Intervista a Giuseppe Riccio: Il Giardino delle Emozioni
Intervista a Giuseppe Riccio: Il Giardino delle Emozioni
TDM: Ciao Giuseppe! La tua duplice natura di pianista e business analyst dimostra come la struttura analitica possa sposarsi con la sensibilità artistica. Nel tuo lavoro di “estrazione” dei 40-60 secondi di massimo apice emotivo da brani complessi, c’è un grande compositore del passato — come Frédéric Chopin o Ludovico Einaudi nei tempi moderni — o un celebre pianista contemporaneo (magari un’icona come Stefano Bollani o Lang Lang) a cui ti ispiri per la capacità di rendere la musica accessibile e d’impatto al grande pubblico?
sicuramente compositori come Einaudi hanno contribuito a rendere il pianoforte uno strumento in grado di uscire dal teatro per arrivare in luoghi molto più ampi (stadi, palazzetti) dove si possono accogliere un numero molto maggiore di spettatori.
Questa è stata una grande novità nel panorama concertistico. Il concetto di accessibilità è anche legato alla bellezza che risiede nelle note, ad esempio, di Chopin. Sono passati 150 anni ma la sua musica continua ad essere un pilastro anche tra i non addetti ai lavori (musicisti professionisti e studenti). Note con una bellezza senza tempo, in grado di cogliere le emozioni più profonde in chiunque si vada ad approcciare al loro ascolto.
TDM: Pubblicare i tuoi reels nella fascia serale tra le 21:00 e le 22:30 trasforma i social in un vero e proprio rituale di decompressione prima del riposo. Pensando alla cucina della tua terra, la Puglia, se dovessi paragonare la tua proposta musicale a un piatto o a un ingrediente pugliese capace di donare “quiete e conforto” a fine giornata, quale sceglieresti?
Questa domanda mi coglie felicemente impreparato. Però se dovessi paragonare la mia proposta musicale ad un piatto penserei a qualcosa di “semplice” e raffinato. Ingredienti semplici, della terra o del mare, fusi in maniera eccellente da mani esperte. In fondo, la musica che racconto attraverso i social ha proprio questa caratteristica. Semplice, d’impatto, manipolata da mani esperte, in grado di suscitare in pochi secondi e con poche note un’emozione istantanea senza perdere la sua raffinatezza, semplicità ed infinita bellezza.
TDM: Puntare sulle emozioni umane come la dedizione e la passione attraverso frasi brevi ma intense permette di avvicinare anche chi non ha basi di musica classica. Come selezioni il tema emotivo da associare a ciascun brano e quanto conta per te l’empatia che si crea con la tua community in quel momento della serata?
Il testo emotivo è solitamente una frase di pochissime parole che cercano di racchiudere un significato più profondo. L’idea è quella di dare la possibilità ad ogni ascoltatore di leggere, soffermarsi e scendere in autonomia nei significati più profondi. Il tema può essere di natura didattica, può contenere dei parallelismi tra musica, passione e dedizione.
Solitamente, nei brani di natura tecnica dove oltre all’interpretazione stilistica si richiede anche impegno e grande tecnica ci si sofferma sul tema dell’importanza dello studio e del perseverare nello stesso. Viceversa dinanzi a composizioni che rappresentano pura passione ci si sofferma sul suo lato “emozionale” richiamando queste sensazioni anche nella breve frase esposta.
TDM: Traghettare la grande musica classica sui social richiede una profonda conoscenza dei tempi e dei linguaggi digitali. Qual è stata la risposta più inaspettata o il messaggio più toccante che hai ricevuto da un utente che grazie al tuo profilo si è avvicinato per la prima volta a un’opera pianistica?
Quando ho iniziato questo progetto, l’idea era di arrivare ad un numero di persone molto elevato. Di far conoscere e di entrare nelle emozioni di molti, lavorando molto sulla viralità dei contenuti. Vedendo i tanti messaggi che mi arrivano in privato o sotto i reels posso dire di esserci riuscito. È un profilo che non conosce ancora (e fortunatamente) la parola “haters”.
Alcuni messaggi sono di una grande bellezza, c’è chi racconta le emozioni provate durante l’ascolto, chi racconta il percorso di studi dei propri figli, chi chiede informazioni tecniche su quanto suonato, c’è, infine, anche chi lascia un ricordo vissuto di una persona cara che non c’è più. Vedere tanta gente condividere una propria emozione e manifestarla mi rende felice, perché vuol dire che questo angolo social semina e produce bellezza.
TDM: Il tuo profilo definisce chiaramente la visione che porterai sul palco nel 2027 con il tour “Il Giardino delle Emozioni”. Quali sono i prossimi passi per la preparazione di questo progetto dal vivo e come pensi di trasferire l’atmosfera intima e quotidiana dei tuoi reels su un vero palcoscenico?
Il progetto che stiamo preparando riproporrà un ascolto intimo, in luoghi dove questo può essere valorizzato. Rispetteremo anche le tempistiche, non sarà un concerto volto all’applauso finale con una assoluta concentrazione verso le capacità tecniche e stilistiche del pianista. Sarà il pianista che cercherà di essere umile servitore delle emozioni che le persone, nel proprio io, porteranno in sala.
Cercheremo di coltivarle in un viaggio senza tempo e senza etichette ovvero percorreremo la bellezza, indipendentemente che si tratti di musica classica oppure di musica dei nostri giorni. Non rispetteremo le tradizioni ma le emozioni. Ecco perché il tour prenderà come titolo “Il Giardino delle Emozioni”.
Giuseppe Riccio
Intervista a Giuseppe Riccio: Il Giardino delle Emozioni
Redazione The Digital Moon
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