La consapevolezza nelle relazioni moderne
La consapevolezza nelle relazioni moderne
Quando impariamo a scegliere
Quando impariamo a scegliere ciò che ci fa bene, invece di inseguire ciò che ci manca? Le relazioni sono cambiate, sono cambiate le modalità con cui ci incontriamo, ci conosciamo, ci cerchiamo e persino quelle con cui ci lasciamo.
Viviamo in un’epoca nella quale possiamo raggiungere una persona in pochi secondi, sapere se ha letto un messaggio, vedere quando è online, osservare ciò che pubblica e, allo stesso tempo, sentirci incredibilmente lontani da lei.
Forse è proprio questo uno dei grandi paradossi delle relazioni moderne: abbiamo più possibilità di connessione, ma non necessariamente più capaci di creare connessioni profonde. Qual’è l’ultima volte che hai dato valore reale e profondo a un singolo Buongiorno di una persona?
Non tutto ciò che ci attrae ci fa bene
La consapevolezza di una relazione reale comincia quando smettiamo di chiederci soltanto: “Mi piace questa persona?” e iniziamo a domandarci : “Come sto quando sono con questa persona?” Due domande, due significati diversi. Possiamo essere attratti da qualcuno e contemporaneamente sentirci confusi, insicuri, sempre in attesa di una risposta o costretti continuamente a dimostrare il nostro valore. Pensi che sia giusto?
Una relazione sana non ci costringe a vivere nell’interpretazione continua dei comportamenti dell’altro. Non dovremmo dover analizzare ogni messaggio, ogni silenzio, ogni visualizzazione, ogni cambiamento di tono per capire quanto valiamo per qualcuno. La consapevolezza significa imparare ad ascoltare anche ciò che accade dentro di noi.
L’epoca delle relazioni “a metà”
Oggi esistono rapporti che sembrano iniziare senza mai diventare realmente qualcosa, ci si cerca, ci si allontana, ci si riavvicina, si condividono emozioni e intimità, ma senza assumersi necessariamente la responsabilità di costruire una vera relazione. Sono chiamate relazioni sterili, prive di anima! Ne vale la pena viverle così?
E quando arriva l’incertezza, spesso la comunicazione viene sostituita dal silenzio, il fenomeno del ghosting, per esempio è diventato una delle manifestazioni più evidenti di questa difficoltà nel gestire il rifiuto e il confronto. Anche la ricerca contemporanea ssulle app di incontri analizza proprio il modo in cui le persone cercano di interpretare segnali digitali, rifiuti e comportamenti ambigui. Come si dice? ormai pochi sono rimasti con carattere e fermezza, si è alla continua ricerca solo di un contatto intimo usa e getta, pochezza che lascia senza nulla come arricchimento. Raro è ilo valore anche solo di uno scambio interpersonale.
Le giuste domande
Iniziamo con il porci delle domande: una domanda che dovremmo porci non è soltanto:
“Perchè questa persona si comporta così?” forse dovremmo chiederci: “Perché continuo a rimanere in una situazione che mi fa stare male?”
Bisogna imparare i propri confini, la consapevolezza non significa diventare diffidenti, significa conoscere i propri limiti, significa sapere cosa siamo disposti ad accettare e cosa invece non vogliamo più normalizzare. Significa comprendere che chiedere rispetto non significa essere esigenti e che desiderare chiarezza non significa essere bisognosi. A volte la crescita personale non consiste nel trovare la persona giusta, consiste nel diventare la persona che non accetta più ciò che la ferisce soltanto per paura di rimanere da sola.
La relazione più importante
Prima ancora di imparare a costruire una relazione con qualcun altro, dovremmo imparare a costruire quella con noi stessi. Quando conosciamo il nostro valore, smettiamo di cercare conferme continue, quando impariamo ad amarci, non abbiamo più bisogno di convincere qualcuno a restare. E quando diventiamo consapevoli, comprendiamo che perdere una persona non significa necessariamente perdere qualcosa, a volte significa semplicemente ritrovare noi stessi.
Spunto e riflessione
Forse dovremmo smettere di chiederci perché alcune persone non ci scelgono e iniziare a domandarci se, ogni giorno, siamo noi per primi a scegliere noi stessi.A volte trascorriamo troppo tempo cercando una risposta nei comportamenti degli altri, “Perchè non mi cerca? Perchè non mi da abbastanza attenzioni? Perchè non riesce a vedere il mio valore? Perchè sceglie qualcun altro?”. E mentre cerchiamo spiegazioni, rischiamo di dimenticare la domanda più importante: “io, invece, mi sto scegliendo?”
Ci scegliamo quando smettiamo di accettare rapporti che ci fanno sentire continuamente inadeguati, ci scegliamo quando impariamo a dire di “no” senza sentirci in colpa, ci scegliamo quando smettiamo di rincorrere chi ci offre presenza soltanto quando gli fa comodo, ci scegliamo quando comprendiamo che il nostro valore non aumenta quando qualcuno ci ama e non diminuisce quando qualcuno decide di andarsene.
Scegliere noi stessi non significa diventare egoisti, chiudere le porte agli altri o pretendere di essere sempre al centro dell’attenzione! Significa semplicemente non abbandonarci per paura di essere abbandonati. Una delle forme più profonde di amore verso noi stessi è proprio questa: “non tradire ciò che sentiamo pur di essere scelti da qualcun altro”.
La consapevolezza nelle relazioni moderne
La vera consapevolezza arriva quando smetti di inseguire chi ti fa dubitare del tuo valore e inizi a scegliere ciò che ti fa sentire in pace con te stesso”:
La consapevolezza nelle relazioni moderne
Shelly
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