UN VIAGGIO OSCURO NEL ROMANZO “LE BENEVOLE”
UN VIAGGIO OSCURO NEL ROMANZO “LE BENEVOLE”
Il romanzo di Jonathan Littell “Le benevole” ha suscitato, nel momento della sua pubblicazione, un ampio dibattito; si tratta di un vero e proprio viaggio in un mondo oscuro ed inquietante, tra maschere e menzogne. Vediamo insieme perché.
Uno degli aspetti più rilevanti della pratica psicoanalitica è il rapporto con la verità. L’idea di fondo sulla quale Freud ha costruito la psicoanalisi è che la malattia sia l’effetto di un allontanamento del soggetto della propria verità inconscia.
La verità di cui parla Freud non ha a che fare con i fatti, con gli eventi, sulla falsariga della verità storica o giornalistica. Freud pone la propria attenzione sul desiderio e sul rapporto che il soggetto costruisce con esso: siamo capaci di essere alleati del nostro desiderio? Sappiamo essere responsabili della nostra storia?
“Le Benevole”
Ecco, il romanzo di Littell mette al centro proprio il rapporto del protagonista Maximilien Aue con il proprio desiderio, la propria storia e le scelte che hanno scandito la sua vita.
Oramai è giunto alla fine della propria vita, Maximilien, da anni ormai fuggito in Francia e vissuto a lungo sotto falso nome, racconta la propria esperienza di guerra sul fronte orientale, in Russia, durante la seconda guerra mondiale.
Racconta il protagonista:
“se siete nati in un paese o ognuna epoca in cui non solo nessuno viene a uccidervi la moglie o i figli, ma nessuno viene nemmeno a chiedervi di uccidere la moglie e ai figli degli altri, ringraziate Dio è andata in pace. Ma tenete sempre a mente questa considerazione: forse avete avuto più fortuna di me.”
In questo intenso romanzo, Maximilien passa più volte si presenta come chi subisce, vedendosi costretto, forzato a compiere scelte che mai avrebbe voluto; la realtà invece è quella del vero e proprio spietato carnefice, capace di una crudeltà inspiegabile.
La potenza di questo romanzo risiede proprio qui: la complessità del suo protagonista e la profondità dell’analisi psicologica che ne viene fatta ci offrono uno spaccato di un’esistenza tragica e allo stesso tempo colpevole.
Il viaggio oscuro di Littell nel romanzo “Le Benevole”
Si tratta di una storia tragica, perché il protagonista si trova parte di un gioco più grande di lui. Per non essere triturato, distrutto, annientato nel ruolo di vittima, Maximilien sceglie di diventare un carnefice.
Per non subire il male, il protagonista diventa agente del male stesso.
Leggere questo romanzo costituisce un’esperienza tanto affascinante quanto disturbante.
Accompagneremo prima, passo a passo, Maximilien nella sua scalata al potere, durante l’avanzata, veloce e profonda come nel burro, delle armate Hitleriane nelle steppe russe…
Poi lo seguiremo nel progressivo ed inevitabile crollo dell’impero nazista, fino alla disperata ricerca di una via di fuga, di una nuova identità che lo possa nascondere.
E noi?
Il romanzo di Littell “Le Benevole” ci porta in un viaggio oscuro, fino alle radici del male.
Cosa avremmo fatto noi al posto suo? Avremmo accettato di divenire vittime o avremmo scelto di passare dal lato dei carnefici, condannando noi stessi?
Cosa è meglio: essere giusti e perire o sacrificare la propria anima e sopravvivere?
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