LA FORMULA MAGICA ESISTE PER OTTENERE LA MIGLIORE FORMA POSSIBILE
LA FORMULA MAGICA ESISTE PER OTTENERE LA MIGLIORE FORMA POSSIBILE
PREMESSA
Il nostro organismo funziona in maniera complessa: alcune funzioni sono volontarie, altre autonome. Suddividendo il sistema nervoso centrale, riconosciamo diverse funzionalità che gestiscono sia le attività organiche sia quelle muscolari dell’apparato locomotore. Conosciamo tutti le funzioni del sistema nervoso somatico, che ha lo scopo di comandare le strutture muscolari volontarie, mentre le funzioni organiche autonome vengono gestite dal sistema nervoso vegetativo (ortosimpatico e parasimpatico), che ha compiti di protezione, digestione, sopravvivenza fisiologica, produzione di ATP e regolazione delle difese immunitarie.
STIMOLAZIONE SOMATICA
La stimolazione della muscolatura striata avviene ad opera del sistema nervoso somatico tramite neuroni e motoneuroni. Essa parte da un atto volontario, che attiva diversi recettori presenti in varie aree dell’organismo. La risposta di questi recettori avviene attraverso il famoso arco riflesso, che — a seconda del tipo di stimolazione sulle aree sensoriali — restituisce un impulso da inviare ai muscoli, generando così una contrazione volontaria.
Questa può essere di tipo isotonico (concentrico o eccentrico), isometrico, pliometrico, auxotonico (ad esempio tramite elastici) oppure di tipo resistivo, con contrazioni ripetute per periodi più o meno lunghi.
STIMOLAZIONE VEGETATIVA
La stimolazione vegetativa, ovvero quella autonoma, avviene a livello ormonale in base all’omeostasi, che — come detto — si occupa dell’equilibrio fisiologico. Questa stimolazione è influenzata da sensazioni e abitudini, come l’alimentazione e l’allenamento.
Il sistema vegetativo regola respirazione, battito cardiaco, digestione e altre funzioni automatiche. Attraverso determinati tipi di respirazione è possibile influenzare l’aumento o la diminuzione della frequenza cardiaca, stimolando ormone come la serotonina, favorendo il rilassamento e l’abbassamento della pressione sanguigna.
Questo processo crea abitudini corporee costruite nel tempo: il corpo ricerca un equilibrio tra carico interno ed esterno. Grazie alla respirazione diaframmatica, ad esempio, possiamo migliorare la regolazione emotiva, controllare meglio l’euforia e ridurre il battito cardiaco.
PERCHÉ UNA PREMESSA COSÌ TECNICA
Capisco che una premessa di questo tipo possa sembrare distante da chi legge un blog cercando informazioni sull’allenamento. Tuttavia, è proprio per questo motivo che ho voluto fornire una panoramica generale sugli aspetti intrinseci ed estrinseci dell’allenamento: lo sviluppo fisico non basta e non esiste una programmazione generale valida per tutti.
Esistono linee guida, certo, ma devono essere adattate alla persona, selezionando esercizi appropriati, carichi e intensità adeguati, spesso facendo riferimento a scale di percezione dello sforzo da 1 a 8 per valutare il livello di difficoltà.
A causa della “nube di mistero” che avvolge l’esercizio fisico, molti principianti iniziano nel modo sbagliato. Sbagliare va bene, è normale, ma spesso si cerca la “formula magica” che garantisca risultati rapidi: che si tratti di arti marziali, sport da combattimento, allenamento con i pesi o altro, si finisce per cercare scorciatoie online.
La tanto citata formula magica, in realtà, esiste solo come risultato dell’esperienza dell’atleta e della profonda conoscenza che il coach o il personal trainer ha delle sue capacità. È un percorso cucito su misura, come un abito.
Per questo motivo online compaiono schede “miracolose” che, però, non hanno alcun potere universale: funzionano solo perché rappresentano la tappa di un percorso individuale.
Dall’action training (circuit training) agli allenamenti sulla forza, dal modello di allenamento concorrente ai protocolli Tabata fino allo strength & conditioning moderno: ogni metodologia è stata sviluppata e adattata nel tempo.
CONCLUSIONE
La verità è che il percorso di un atleta, di un neofita o di chiunque pratichi una disciplina sportiva, si costruisce nel tempo. L’unico vero riscontro è il feedback che l’allenamento restituisce.
Queste soluzioni rappresentano solo la punta dell’iceberg, una rifinitura per chi ha già accumulato esperienza e ha dato forma al proprio percorso. Percorso che non è mai concluso, ma che viene continuamente aggiustato per renderlo più efficace — senza che ciò valga necessariamente per tutti.
LA FORMULA MAGICA ESISTE PER OTTENERE LA MIGLIORE FORMA POSSIBILE
Daniele
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