Crescita personalePsicologia

La pittura di Bosch sotto la lente di Freud

La pittura di Bosch sotto la lente di Freud

Freud era solito dire che gli artisti e i poeti hanno anticipato gli psicoanalisti nell’esplorazione dell’inconscio e del mondo dei sogni.

Le opere di Hieronymus Bosch sono un magnifico esempio di quanto l’arte e il sogno siano più vicini di quanto possiamo immaginare.

I suoi quadri hanno catturato la curiosità di studiosi e appassionati per il loro carattere “onirico”: Bosch ha riempito le sue tavole di creature fantastiche, dissacranti e inquietanti.

Mettiamo quindi la pittura di Bosch sotto la lente di Freud!

Il trittico del “Giardino delle delizie”

Le sue opere appaiono come l’istantanea di un sogno: ne abbiamo un esempio nella sua opera più famosa, il trittico del “Giardino delle delizie” (1480-1490).

Bosch ha arricchito queste tavole con una molteplicità di mostriciattoli, frutto della sua creatività e della combinazione di simboli, animali e figure umane.

In un epoca ancora dominata dalla religione, le opere di Bosch mostrano un carattere dissacrante, lontano dal concetto di armonia e ordine del Creato.

Il sogno e l’opera

Come in un sogno, nel lavoro di Bosch vediamo scene misteriose e simboliche, capaci di suscitare una grande stupore nell’osservatore: ciascun personaggio è diverso, caratterizzato da dettagli che lo rendono unico.

Come interpretare questa opera? È forse un sogno?

Jacques Lacan, psicoanalista francese, sottolineava la necessità di non interpretare l’opera d’arte come sintomo dell’inconscio dell’artista.

Nell’arte vediamo invece il frutto degli stessi meccanismi che determinano le formazioni dell’inconscio, come i sogni e i sintomi.

Come in un sogno, nei personaggi di Bosch vediamo in opera la “condensazione”: elementi diversi si mescolano in modo originale. Il risultato finale diviene una nuova sintesi, un superamento delle sue componenti di partenza.

Animali, simboli e figure umane si contaminano, si integrano, in una sublimazione di grande eleganza.

Sigmund Freud e i sogni

Nella sua opera “L’interpretazione dei sogni” (1900), Freud esplora con un’attenta analisi i meccanismi psichici dei sogni.

In particolare, Freud individua il processo di elaborazione del materiale onirico: il sogno ricordato alla veglia è chiamato “materiale onirico manifesto” e sarebbe il risultato dei meccanismi di “spostamento” e “condensazione” subiti da elementi “latenti”.

Il sogno sarebbe quindi il frutto del tentativo di preservare il sonno, offrendo, una forma allucinatoria di appagamento dei desideri e delle pulsioni inconsce che spingerebbero al risveglio.

L’analisi dei sogni

Questi contenuti inconsci, inaccessibili perché inaccettabili (e quindi rimossi), non sarebbero direttamente deducibili dal contenuto del sogno.

Per farli emergere è necessario il ricorso all’associazione libera e all’interpretazione da parte dell’analista delle associazioni del paziente.

Queste associazioni mostrano l’incidenza di complessi inconsci, conflitti e desideri sull’azione cosciente del soggetto.

La lente di Freud sulla pittura di Bosch (e non solo…)

Come abbiamo visto, la psicoanalisi può essere un utile strumento interpretativo delle opere d’arte.

Le scoperte di Freud ci permettono di osservare cosa si muove “dietro le quinte” della creazione artistica.

Per questo, da decenni gli psicoanalisti utilizzano i loro strumenti per cogliere il legame tra arte ed inconscio.

La pittura di Bosch è un campo di applicazione d’elezione della lente della psicoanalisi di Freud.

Per approfondire:

-Sigmund Freud: “il poeta e la fantasia”;

-Sigmund Freud: “psicoanalisi dell’arte e della letteratura”.

La pittura di Bosch sotto la lente di Freud

Gianfranco Ricci

Social The Digital Moon | Leggi altri articoli qui

https://www.instagram.com/thedigitalmoon

La pittura di Bosch sotto la lente di Freud