Intervista per parlare di HPV sui social
Intervista per parlare di HPV sui social
Arrivi dal mondo dell’economia e del digital marketing: come si è evoluto il tuo percorso fino a unire strategia, contenuti e divulgazione sui social?
Il mio percorso non è stato affatto lineare. La scelta universitaria è stata piuttosto complessa, anche a causa di insicurezze personali che mi hanno accompagnata per anni, e ho cambiato direzione più volte prima di trovare la mia strada. Dopo la laurea in Economia e Gestione Aziendale, mi sono avvicinata quasi per caso al mondo del marketing e, grazie a un’esperienza professionale nell’azienda del mio compagno, ho iniziato a scoprire più da vicino anche il digitale.
Da lì è nata la volontà di specializzarmi davvero, e ho deciso di formarmi con un master nel digital marketing. È stato un processo naturale che mi ha portato a unire la parte analitica e strategica con quella creativa, fino ad approdare quasi senza forzature alla creazione di contenuti.
Nel tuo lavoro hai visto progetti ottenere grande visibilità online: secondo te cosa fa davvero la differenza tra un contenuto che passa inosservato e uno che genera conversazioni reali?
Credo che la differenza la facciano due elementi: strategia e autenticità. Il contenuto può anche essere ben fatto a livello tecnico, ma se manca un messaggio reale, sentito, difficilmente lascerà il segno.
Quando un contenuto nasce da un’esperienza personale o risponde a un bisogno concreto delle persone, riesce a creare connessioni più autentiche e significative,perché attiva un riconoscimento emotivo.
Nel mio lavoro parliamo spesso di conversioni, ma in questo contesto si tratta più di awareness: creare consapevolezza, aprire un dialogo. Non sempre un contenuto deve “vendere” qualcosa; a volte, il suo valore è proprio nell’avviare una riflessione.
Hai scelto di parlare di HPV in un tuo video, un tema ancora poco discusso soprattutto tra i giovani: cosa ti ha spinta ad affrontarlo pubblicamente?
Proprio il fatto che se ne parli troppo poco. L’HPV è qualcosa con cui convivo da sei anni, e so che moltissime ragazze spesso senza saperlo ne sono colpite.
Ho sentito il bisogno di condividere la mia esperienza non per cercare attenzione, ma per normalizzare il discorso e contribuire alla prevenzione. Viviamo in un’epoca in cui abbiamo a disposizione strumenti potentissimi per raggiungere le persone in tempi rapidi, e credo sia importante usarli anche per contenuti sociali di valore. Se possiamo aiutare anche solo una persona a informarsi o a fare un controllo, allora ne vale la pena.Parlarne è già prevenzione.
Il video sull’HPV ha avuto un forte riscontro in termini di interazioni e condivisioni: che tipo di reazioni ti hanno colpita di più?
Mi ha colpito la quantità di messaggi privati e commenti che ho ricevuto, soprattutto da ragazze ma anche da uomini. Molti mi hanno ringraziata per aver parlato apertamente di un tema ancora troppo invisibile, nonostante la sua diffusione.
Credo che il valore più grande di quel contenuto sia stato proprio far sentire meno sole alcune persone, e allo stesso tempo ricordare l’importanza della prevenzione. L’obiettivo non era spaventare, ma normalizzare, aprire uno spazio di confronto, e promuovere consapevolezza su una tematica che può essere delicata, ma non per questo deve restare taciuta.
Secondo te, oggi, che responsabilità hanno i creator quando parlano di salute e temi sensibili sui social? E che ruolo può avere la divulgazione digitale nel colmare il gap informativo su argomenti come l’HPV?
Credo che la responsabilità sia grande, ed è fondamentale distinguere tra il raccontare la propria esperienza e il dare informazioni mediche. Nel mio caso, ho voluto raccontare la mia storia proprio per incoraggiare altre ragazze a informarsi, ma ho anche sottolineato l’importanza di rivolgersi sempre a professionisti e medici.
Anche chi comunica online, pur non essendo un esperto, può contribuire a rompere il silenzio, sensibilizzare e soprattutto normalizzare certi temi. È importante ricordare che in Italia esistono strumenti gratuiti di prevenzione che spesso non vengono conosciuti o valorizzati, come lo screening periodico offerto dal Sistema Sanitario Nazionale. Parlare può davvero fare la differenza.
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Redazione The Digital Moon
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