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Rinascere per Vincere: da Mamma a Imprenditrice nel benessere

Rinascere per Vincere: da Mamma a Imprenditrice nel benessere

Se ti guardi oggi, con oltre 100 appuntamenti al mese, una squadra al tuo fianco e un progetto che apre una filiale a Napoli… che sensazione provi?

Se guardo me stessa oggi, vedo una donna realizzata, serena, completa. So che non mi manca niente e ringrazio Dio ogni giorno per avere ancora tutti intorno al tavolo.

Prima di tutto questo successo, hai vissuto un periodo molto difficile. Cosa ricordi di quegli anni da mamma a tempo pieno, dentro una casa che ti stava spegnendo?

È stato un periodo molto lungo, in cui mi sentivo vuota, persa, infelice, insoddisfatta… e soprattutto rassegnata. Vivevo una vita che non era la mia. Vivevo solo per i miei figli, ma non ero felice, non ero più nessuno. Ero semplicemente “la mamma di”. Le giornate erano tutte uguali, infinite. Mi svegliavo e aspettavo solo che arrivasse la sera per dormire. Tutto questo purtroppo era dovuto alla scelta peggiore della mia vita: il padre dei miei figli.

Il 23 dicembre è una data che porti nel cuore. Ce la racconti?

Il 23 dicembre 2022 per me è “la mia rinascita”. Quel giorno lui se ne è andato davvero, non come le altre volte in cui faceva finta di cercare casa e poi restava lì. Quella volta è andato via sul serio… Non mi ero mai sentita così libera, così leggera. Avevo lo stesso entusiasmo dei bambini quando vedono Babbo Natale.

Cosa ti ha fatto dire: “Basta, adesso esisto di nuovo”?

Proprio il giorno in cui se n’è andato. In quel momento ho detto: “Adesso esisto di nuovo.” Ho capito che la vita mi stava dando una seconda possibilità. E stavolta non potevo sbagliare. Questa volta non ero sola: avevo con me i miei tre bambini.

Dopo quella sera della vigilia in cui eri da sola… cosa è successo nei giorni e nei mesi successivi?

La sera dopo era la vigilia di Natale. I bambini l’hanno passata con lui, i miei parenti erano tutti insieme, ma io ho scelto di restare sola in casa. Avevo bisogno di viverla e sentirla solo mia. Ricordo quella serata come qualcosa di speciale. Nei giorni successivi ho festeggiato con amici e parenti per le festività, ma in realtà… io stavo festeggiando la mia liberazione.

Come sei passata da “non arrivo a fine mese” a diventare indipendente, solida, capace di creare impatto?

È stato tutto molto concreto: lui mi passava 600 euro al mese, con cui pagavo le bollette. Non sapevo da dove cominciare, così ho fatto la cosa più semplice e onesta che potevo: ho iniziato a fare pulizie in condomini e appartamenti del mio paese.
Non mi sono mai sentita umiliata, ero solo concentrata a farcela da sola. In quei mesi ho anche dovuto chiedere dei piccoli prestiti a qualche amica.
Avevo iniziato un corso da onicotecnica, ma richiedeva troppa esperienza, e io non avevo tempo.
Un giorno, per caso o per destino, è venuta da me una vecchia amica che stava per aprire un centro benessere nel mio paese. Mi ha proposto di lavorare con lei.
Così ho ripreso la mia vecchia passione: i massaggi. Ma anche lì, i clienti erano pochi.
Ho capito che dovevo inventarmi qualcosa… e l’ho fatto partendo dai social.

Hai avuto paura di non farcela da sola, con tre figli?

No, non ho mai avuto paura. Sono troppo determinata, e dentro di me mi sento davvero forte.
Avevo solo un grande problema nella vita, che credevo irrisolvibile: il mio ex.
Una volta risolto quello… sapevo che avrei potuto affrontare tutto.

Qual è stato il tuo primo passo concreto nel mondo del digital e dei massaggi?

Ho creato un profilo dedicato solo al lavoro, ma dovevo distinguermi.
Non volevo essere uguale agli altri. Ho seguito il mio istinto, e mi ritengo una persona molto simpatica… quindi ho iniziato ad avere un grande seguito!

Oggi aiuti le persone a partire da zero. Quanto conta, secondo te, avere una storia da raccontare?

In realtà non mi sento di “aiutare”, ma so di essere un esempio per tante.
Vedo tanti profili di massaggiatrici o centri benessere che hanno iniziato a comunicare come me.
Non mi dà fastidio, anzi: sono orgogliosa. Vuol dire che il mio modo funziona.
Io però non potrei mai imitare nessuno… perché ho bisogno di sentirmi unica.

Ti capita di rivedere te stessa nelle donne (o negli uomini) che formi?

Mi capita di rivedermi nei clienti che arrivano per “staccare” mentalmente.
Il mio lavoro non è solo tecnico: è anche spirituale.
Io ascolto il corpo, assorbo energie… ogni persona che arriva sul lettino porta con sé un pezzo di sé. E io lo sento.

Come gestisci oggi il tuo tempo tra lavoro, figli, collaboratrici e la tua crescita?

È complicato… ma tutto ruota sempre intorno ai miei figli.
L’organizzazione è tutto: lavoro la mattina, e nel pomeriggio quando loro sono con il padre o con mia madre.
Le mie collaboratrici coprono anche gli orari in cui non ci sono.
Funziona perché ognuna sa esattamente cosa fare.

Parlaci del tuo progetto più grande in arrivo e dell’apertura a Napoli: cosa rappresentano per te?

Il progetto più grande… non ne voglio parlare. Sono molto scaramantica, e ci tengo tanto.
Napoli, invece, sta per partire: ho preso accordi con una ragazza che ha un bellissimo centro estetico.
Sarò lì una o due volte a settimana.
Intanto sto conoscendo operatrici che potrebbero unirsi al mio team.
Napoli per me è importantissima: ho almeno una o due clienti al giorno che arrivano dalla Campania.

Come descriveresti il tuo stile di leadership?

Non mi sento una leader.
Mi sento una donna con tanta fame e che non si arrende mai.

Cosa diresti a una donna che oggi si sente persa, annullata, sola?

Le direi di cercare ciò che la rende felice. Di non chiedersi troppo. Di volersi bene, ogni giorno.

E ai tuoi figli, che un giorno magari ascolteranno questa intervista, cosa vorresti lasciare come esempio?

Vorrei che rincorressero la loro serenità. Che fossero sempre onesti e leali.
Che potessero guardarsi allo specchio con orgoglio tutti i giorni.
Non importa cosa faranno o chi saranno: quello che conta è che si sentano felici.

Qual è il significato di “libertà” per te, oggi?

Per me la libertà oggi è la mia vita.
È poter scegliere.
E oggi posso dire grazie solo a me stessa.

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