicale”) di costruire una Scuola e un approccio didattico e filosofico simile a quello dei Peripatetici ad Atene: un luogo aperto, nel quale contribuire con le proprie esperienze e divulgare le nostre idee nel mondo senza “comandamenti”, fondandoci solo sul vissuto diretto, avendo il Dubbio come compagno di strada.

Le tre regole fondanti della nostra Scuola sono che vale la pena di insegnare solo cose DIMOSTRABILI, REPLICABILI e TRAMANDABILI…un approccio molto laico, molto diverso da quello della maggior parte delle Scuole (tante!) che ho frequentato.

Il Respiro permette concretamente da trent’anni di onorare queste tre regole.


Se oggi dovessi riassumere in una frase ciò che il respiro ti ha insegnato sulla libertà, quale sarebbe?

Il Respiro è l’argomento più sottovalutato al mondo: la nostra vita dura tecnicamente tre minuti e ogni volta che facciamo un respiro, azzeriamo il timer.

Tutti sanno che se non respiri muori, ma nessuno sa che se respiri meglio vivi meglio!

Io ho speso la seconda metà della mia vita a far TOCCARE CON MANO la verità di queste affermazioni e la libertà che produce questo approccio.


Intervista a Max Damioli: Quello del respiro

Redazione The Digital Moon

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