Intervista a Gabriele: Semplice camminata cambia la vita
Intervista a Gabriele: Semplice camminata cambia la vita
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la montagna non era più solo un luogo, ma una vera forma di terapia per te?
Sì, ed è stato un momento molto chiaro. È successo durante una ciaspolata, dopo una nevicata prematura di novembre. Era passato poco tempo dalla morte di mia moglie e dentro avevo ancora un peso enorme. A un certo punto, mentre camminavo nel silenzio ovattato della neve, mi sono reso conto che stavo ridendo. Ridendo davvero. In quell’istante ho capito che la montagna non mi stava solo facendo camminare, ma mi stava aiutando a respirare di nuovo. Non risolve i problemi, ma ti rimette in contatto con te stesso quando tutto il resto fallisce.
Dopo anni di lavoro intenso e responsabilità, cosa ti ha insegnato la montagna che il mondo del lavoro non era riuscito a darti?
La montagna mi ha insegnato il valore del tempo lento. Nel lavoro sei sempre in rincorsa, devi essere performante, efficiente, sempre presente. In montagna no. In montagna puoi fermarti, puoi ascoltare, puoi anche non fare nulla. Ti insegna che non sei definito solo da quello che produci, ma da quello che senti. È una lezione semplice, ma potentissima, che cambia il modo in cui guardi la vita quotidiana.
Perché senti così forte il bisogno di raccontare una “montagna facile”, diversa da quella eroica e performante che spesso vediamo sui social?
Perché per troppo tempo la montagna è stata raccontata come qualcosa di estremo, eroico, quasi riservato a pochi. Dislivelli, record, imprese. Ma quella narrazione allontana tantissime persone. Io voglio raccontare una montagna accessibile, fatta di sentieri semplici, boschi, panorami, rifugi e silenzi. Una montagna che non chiede di essere forti, ma solo di essere presenti. Questo lo vedo ogni volta che cammino con mia moglie: una persona che prima di conoscermi non aveva alcuna passione per la montagna e che oggi prova le stesse emozioni che provo io. Condividere con lei queste esperienze è la ciliegina sulla torta ed è qualcosa che ci lega profondamente. È anche la dimostrazione concreta che la montagna, se raccontata nel modo giusto, può avvicinare davvero chiunque.
Che tipo di persone vuoi raggiungere con il tuo profilo Instagram e cosa vorresti che provassero dopo una tua camminata raccontata?
Voglio raggiungere persone normali. Persone stanche, curiose, magari un po’ intimorite dalla montagna. Persone che sentono il bisogno di staccare, di rallentare, di ritagliarsi uno spazio per sé o da condividere con chi amano. Vorrei che, dopo aver visto o letto una mia camminata raccontata, pensassero: “forse posso farlo anch’io”. Se riesco a trasmettere serenità, possibilità e voglia di uscire di casa, allora ho fatto centro.
Se potessi parlare al Gabriele di 35 anni, ancora immerso nello stress e lontano dai sentieri, cosa gli diresti oggi?
Gli direi di fermarsi prima. Di non aspettare di essere esausto per cercare aria. Gli direi che la montagna non è una fuga, ma un ritorno. Un ritorno a se stessi. Non serve andare lontano o fare cose straordinarie: basta iniziare a camminare. Anche piano. Anche senza sapere esattamente dove si sta andando.
Intervista a Gabriele: Semplice camminata cambia la vita
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

