Intervista a Sharon: Dal lockdown all’arte su misura
Intervista a Sharon: Dal lockdown all’arte su misura
Sharon, dopo il diploma al Liceo Artistico Umberto Boccioni di Milano e in un momento di grande incertezza come il post-lockdown, hai deciso di canalizzare la tua creatività nel mondo delle personalizzazioni. Com’è scoccata la scintilla per questo settore e in che modo il tuo background accademico e artistico ti ha aiutata a gettare le basi del tuo progetto?
Parto dal presupposto che sono sempre stata una grandissima fan di Anime e Manga dai tempi della scuola, e proprio per questo decisi di fare (supportata da mia madre) il liceo Artistico. Mi sono diplomata in grafica pubblicitaria, ma il mio modo di fare arte senza supporti grafici ha vinto riportandomi a usare pennelli e colori; Quando ho scoperto che questa passione poteva essere applicata al mondo del Custom mi ci sono letteralmente lanciata iniziando dalle sneakers! Ho lavorato come libera professionista per una azienda che già si occupava di custom, ma il tema Anime era ancora poco trattato.
Lì ho potuto fare davvero tanta pratica, ma quell’ambiente iniziava a starmi stretto. Ho preso una decisione drastica, proseguire da sola. Ho affinato la tecnica ed iniziato a sperimentare su diversi supporti. Prima le giacche, poi le sedie da gaming ed infine sugli interni d’auto, arrivando così alla creazione dell’Interior Tuning. Per la prima volta nella storia del Tuning è possibile personalizzare gli Interni della propria auto con grafiche interamente su misura, cosa impossibile con le tecniche tradizionali.
Il customing è una forma d’arte che trasforma oggetti comuni in pezzi unici e ricchi di significato per chi li indossa o li possiede. Quali sono state le sfide tecniche e creative più grandi che hai dovuto affrontare all’inizio di questo percorso per far conoscere e apprezzare le tue personalizzazioni?
Una bella sfida, chiamiamola così, è stato l’imparare da zero ad usare uno strumento che fino ad allora non avevo mai toccato con mano, ovvero l’ aerografo. Ammetto che all’inizio ci è voluto del tempo per imparare a gestirlo, come anche il fatto di dover dipingere su supporti che non fossero fogli o tele. Il disegno deve essere “modellato” sul supporto, ovvero progettato e studiato per far sì che si adatti perfettamente alla superficie, che sia liscia, ruvida, in pelle, e alle cuciture. In altre parole il disegno diventa design. Da qui ci si sposta sulla scelta dei colori, delle vernici specifiche per il tipo di materiali, alla ricerca dei fissativi…tutte cose che ho dovuto sperimentare, studiare e applicare.
Spesso i clienti si affidano a un customizer per dare una seconda vita a un oggetto o per esprimere la propria personalità attraverso un pezzo esclusivo. Qual è il tuo processo di ascolto e di ideazione per riuscire a tradurre le storie e i desideri delle persone in un’opera d’arte su misura?
Con i clienti c’è un bel lavoro di squadra. La prima domanda che faccio, oltre al materiale sul quale si andrà a lavorare, é sapere quale sia la loro visione d’insieme. Non è necessario avere già le idee chiare, ma anche solo un tema a cui ispirarsi. Da questo punto si va incontro all’idea proponendo varie soluzioni con delle anteprime fatte su misura al computer, partendo dalla stessa foto dell’oggetto da personalizzare così che il cliente abbia già la visione chiara di come sarà il risultato finale, aiutandolo così nella scelta di ogni minimo dettaglio per garantire il miglior risultato. Questa è la base che ci porterà all’atto pratico.
Il mercato del customing si è evoluto moltissimo negli ultimi anni, spostandosi molto anche sulle piattaforme digitali e sui social media. Come riesci a valorizzare l’artigianalità e il valore del lavoro fatto a mano attraverso gli schermi degli smartphone della tua community?
L’impegno nel valorizzare l’artigianato sui social media è costante. Video, foto, post non riescono a catturare a pieno l’intero processo creativo ed il tempo che c’è dietro. Da qui ho preso una decisione contro corrente, quella di avvicinarmi al mio pubblico con un approccio dal vivo, partecipando attivamente ad eventi e raduni, in modo da far vivere sulla pelle, l’esperienza della Customizzazione.
Guardando indietro al momento in cui cercavi la tua strada subito dopo la pandemia e pensando a dove sei arrivata oggi nel 2026, quali sono i tuoi obiettivi futuri e su quali nuovi supporti o collaborazioni ti piacerebbe sperimentare la tua arte nei prossimi mesi?
Uno è sicuramente quello di proseguire nella diffusione del verbo del Tuning, portandolo anche agli occhi dei massimi esponenti del settore, collaborando anche con grandi marchi che fanno dell’Unicitá uno dei loro punti di forza (come ad esempio il Signor Pagani. Ambisco a metter mano sugli interni di una sua auto un giorno).
Due, fondare la prima Cooperativa del Tuning dove collaborare con altri artisti delle personalizzazioni, come wrapper, carrozzieri…creare un luogo unico dove il pubblico possa trovare sfogo alla sua creatività.
Sharon Donatone|Ig: Sharon_Donatone
Intervista a Sharon: Dal lockdown all’arte su misura
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

