Intervista a Camilla D’Angelo: Una voce autentica online
Intervista a Camilla D’Angelo: Una voce autentica online
Cosa ti ha portata a scegliere un approccio così umano e riflessivo alla comunicazione, in un contesto spesso dominato dalla performance?
Ho scelto questo approccio perché viviamo in un momento storico in cui sembra che, se non fai numeri, non esisti. E io ogni giorno vedo quanto questa idea faccia male alle persone, prima ancora che ai loro progetti.
Dietro ai profili social non ci sono brand astratti, ma persone vere, con sensibilità, limiti, desideri.
Il mio lavoro nasce dal voler ricordare questo: che si possono vivere i social con più serenità, creare valore, ottenere risultati economici e costruire una community reale anche senza rincorrere la performance a tutti i costi. Per me la comunicazione non deve essere una maschera da indossare, ma uno spazio in cui riconoscersi.
Cosa significa per te “ascolto” quando inizi a lavorare con un professionista o un artigiano? Da dove parti davvero?
Per me ascolto significa creare uno spazio sicuro. Essere quella persona che non giudica, che non riduce nessuno a una strategia, ma che sa anche fare domande scomode con rispetto.
Quando inizio a lavorare con un professionista o un artigiano parto sempre dal perché: perché hanno iniziato, cosa li muove davvero, come immaginano il loro lavoro nel tempo. Solo entrando nei loro pensieri più profondi (anche quelli che spesso non vengono detti) posso aiutarli a costruire una comunicazione che non sia solo efficace, ma anche allineata a chi sono.
Qual è la difficoltà più comune che incontri nelle persone quando devono raccontarsi online?
La difficoltà più grande è trovare la propria voce. Il cosa comunicare spesso arriva in modo naturale: idee, contenuti, temi. Ma il come… quello è il vero nodo. Tono di voce, ritmo, energia, emotività: le possibilità sono infinite. E scegliere una voce che ci rappresenti davvero (e che possiamo sostenere nel tempo) è la parte più complessa. Non perché manchi qualcosa, ma perché spesso non siamo abituati ad ascoltarci davvero.
Come si costruisce una voce personale che sia allo stesso tempo autentica, sostenibile e coerente nel tempo?
Si costruisce partendo dall’analisi, ma non nel senso classico del business.
Prima di analizzare contenuti o strategie, io invito le persone ad analizzare se stesse come individui: chi sono, come comunicano nella vita reale, cosa li fa sentire a loro agio.
Quando questo è chiaro, la comunicazione diventa molto più naturale. Può cambiare nel tempo, certo, ma non per incoerenza: per evoluzione. Ed è proprio questo che la rende autentica e sostenibile.
In che modo credi che la comunicazione possa diventare una relazione, e non solo uno strumento di visibilità?
I social nascono per socializzare, quindi per creare relazioni. Eppure spesso li usiamo come vetrine, parlando a un pubblico distante e silenzioso. Quando invece la comunicazione diventa relazione, smettiamo di mostrarci e iniziamo a coinvolgere.
Nasce uno scambio, un senso di appartenenza, un legame. Avere persone che si sentono parte di ciò che fai, che ti sostengono e riconoscono il tuo valore, per me è la vera vittoria. I numeri passano. Le relazioni restano.
Intervista a Camilla D’Angelo: Una voce autentica online
Redazione The Digital Moon
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