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Intervista a Christian Silva Ramos: Atleta IFBB e Bodybuilder

Intervista a Christian Silva Ramos: Atleta IFBB e Bodybuilder

Puoi raccontarci il tuo percorso: come e quando hai deciso di intraprendere la carriera da atleta IFBB?

Il mio percorso nel mondo della bodybuilding è iniziato per via di un infortunio durante un allenamento di boxe, dovuto alla mancanza di muscolatura alla spalla. Fin da giovane ero affascinato dal potenziale del corpo umano e rimasi altrettanto affascinato da come l’allenamento in sala pesi potesse trasformarlo. Ho iniziato ad allenarmi seriamente in palestra dopo il mio terzo anno consecutivo di pratica, con il tempo ho sviluppato una disciplina sempre più forte e una grande curiosità per l’aspetto tecnico e nutrizionale di una preparazione da bodybuilder.

La decisione di intraprendere la carriera da atleta IFBB nacque dopo aver parlato con Francesco Lacetera (il mio coach attuale), che contattai per chiederli se mi avrebbe potuto preparare per una gara. Lui guardando la mia condizione fisica mi disse testuali parole: “Tu in 6 mesi farai il tuo primo debutto in Pro League”. E così è stato! La passione è maturata dopo diversi mesi di allenamento costante e risultati concreti. Ho cominciato a partecipare a competizioni internazionali nell’arco di 1 anno, spinto dalla voglia di mettermi alla prova.

Dopo le prime esperienze positive, ho capito che volevo fare sul serio, diventare un atleta IFBB era il mio obiettivo. È stata una scelta dettata dalla passione, dalla voglia di superare i miei limiti e dalla determinazione a crescere, non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Ogni gara, ogni preparazione, è stata ed è tuttora un tassello importante di questo percorso.

Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato durante la preparazione per una gara?

La sfida più grande è stata sicuramente gestire la fatica mentale e fisica nelle ultime settimane prima della gara. Quando si è in piena fase di definizione, con allenamenti intensi, dieta rigida e livelli di energia molto bassi, anche le azioni più semplici diventano complicate. È in quei momenti che la testa fa la differenza.

Ricordo una preparazione in particolare in cui, oltre alla fatica fisica, ho dovuto affrontare anche imprevisti personali che avrebbero potuto facilmente farmi mollare. Ma ho scelto di restare concentrato sull’obiettivo, ricordando il perché avevo iniziato. È stato difficile, ma superare quella fase mi ha insegnato tanto sulla mia forza mentale e sulla capacità di non arrendermi.

Come gestisci mentalmente lo stress e la pressione pre-gara?

Gestire lo stress e la pressione pre-gara è una parte fondamentale della preparazione. Mi affido molto alla routine, seguire ogni passaggio, dal posing ai pasti, all’allenamento e al riposo. Personalmente, ho imparato con l’esperienza a trasformare l’ansia in concentrazione.

Nei giorni prima della gara cerco di isolarmi da tutto ciò che può distrarmi o farmi perdere il focus. Visualizzo il momento in cui salgo sul palco, non con paura, ma con consapevolezza del lavoro fatto. Mi dà stabilità mentale. So che ho dato tutto nella preparazione, e questo mi dà tranquillità. La cosa più importante è fidarsi del processo e ricordare che la gara è la conferma di tutto il percorso fatto.

Quali aspetti del bodybuilding (allenamento, nutrizione, recupero) ritieni siano più sottovalutati?

Nel mondo del bodybuilding, credo che l’aspetto più sottovalutato sia il recupero. Molti atleti, soprattutto agli inizi, sono portati a pensare che più si allenano, più risultati otterranno. In realtà, è durante il recupero che il corpo cresce e si rigenera. Dormire bene, gestire lo stress e programmare i giusti giorni di riposo sono fondamentali tanto quanto una scheda di allenamento o un piano alimentare.

Un altro aspetto spesso sottovalutato è la costanza nella nutrizione, non solo in fase di preparazione, ma anche nell’off-season. Mangiare pulito e in modo strategico per mesi, senza lasciarsi andare a eccessi o a improvvisazioni, richiede disciplina e mentalità.
Infine, anche il posing viene spesso trascurato, è l’unico momento in cui puoi mostrare tutto il lavoro fatto, e arrivare sul palco senza averlo allenato con la stessa intensità dell’allenamento fisico è un errore che si paga caro.

Hai una routine quotidiana fissa? Se sì, ci puoi descrivere una giornata tipo?

La mia routine quotidiana è abbastanza fissa a dipendenza della fase in qui mi trovo, soprattutto in fase di preparazione. Una buona organizzazione è tutto in questo sport, e durante la giornata mi aiuta a rimanere focalizzato e ad ottimizzare la mia performance.
La mia giornata tipo inizia in mattinata, dopo un po’ di mobilità e stretching leggero, faccio il cardio a digiuno, che può variare in base alla fase in cui mi trovo.

Subito dopo, seguendo le indicazioni del Coach, preparo e consumo la colazione e in seguito peso e preparo i pasti per tutta la giornata, che consumerò ogni 2 ore circa. L’allenamento lo svolgo nel primo pomeriggio, seguito dal pasto post-workout, importantissimo per il recupero. Dopodiché la cena cerco di consumarla almeno 1 ora prima di andare a dormire, per darmi il tempo di digerire.

Cerco anche di ritagliarmi del tempo per il posing, soprattutto quando si avvicina una gara, almeno 20 minuti al giorno. La sera punto a rilassarmi e a staccare un po’ la testa, ma anche il sonno è una priorità, cerco di andare a letto ad un’orario che mi permetta di dormire almeno 7-8 ore.
Insomma, ogni giornata è costruita attorno agli obiettivi. La routine non è una prigione, ma un alleato, è ciò che trasforma l’impegno quotidiano in risultati.

Come è cambiata la tua alimentazione da quando hai iniziato rispetto ad oggi?

La mia alimentazione è cambiata moltissimo da quando ho iniziato il mio percorso nel bodybuilding. All’inizio pensavo che bastava mangiare tanto per crescere. Non tenevo conto delle quantità e dei macronutrienti, era tutto molto istintivo e spesso non bilanciato. Quando ho iniziato ad affidarmi al mio Coach ho capito che la nutrizione, sia di massa, definizione o mantenimento richiede un approccio diverso.

Oggi la mia alimentazione è molto più precisa e calibrata in base agli allenamenti e alla preparazione delle gare. Inoltre, ho imparato ad ascoltare il mio corpo, a capire quando ha bisogno di un refeed o quando invece è il momento di stringere.

Qual è stato il consiglio più utile (o il più curioso) che hai ricevuto da un coach o da un collega atleta?

Un atleta una volta mi disse ‘Impara a goderti il processo, non solo il risultato.”
Mi fece riflettere su quanto fosse importante vivere ogni fase, dalla dieta, agli allenamenti, fino ai momenti di difficoltà.

Da quel momento ho iniziato a cambiare mentalità, invece di vedere la preparazione come un sacrificio, ho imparato a considerarla una sfida quotidiana che mi stava formando, non solo come atleta ma anche come persona. È un consiglio che mi ha aiutato non solo a migliorare come atleta, ma anche a mantenere l’equilibrio mentale durante i momenti più duri della preparazione.

Qual è il tuo obiettivo per la prossima competizione o per la stagione a venire?

Il mio obiettivo per la prossima competizione è salire sul palco con una versione migliore di me stesso, sotto ogni aspetto, più qualità e volume muscolare, una condizione ancora più definita. Sto lavorando molto sui dettagli che fanno la differenza. Ormai il livello è altissimo e ogni minimo aspetto conta.
A livello stagionale punto al primo posto nella mia categoria, che mi avvicini sempre di più alla possibilità di ottenere la Pro Card. Non è solo un obiettivo sportivo, ma anche un riconoscimento del lavoro, dei sacrifici e della dedizione che metto ogni giorno in questo sport, oltre che un trampolino di lancio per una carriera da atleta professionista.

Come bilanci vita personale, lavoro e preparazione atletica?

Bilanciare la vita personale con questo stile di vita è una sfida oltre che una scelta che ti fa stare bene con te stesso. Le uscite, la socialità, i momenti liberi devono spesso adattarsi alla dieta, agli allenamenti, ai ritmi della preparazione. Serve tanta disciplina, ma anche comprensione da parte delle persone che mi stanno vicino. Cerco di trovare un equilibrio, rispetto la mia routine, ma senza chiudermi completamente del tutto. Credo che stare bene mentalmente sia fondamentale quanto essere in forma fisicamente, quindi ogni tanto staccare, anche solo un po’, è parte del processo.

Hai qualche rituale o abitudine speciale prima di salire sul palco?

Sì, un piccolo rituale che mi impone il mio Coach è quello di sdraiarmi in backstage con le gambe alzate e rilassarmi completamente, mi aiutano a entrare nel giusto stato mentale prima di salire sul palco. Infine, poco prima di entrare, ripeto una frase nella mia testa “Mostra chi sei”. Mi dà forza e mi ricorda che è il momento in cui posso esprimere tutto quello che ho costruito con fatica, giorno dopo giorno.

In cosa ti senti cambiato (o migliorato) come persona da quando fai bodybuilding a livello professionale?

Da quando pratico bodybuilding, sono cambiato moltissimo, non solo fisicamente ma soprattutto a livello mentale e personale. Questo sport mi ha insegnato il valore della disciplina quotidiana, della costanza anche nei giorni in cui manca la motivazione, e della resilienza di fronte alle difficoltà.

Mi sento una persona molto più determinata, organizzata e consapevole. Il bodybuilding mi ha spinto a conoscermi meglio, ho imparato ad ascoltare il mio corpo, a gestire meglio le mie emozioni, a rimanere lucido sotto pressione e a non mollare quando tutto sembra andare male.
Un altro grande cambiamento è stato il modo in cui affronto gli obiettivi. Oggi ho un approccio molto più strategico. So che i risultati veri richiedono tempo, sacrificio e soprattutto coerenza. E questa mentalità si riflette anche fuori dalla palestra, nel mio modo di vivere e relazionarmi con le persone. In sintesi, il bodybuilding mi ha reso una versione più forte, più centrata e più matura di me stesso.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere a chi segue i tuoi contenuti e sogna di diventare un atleta IFBB?

Il messaggio che voglio trasmettere a chi mi segue e che sogna di diventare un atleta IFBB è molto semplice ”Credici davvero, ma preparati a lavorare duro, ogni singolo giorno.” Questo sport non premia chi lo fa a metà, ma chi è disposto a fare sacrifici reali, a restare costante anche quando mancano le forze, e a credere nel proprio percorso anche quando i risultati sembrano lontani.

Voglio far capire che dietro ogni fisico sul palco ci sono mesi, a volte anni di fatica silenziosa, di rinunce, ma anche di soddisfazioni immense. Se hai un sogno, non lasciarlo in standby ma inizia, impara, sbaglia e migliora. Non serve essere perfetti da subito, ma serve essere determinati fino alla fine.
Il palco IFBB non è solo una competizione, è una dimostrazione di carattere, costanza e passione. E se io ce l’ho fatta, con tutti gli alti e bassi del mio percorso, chiunque sia disposto a mettersi in gioco può farcela. Basta iniziare e non smettere mai di crescere.

Intervista a Christian Silva Ramos: Atleta IFBB e Bodybuilder
Redazione The Digital Moon

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