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Intervista a Gabriele Biagioni: La forza di non arrendersi

Intervista a Gabriele Biagioni: La forza di non arrendersi

TDM: La tua è una storia segnata da grandi passioni e da ostacoli improvvisi: un talento per il calcio che ti ha portato a ricevere attenzioni da categorie importanti e la chiamata da Milano da parte dell’Inter nel 2007. Da dove nasceva il tuo amore per il pallone e qual è stato il momento esatto in cui hai dovuto trovare il coraggio di dire di no a quelle occasioni a causa delle conseguenze del grave incidente stradale del dicembre 2006?

Praticamente ho avuto uno sdoppiamento dell’immagine e l’occhio torto — sono sempre stato un poco strabico e dipende anche dalla stanchezza —, mi ci sono ritrovato subito e all’inizio non riuscivano a trovare una soluzione.

TDM: Nel mondo dello sport e della vita, grandi atleti e figure di rivalsa — pensiamo a chi ha dovuto riorganizzare la propria carriera e la propria esistenza a causa di infortuni o problemi di salute, dimostrando una resilienza fuori dal comune — insegnano che il valore di una persona si vede da come si rialza dopo una caduta. Guardando al lungo percorso di cure, alle difficoltà all’occhio destro e all’intervento decisivo del novembre 2020, quanto senti forte dentro di te questo spirito di rivalsa?

Tanta. È stata dura, a volte c’era il vuoto e a volte ero giù, ma poi sono riuscito a ritrovare me stesso.

TDM: Anche quando le condizioni fisiche ti impedivano di scendere in campo a pieno regime, hai comunque voluto dare il tuo contributo in Prima Categoria e negli Amatori, gestendo con maturità i tuoi limiti e mettendo sempre la squadra al primo posto. Che cosa ti ha insegnato lo spogliatoio e in che modo la disciplina del campo ti è servita per affrontare i momenti più complessi della tua vita personale?

Lo spogliatoio mi ha insegnato tanto, ma già prima mi era arrivata la Serie D: sapendo che prima o poi mi avrebbero chiamato mi tenevo sempre allenato, ho sempre giocato fin da piccolissimo. A darmi il “la” fu un dirigente della Juventus; poi dissi di no alla Serie D, mi avrebbero aiutato, ma nessuno sapeva che nel frattempo mi stava chiamando l’Inter da Milano.

TDM: Dopo aver lasciato il mondo del calcio, hai deciso di canalizzare le tue energie verso il mondo dei progetti personali e del business. Anche se a un certo punto hai dovuto fermarti e mettere tutto in pausa, oggi sei ripartito con determinazione per riprenderti ciò che avevi lasciato a metà. Come si affronta il momento in cui si decide di ricominciare da capo e da dove trai la spinta quotidiana per questo nuovo inizio?

Sono forte, duro e trovo tempo per tutto. Bisogna dedicarci il giusto tempo come in ogni lavoro, specialmente da libero professionista.

TDM: Oggi sei affiancato da persone che ti aiutano a raggiungere i tuoi obiettivi e hai la piena consapevolezza che “ce la puoi fare”. Quali sono i traguardi principali che vuoi conquistar nel tuo futuro professionale e qual è il messaggio di speranza che senti di dare a chi sta lottando per superare un momento di difficoltà?

Un traguardo migliore, come tutti sperano di arrivarci prima o poi. Bisogna crederci come se si partisse da zero per arrivare al 100%, ma ci vuole semplicemente un po’ di impegno per portarlo a termine, esattamente come in ogni lavoro.

Gabriele Biagioni


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Redazione The Digital Moon

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