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Intervista alla scrittrice Alice Bernardi – autrice di Bonetown

Intervista alla scrittrice Alice Bernardi – Bonetown

Ciao Alice, cominciamo dal principio: come è nata l’idea di Bonetown e di Ossofino?

Lavoro in un’azienda che produce protesi per le ossa, chiodi femorali, fissatori esterni e affini. L’idea era già nell’aria… ovunque, lì dentro, si vedono disegni di scheletri e ossa finte con impiantati chiodi.
Un giorno mi sono chiesta semplicemente: “Che storia avrà? Avrà una ragazza? Dove abita? Come si potrebbe chiamare?”
Il resto è uscito spontaneo.

Se dovessi descrivere Bonetown in tre parole, quali sceglieresti?

Tre parole sono poche, ma direi che deve richiamare l’innocenza e la purezza degli anni ’50, e la tenerezza. Ossofino è proprio questo: un romantico tenerone.

C’è stato un momento particolarmente gratificante durante la scrittura?

Sì, vedere la città che cresceva e si espandeva. Man mano uscivano i personaggi e i luoghi, come se fossero sempre stati lì, in attesa di essere raccontati.

E invece, c’è stato qualcosa che ti ha messo alla prova?

In realtà no, è stato tutto molto naturale e spontaneo. Bonetown è venuta fuori da sola.

Il libro ha un formato davvero particolare. Come mai questa scelta?

Il formato non è casuale. Rotulina trova il diario, e dentro ci sono le foto: quelle immagini rappresentano proprio questo. Sono in bianco e nero non a caso, perché nell’epoca in cui è ambientata la storia le foto a colori non esistevano.
Volevo dare l’idea di qualcosa di antico, come un vecchio diario in pelle che potresti trovare in solaio o in cantina, abbandonato da decenni. Anche la copertina segue la stessa logica: niente colori sgargianti, ma un effetto vintage.

Qual è il messaggio o la sensazione che speri rimanga ai lettori dopo la lettura?

Spero che Ossofino resti nel cuore di tanti per la sua tenacia e la sua tenerezza.

Ti sei ispirata a qualcuno o a qualcosa in particolare?

Non ho cercato di farmi ispirare da nessuno. Ho voluto creare qualcosa di originale.
Però, se si presta attenzione, credo si possa percepire un po’ di aria da Happy Days.

Questo è solo l’inizio della serie, giusto?

Sì. Questo primo racconto, anche se breve, ha lo scopo di introdurre il mondo che ho creato. Nei prossimi libri la città si espanderà ancora di più, con nuovi personaggi, nuovi luoghi e nuovi modi in cui Ossofino cercherà di conquistare la sua amata.

Come nasce di solito l’ispirazione per le tue storie?

Ogni momento è buono! Le idee arrivano ovunque: in bagno, in cucina, persino mentre guido.

C’è un consiglio che ti senti di dare a chi vuole iniziare a scrivere?

Non so se posso dare consigli, anzi, credo di averne più bisogno io! (ride)
L’unica cosa che posso dire è di lasciarsi guidare dalla curiosità e di scrivere con il cuore.

Bonetown sembra un mondo vivo. Hai detto che ogni oggetto ha una storia…

Sì, soprattutto nella casa di Zio. Ogni oggetto lì dentro ha un segreto da svelare, una piccola storia da raccontare.
In realtà ogni giorno è una scoperta: la città è viva e in continua crescita. Ogni giorno nasce un personaggio nuovo… e un nuovo frullato!

C’è una scena che ha richiesto più tempo o attenzione?

Sì, la serenata di Ossofino. Ho dovuto trovare il giusto equilibrio e ritmo tra lui e il dottor Femorino. Ci sono volute diverse riletture a freddo per sistemarla bene.

Quale personaggio ti è rimasto più nel cuore in questo racconto?

In questo libro è Sterno, con il suo Barosso. Rappresenta l’autorità, ma anche un punto di conforto. Il bar è il cuore della città e, in un certo senso, anche il cuore infranto di Ossofino, che dopo la serenata va lì a riflettere e trova un amico, quasi un padre.

Se Bonetown arrivasse all’estero, dove ti piacerebbe vederlo tradotto?

Mi piacerebbe molto che arrivasse in Messico. Prima di tutto perché la traduzione in spagnolo sarebbe più semplice, e poi perché lì c’è il Día de los Muertos: penso che questi racconti potrebbero piacere.

Come immagini Bonetown tra qualche anno?

Spero che questa serie cresca ancora di più e che, col tempo, sia conosciuta un po’ ovunque.

$Se avete piacere di leggere il libro dell’autrice (e gli altri romanzi, naturalmente) questo è il link alla sua pagina.


Intervista alla scrittrice Alice Bernardi – Bonetown

MiaBlu

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Alice Bernardi - Bonetown