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Intervista a “CIAO AMIS”: Chef rinasce a 60 anni

Intervista a “CIAO AMIS”: Chef rinasce a 60 anni

Entrare nell’attività di famiglia non è stato immediato: cosa ti ha fatto capire che la cucina sarebbe diventata la tua vera dimensione di vita?

Non è stato immediato ne tantomeno scontato, certo sembrava la strada più semplice da percorrere, ma bisognava imparare tutto praticamente da zero. Ho cominciato a lavoricchiare e, grazie a una grande fortuna, la memoria fotografica, riuscivo a riprodurre i piatti con facilità. Così, il giorno in cui per necessità mi sono ritrovato a gestire la cucina, ho capito che quella poteva diventare la mia strada.

La passione si è accresciuta giorno dopo giorno e dopo 40 anni sono ancora ai fuochi con rinnovato entusiasmo.


Dalla tradizione al pesce, fino alla sperimentazione: come è cambiato il tuo modo di cucinare nel corso degli anni e cosa non è mai cambiato?

Nel corso degli anni sono cambiate tante cose in cucina, prima affiancavo la mamma, grande cuoca ed esperta di cucina tradizionale milanese. Quando ho preso io le redini ho cercato di cambiare, sperimentare nuove strade anche per far fronte agli anni di crisi. In parte ci sono riuscito, trasformando la cucina tradizionale in cucina prevalentemente di pesce, strizzando l’occhio alle richieste dei clienti che apprezzavano ma non volevano il solito branzino al sale.

Non è mai cambiata l’attenzione per una materia prima di qualità, purtroppo arma a doppio taglio, ci si scontrava inevitabilmente con una ristorazione innovativa e veloce come all you can eat, sushi, fast food etc. Non giudico nessuno ma se si vuole la qualità la ristorazione è altro.


Il periodo del Covid ha segnato una svolta decisiva: quando hai capito che i social potevano diventare una nuova opportunità e non solo un passatempo?

Come tutti ho utilizzato i social per tenere o cercare i contatti con persone con la mia stessa passione per la bici e il triathlon, avevo pochi e selezionati followers. Con il covid e la prima chiusura obbligata, mi sono chiesto come fare a far fronte alle spese fisse, la risposta è stata il delivery, ma come fare pubblicità? Mi sono buttato proprio sui social pensando che la gente a casa avesse più tempo da dedicarvi.

E stato un successo che mi ha aperto gli occhi su questo nuovo modo di ”lavorare”. Il prosieguo del Covid, con aperture e chiusure, distanziamento e green pass, mi ha spinto a movimentare il lavoro: è così nato IRONCUOCO, con il saluto “CIAO AMIS” e la chiusura video “E ANCA INCOEU CICCIAROM DOMAN”.


IRONCUOCO – CIAO AMIS: cosa rappresenta per te questo progetto e cosa pensi abbia colpito di più le persone che ti seguono?

Ho iniziato non con l’ambizione di insegnare ma con il fermo intento di ricordare. Mi sono subito concentrato sulla cucina tradizionale milanese e brianzola, la cucina in cui sono nato e che mi ha fatto appassionare alla ristorazione.

Ho deciso fin da subito di usare il dialetto: pochi lo parlano ancora, ma lo riconoscono; è un modo per tornare indietro nel tempo, sia con la cucina sia con la lingua. Mancava qualche cosa di distintivo che ho trovato nei colori delle innumerevoli giacche. Per cui ricette della tradizione, dialetto e giacche colorate sommate a spontaneità credo siano state le armi vincenti.


Quanto il ciclismo, il triathlon e gli Ironman hanno influenzato il tuo approccio al lavoro e alla vita di ogni giorno?

Lo sport è sempre stato importante, anzi fondamentale nel mio percorso di vita.Gli alti e bassi ci sono per tutti, ma l’abitudine a non mollare mai, il ciclismo e gli Ironman mi hanno insegnato, sono riemerse applicate ai vari periodi difficili. “IL CUORE OLTRE L’OSTACOLO”, frase fatta ma un motto utile per chi ha sempre cercato nello sforzo fisico la realizzazione e soddisfazione.

Mi presento: sono Mirco Villa, nato nel 1964 a Milano. Vivo da tutta la vita a Gessate, dove dal 1936 esiste l’attività di famiglia che ora conduco. Dopo gli studi e il servizio militare, un po’ per comodità e un po’ per necessità, mi sono inserito prima in sala e poi in cucina, dove ho trovato la mia dimensione. Ammetto che non è stato facile, ma una passione sempre crescente mi ha fatto dimenticare il peso delle rinunce al divertimento che avevano i miei coetanei.

Sono pertanto partito da una cucina tradizionale, mi sono successivamente concentrato sul pesce. La mia passione e la mia curiosità, mi hanno sempre portato a studiare e sperimentare, specialmente negli anni di crisi economica e nel corso del tempo i tentativi di restare a galla sono stati tanti, finché il covid mi ha aperto gli occhi sull’utilizzo dei social. Pur con 1000 followers mi è bastato mettere online i menù per lavorare, poi gli apri e chiudi del periodo mi hanno fatto pensare a qualche cosa che movimentasse il lavoro, ed è così nato IRONCUOCO meglio conosciuto come CIAO AMIS.

Rtrovarsi “influencer” a 60 anni è una soddisfazione grande, è una sorta di rigenerazione fisica e mentale, quasi come iniziare una nuova vita e attività, tanto che il mio primo obbiettivo è di arrivare al 2036 per festeggiare i 100 anni di attività aperta dal mio nonno.

Ho molte passioni; la prima è lo sport. In particolare il ciclismo, praticato a buoni livelli. Ho gareggiato con Bugno, Chiappucci e Fondriest. Non mi sono mai fermato nel tempo. Ad oggi ho percorso oltre 600.000 km.

Dal 2000 sono passato al triathlon collezionando partecipazioni in varie gare, in particolare vanto la partecipazione a 33 Ironman più 80 maratone come allenamento.

Ho un grande passione per la pesca, purtroppo mi manca il tempo. Ho avuto una grande passione per la fotografia, spenta con l’avvento del digitale, ma la mia camera oscura è sempre pronta. Ammetto di aver avuto una vita piena, ora mi concentro sui social e sul mio lavoro alla ricerca di soddisfazioni, mi auguro, sempre maggiori.


Intervista a “CIAO AMIS”: Chef rinasce a 60 anni

Redazione The Digital Moon

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