Intervista: Da avvocata a imprenditrice digitale
Intervista: Da avvocata a imprenditrice digitale
Qual è stata la tua principale motivazione per lasciare il lavoro nel settore legale e avventurarti nel mondo digitale?
Ho capito che non volevo più vivere la vita che la società si aspettava, anche se l’avevo sognata fin da piccola.
Si cresce e ci si scontra – o meglio, ci si incontra – con la realtà.
Lavoravo in uno studio legale, ma ogni giorno sentivo di perdere un pezzo di me.
Nel 2020, con l’assist dato dalla pandemia, ho trovato il coraggio di lasciare quella certezza e di scegliere l’incertezza più bella: investire su di me e sulla possibilità di costruire una vita libera, flessibile, allineata ai miei valori. È stata la scelta più difficile, indubbiamente, ma anche quella che mi ha aperto la strada verso tutto ciò che oggi sto realizzando.
Come hai scelto i settori in cui sei attualmente attiva, come il social media marketing e il turismo?
Non li ho scelti a tavolino, sono stati loro a scegliere me.
Il turismo rappresenta il mio amore per l’accoglienza, il bello, il creare esperienze che restano nel cuore delle persone.
Il digital marketing e il personal branding sono nati dal mio desiderio di libertà e indipendenza economica, ma anche dalla voglia di aiutare altre donne a far emergere la loro voce e a costruire un futuro diverso.
Ogni settore in cui lavoro racconta una parte di me: la creatività, l’organizzazione, la voglia di connessioni autentiche.
Cosa rappresenta per te la libertà nel contesto della tua vita personale e professionale?
La libertà non è fare tutto ciò che si vuole, ma poter scegliere.
Per me significa decidere come vivere le mie giornate, con chi lavorare, dove investire il mio tempo e le mie energie.
È svegliarmi la mattina e sapere che la mia vita è frutto delle mie scelte e non delle imposizioni altrui.
E, soprattutto, è avere la possibilità di crescere come donna e come mamma senza dover rinunciare a una parte di me.
Quali sono state le sfide più grandi che hai affrontato come imprenditrice e come mamma, e come le hai superate?
La sfida più grande è stata imparare a non sentirmi mai “abbastanza”: abbastanza presente come mamma, abbastanza forte come imprenditrice.
Ho superato questo senso di dualità accettando che il mio valore non si misura con un cronometro, ma con la qualità e la coerenza delle mie azioni.
Ho imparato a organizzarmi, a dire no a ciò che non è allineato, e a ricordarmi che anche per mio figlio è un dono crescere vedendo la sua mamma inseguire e realizzare i propri sogni.
In che modo l’esperienza nel canottaggio ha influenzato la tua filosofia di lavoro e la tua vita quotidiana?
Il canottaggio è stata la mia scuola di vita.
Mi ha insegnato disciplina, resistenza e soprattutto visione.
Quando sei in barca, remi controvento, senti la fatica bruciare nei muscoli, ma se tieni lo sguardo sulla linea d’arrivo, se ti sei preparata adeguatamente, sai che ce la farai.
Così è l’imprenditoria: non è sempre facile, ma se hai chiaro il tuo obiettivo e continui a remare con costanza, arrivi.
Per me il canottaggio è il simbolo perfetto di come affrontare il business e la vita.
Quali strumenti e strategie condividi attraverso i tuoi profili online per aiutare altre donne a raggiungere i loro obiettivi?
Condivido strumenti pratici di marketing, personal branding e gestione del tempo, ma soprattutto condivido mindset e visione.
Credo che i social siano una leva di libertà straordinaria, ma senza disciplina e senza un metodo rischiano di diventare una gabbia.
Io mostro alle donne come trasformarli in alleati: per guadagnare indipendenza, creare connessioni autentiche e raccontare il proprio valore al mondo.
In che modo il tuo ruolo di madre influisce sulle tue decisioni professionali e sulla gestione del tuo tempo?
Essere mamma di Alexander ha dato un senso nuovo a tutto.
Ogni progetto che creo ha dentro il desiderio di costruire un futuro migliore per lui.
Non cerco di “incastrare” la maternità nel lavoro, ma il contrario: costruisco il mio lavoro intorno alla vita che voglio vivere con mio figlio.
Questo mi ha insegnato a dire più no, a scegliere con attenzione e a mettere il tempo – non il denaro – come prima vera unità di misura.
Quali successi hai ottenuto con FemBoost e come hai visto cambiare le donne che hai accompagnato?
Con FemBoost ho visto donne rialzarsi, riscoprire il loro corpo, la loro energia e la loro autostima.
Non è solo un percorso di benessere fisico: è un viaggio di rinascita.
Ho visto occhi tornare a brillare, donne che avevano smesso di credere in sé stesse tornare a guardarsi allo specchio con orgoglio.
Per me, questo è il successo più grande: non solo i risultati numerici, ma il cambiamento interiore che genera nuove scelte.
Cosa desideri che le donne che seguono i tuoi progetti imparino veramente da te?
Che non devono aspettare il momento perfetto per cambiare.
La perfezione non esiste, ma esiste il coraggio di iniziare.
Vorrei che capissero che la libertà non è un sogno lontano, ma una costruzione quotidiana fatta di piccoli passi, di scelte coraggiose e di disciplina.
Vorrei che imparassero a non chiedere più il permesso a nessuno per essere sé stesse.
Qual è il tuo sogno più grande per il futuro, sia a livello personale che professionale?
Il mio sogno più grande è vivere una vita piena e libera, continuando a crescere insieme a mio figlio, mio marito e ai nostri progetti.
A livello personale sogno di vedere Alexander crescere in un mondo dove la libertà non è un privilegio, ma un diritto.
A livello professionale sogno di creare una rete sempre più grande di donne indipendenti, capaci di riscrivere le proprie regole.
Non sogno un impero, sogno un’onda: un movimento di donne che scelgono di vivere con coraggio e indipendenza.
Intervista: Da avvocata a imprenditrice digitale
Redazione The Digital Moon
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