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Intervista a Cristina Alberto: viaggi autentici e self-publishing

Intervista a Cristina Alberto: viaggi autentici e self-publishing

Introduzione personale

Come ti presenteresti a chi non ti conosce ancora?
Mi chiamo Cristina Alberto, lavoro nel marketing e nelle vendite e, appena posso, preparo lo zaino e parto. Accanto alla mia attività principale sono autrice di guide di viaggio, scritte esclusivamente su luoghi che ho vissuto in prima persona. Mantengo sempre un’impostazione imparziale e basata su fatti reali, evitando giudizi personali o racconti “patinati”. Voglio offrire al lettore un quadro oggettivo e affidabile, qualità ormai rare tra blog e profili social di viaggio.


Come nasce la tua passione per i viaggi e per la scrittura?

La voglia di scoprire il mondo è sempre stata parte di me. Fin da piccola ero attratta dai luoghi nuovi e dalle culture diverse. Ho viaggiato sia verso mete classiche che verso destinazioni fuori dai circuiti turistici, costruendo itinerari su misura e cercando esperienze autentiche.

La scrittura è arrivata con naturalezza. Molto spesso, ciò che trovavo online non rispecchiava la realtà vissuta sul posto. Ho sentito quindi la necessità di raccontare il viaggio com’è davvero, senza filtri. Nelle guide tradizionali si trovano mappe e indirizzi, ma pochi dettagli pratici: quelli che vorresti sapere prima di partire. Per questo apro ogni guida con un paragrafo dedicato ai pro e contro, molto apprezzato dai lettori per la sua sincerità.


Le guide di viaggio

Quando hai iniziato a pubblicare su Amazon e perché?

La mia prima guida, dedicata al Kazakistan, è uscita a gennaio 2025. Volevo esplorare il self-publishing e testare le potenzialità di Amazon KDP. Non avevo grandi aspettative, ma già a febbraio sono arrivate le prime vendite spontanee. Questo mi ha dato una grande spinta.
Destinazioni insolite e poco trattate si sono rivelate una scelta vincente: la guida sul Kazakistan è diventata presto il mio libro più venduto e perfino Best Seller.


C’è una destinazione a cui sei particolarmente legata?

Assolutamente sì: l’India. Era un viaggio che desideravo fare da tempo, rimandato a causa del COVID. Quando finalmente sono partita, l’India si è rivelata una delle esperienze più intense di sempre. È un paese che sorprende, affascina e disorienta allo stesso tempo.
Anche se la guida sull’India non è la più venduta per via della forte concorrenza, è l’unica che ho deciso di scrivere senza alcuna valutazione commerciale: lo sentivo necessario.


Come scegli le destinazioni da raccontare?

Evito mete ormai travolte dall’over tourism. Alcune le ho visitate prima dell’esplosione dei social, quando erano ancora autentiche. Oggi preferisco concentrarmi su luoghi meno battuti e più veri.


Qual è l’aspetto più importante in una guida?

L’utilità.
Una guida deve rispondere a domande pratiche: costi, clima, prese elettriche, SIM, festività, usi locali, ecc. Offro un approccio oggettivo e funzionale, lasciando da parte le esperienze personali, che appartengono più ai diari di viaggio.


Dietro le quinte

Quanto tempo impieghi a scrivere una guida?

Il processo inizia già prima della partenza. Durante l’organizzazione raccolgo informazioni, durante il viaggio prendo appunti e, una volta tornata, completo la guida in 2–3 settimane, con i ricordi ancora freschi.


Viaggi da sola?

Sì, ho viaggiato quasi sempre in solitaria. Non è semplice trovare persone con la stessa idea di viaggio e la stessa curiosità verso destinazioni atipiche. Ho scelto di partire comunque, e si è rivelata una delle esperienze più formative.
Ora viaggio spesso con il mio compagno, ma quando non è possibile, continuo senza problemi da sola.


Hai mai vissuto un episodio curioso inserito poi in un libro?

Preferisco non includere esperienze strettamente personali, ma ho fatto un’eccezione per la guida sulle Filippine: ho raccontato il mio tatuaggio realizzato da Apo Whang-od, tatuatrice di 108 anni che vive nel villaggio di Buscalan, nel nord di Luzon.


Pubblicazione e pubblico

Come ti trovi con Amazon KDP?

Benissimo. Ho provato a contattare alcune case editrici, senza risultati concreti. Ho anche valutato altre piattaforme di self-publishing, ma le condizioni contrattuali erano poco favorevoli.
Su Amazon KDP invece ho pieno controllo, buone royalties e ottime vendite. Una scelta di cui sono soddisfatta.


Che tipo di feedback ricevi dai lettori?

Perlopiù positivo. I lettori apprezzano l’approccio oggettivo, la chiarezza e la presentazione sincera delle destinazioni. Molti acquistano le guide anche senza viaggiare, mossi dalla curiosità culturale.
Al termine di ogni guida inserisco un QR code con i miei contatti: ricevo spesso messaggi o email di complimenti, che mi fanno davvero piacere.


Progetti futuri

Ho una lunga lista di mete da esplorare. Tra gli obiettivi futuri ci sono la Cina (che voglio visitare in modo più approfondito), l’Etiopia e il Mozambico. Scelgo sempre la destinazione in base al periodo dell’anno più adatto.


Un consiglio per chi vuole scrivere guide di viaggio

Goditi davvero il viaggio. Prendi appunti, ma senza vivere tutto attraverso lo schermo. E quando scrivi, pensa al lettore: autenticità e praticità sono ciò che renderà la tua guida davvero utile.


Le mie guide su Amazon

Intervista a Cristina Alberto: viaggi autentici e self-publishing

MiaBlu

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