Intervista a Paolino Dj: La Carovana di 105
Intervista a Paolino Dj: La Carovana di 105
Hai iniziato la tua carriera come conduttore giovanissimo e, dal 2005, hai creato insieme a Martin il celebre format “La Carovana”. Quali sono stati i momenti più significativi e difficili nel percorso che ti ha portato da Radio Studio Più a Radio 105?
A volte faccio davvero fatica a pensare che da quel lontano 2005 sono passati ormai 21 anni. “La Carovana” ai tempi di Studio Più era nata con l’idea di essere un programma di intrattenimento “leggero” adatto a chi, tornando a casa dal lavoro, avesse voglia di farsi due risate un po’ come se fosse in compagnia degli amici al bar. Nato prima dalle 18.30 alle 20 e successivamente anticipato di mezz’ora in modo da coprire le due ore del drive time di rientro, La Carovana ebbe davvero un successo inaspettato al punto da incuriosire anche i vertici di Radio 105. Né io né Martin avevamo mai pensato di lasciare Radio Studio Più prima di allora. Quasi più per curiosità che altro, abbiamo provato a capire se qualcuno in tutti quegli anni ci avesse ascoltato e se fosse interessato al prodotto. Da lì il passo è stato breve per noi, meno breve per la Carovana.
Concludemmo e firmammo l’accordo con Radio 105 con inizio delle trasmissioni per l’agosto del 2012. All’inizio siamo stati impiegati nella conduzione di 105 Week End e successivamente di 105 Night Express. Da lì di nuovo week end e ancora in notturna con il Night Express ribattezzato per l’occasione “il treno della notte”. Dopo quasi 7 anni dal nostro arrivo ci proposero di rilanciare la fascia oraria delle 13 con un format totalmente nuovo ovvero 13PM. Il cerchio si chiude a ottobre del 2024 quando ci proposero la fascia dalle 18 alle 20 e per l’occasione rispolverare proprio il nome del nostro vecchio show.
“La Carovana di 105” è oggi uno dei programmi radiofonici di punta, in onda nel drive time (18–20). Quali nuove idee o rubriche avete voluto portare in questo programma rispetto alle versioni precedenti?
In realtà alcune rubriche ce le teniamo strette e le stiamo portando con noi da parecchio tempo. Rubriche come il “Tanto per cantà” o il “gioco del dialetto” sono appuntamenti che abbiamo creato davvero tanti anni fa. Avendo due ore mentre prima solo una, abbiamo avuto modo di inventarne di nuove o di perfezionare idee che erano in cantiere da molto tempo. Abbiamo creato l’appuntamento di “Alla consolle” dove diamo la possibilità agli ascoltatori di scegliere quale musica dovrà essere suonata in diretta tra due generi musicali a confronto. Abbiamo inserito “Dentro la notizia” dove diamo alle persone da casa la possibilità di interfacciarsi con esperti di vari settori e porre loro le classiche “domande da bar”.
Abbiamo inserito nuovi giochi, come “Nome in codice” e tra poco nascerà il nuovo appuntamento de “il gioco del 10”. Poi devo essere onesto dicendo che la mia preferita è il martedì, quando arriva “Riso zero”, ovvero un insieme di cinque minuti di soli messaggi vocali inviati dagli ascoltatori, dove raccontano le barzellette che teoricamente non dovrebbero far ridere. Poi in realtà ci spacchiamo dalle risate ogni volta.
Hai avuto l’opportunità di sostituire Marco Mazzoli nello Zoo di 105 e racconti spesso aneddoti divertenti legati al tuo lavoro. Quanto pensi che il tuo approccio autentico e spontaneo con gli ascoltatori sia parte integrante del tuo successo?
Quando insegno nelle accademie dico sempre che la voce non mente mai. La radio (fino a poco fa) privava l’ascoltatore dell’organo sensoriale più importante: la vista. Si comunicava tutto solo con la voce. L’essere spontaneo, solare, amichevole, con un tono semplice e vicino a chi ascolta è sicuramente un punto di forza molto importante. Oggi con l’arrivo dei social ma soprattutto delle radio in tv, le persone da casa hanno anche la possibilità di vedere ciò che realmente accade in studio. A me, anzi in questo caso a noi, non è cambiato molto perché fondamentalmente credo che se ti diverti davvero, riesci a trasmettere il divertimento anche a chi ascolta.
Oltre alla radio sei anche telecronista sportivo e animatore di eventi come I Love Formentera. Come bilanci le tue molteplici passioni e attività professionali, e cosa ti dà più soddisfazione?
Ogni cosa è stata ed è una soddisfazione ed una emozione. È ovvio che il mio cuore è legato alla radio perché dalla radio, ho poi avuto l’opportunità di crescere professionalmente, andando ad abbracciare anche altre attività ed esperienze. Quella del telecronista sportivo è stata un’esperienza lavorativa molto lunga e che purtroppo attualmente è in pausa. Nel 2009, vista la mia maniacale passione per il wrestling, mi venne chiesto dall’allora direttore di Eurosport Stefano Benzi, se volessi condurre una fascia dedicata proprio al wrestling ed alla WWE. Da lì una volta entrato ho avuto l’opportunità di diventare telecronista di tutti gli show di intrattenimento. Ho commentato discipline tanto particolari quanto affascinanti. Il braccio di ferro, gli Strongman, gli Air race di Redbull, il calcio balilla, il paintball e non so quanti altri.
Da lì ho avuto l’onore di commentare in diretta mondiale su Discovery Channel il primo evento Skyscraper con il funambolo Nick Wallenda e di commentare la collana di DVD della gazzetta dello sport legata alle leggende del grande wrestling. Ora con il wrestling sono momentaneamente fermo a causa della perdita dei diritti tv di trasmissione da parte di Sky anche se spero davvero di poter tornare al più presto a commentare. Per quanto riguarda I Love Formentera il discorso è un po’ diverso. Facevo da anni serate nei locali e da un po’ mi balenava nel cervello l’idea di poter creare uno show itinerante. In quel momento storico nelle discoteche stavano spopolando due format reggaeton. I Love Formentera era già il nome di una serata che portava avanti il mio attuale socio già da diversi anni. Essendo stato ospite come vocalist nella sua serata e vedendo che la cosa poteva funzionare decidemmo di creare una società e di far nascere il primo format dance italiano. Un po’ per controtendenza un po’ per chi voleva ballare qualcosa di diverso dalla massa hip hop e latina, abbiamo fin da subito avuto una grossa richiesta. Lo scorso 2025 lo abbiamo concluso con 106 eventi live in locali, discoteche, piazze e spiagge.
La tua collaborazione con Martin dura da oltre 17 anni. Qual è, secondo te, il segreto del vostro rapporto professionale e creativo che riesce ancora a intrattenere e coinvolgere un pubblico così ampio?
In realtà sono 21 anni. Se penso che sia il rapporto più lungo della mia vita mi viene un po’ da sorridere. Nessuno da due avrebbe mai pensato di arrivare così lontano. 21 anni sono davvero tantissimi. Credo che fondamentalmente non ci sia una vera e propria formula matematica. Di sicuro ci è voluto molto lavoro, molta determinazione almeno tanto quanta è stata la pazienza. Abbiamo entrambi due caratteri abbastanza forti e a volte le nostre idee non sono le stesse ma alla fine riusciamo sempre a trovare la chiave per realizzare tutto al meglio. Ci siamo ripromessi fin da subito che ogni qualvolta ci arrabbiamo o abbiamo una discussione, la cosa deve finire in tempi brevi e all’interno dello studio.
Ed oggi come 21 anni fa è ancora così. Pensa che generalmente le nostre discussioni “serie” non sono mai durate più di 15 minuti. Sul coinvolgere il pubblico abbiamo sempre pensato che raccontare la verità faccia più ridere del raccontare bugie. Raccontando ciò che realmente accade nelle nostre vite riusciamo a trasmettere quel senso di verità e leggerezza che ci pone sullo stesso piano di chi ascolta. Come ti dicevo prima è una enorme famiglia che si ritrova tutti i giorni alla stessa ora, nello stesso posto con la voglia di ridere e di far divertire chi ascolta. Il pubblico è il vero protagonista. Sempre.
Paolino Dj
Intervista a Paolino Dj: La Carovana di 105
Redazione The Digital Moon
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