Intervista Jury: Equilibrista tra Passioni e Responsabilità
Intervista Juri: Equilibrista tra Passioni e Responsabilità
Hai parlato di “pasturare” creativamente, come un pescatore: qual è stato l’esperimento creativo più riuscito che è nato così, senza pretese?
Non posso non citare i video sull’inflazione, che più che un esperimento sono nati per caso. Avevo un giorno libero senza video programmati e, per non lasciare vuota la giornata, ho realizzato un video sull’aumento del costo della focaccia. Una volta potevi chiedere un euro e ne avevi un bel pezzo. Oggi, con un euro, forse ti danno un pezzo grande quanto una moneta.
Un video realizzato in dieci minuti, che giocava sul doppio senso: “1 euro di focaccia” = “1 euro fatto di focaccia”. In realtà, il pubblico si è concentrato sul tema dell’inflazione e questo ha generato il mio primo video da oltre un milione di visualizzazioni, oltre a diventare il contenuto che mi ha fatto conoscere sui social.
Hai detto che la scrittura è il tuo sogno di sempre: ti capita ancora di scrivere narrativa o stai attraversando una “fase video”?
Sono decisamente in una fase video. Scrivere richiede davvero molto tempo e dedizione, e complice l’età che avanza e il lavoro imprescindibile, il tempo libero è poco. Coltivo comunque la passione per la scrittura fondendola con quella per i videogiochi, visto che scrivo notizie e recensioni per siti dedicati al mondo videoludico.
Da appassionato di Stephen King, c’è un genere o un’atmosfera che ami evocare anche nei tuoi contenuti?
No, le due cose sono completamente slegate. Se c’è un elemento in comune tra ciò che mi ha “insegnato” Stephen King e ciò che porto nei miei romanzi o video, è l’attenzione ai particolari. Sono proprio i dettagli — un tono di voce, un tic, una parola fuori dal comune — a rendere un personaggio davvero unico e riconoscibile.
Ti sei definito un “equilibrista” tra passioni e responsabilità: cosa fai quando senti che l’equilibrio vacilla?
Sarà la fortuna o forse la mia tenacia, ma finora non ho vissuto veri momenti di cedimento. Certo, le delusioni sul piano creativo sono state cocenti a volte, ma dall’altra parte c’era la famiglia a sostenermi. Se l’equilibrio vacilla, è sempre tra lavoro o creatività e famiglia — e quest’ultima, alla fine, mi riporta sempre su.
Hai parlato di “creatività come condanna”: ti è mai successo di dover mettere in pausa questo impulso per cause di forza maggiore? Come ti sei sentito?
La scrittura è un chiaro esempio. Ho tre romanzi inediti nel cassetto e so che probabilmente non li pubblicherò mai, né li proporrò a concorsi o case editrici. Però quando li ho scritti, non potevo farne a meno. Erano ciò che dovevo e volevo fare in quel momento. Per questo motivo, non considero mai quel tempo come tempo perso.
Certo, se un giorno potessero essere letti sarebbe bellissimo. Ma li considero comunque già “ammortizzati”.
Come ti relazioni con i commenti negativi o con le critiche sui social? Ti colpiscono o hai sviluppato un tuo filtro emotivo?
I commenti negativi e violenti mi fanno sorridere, perché capisco che derivano spesso da un disagio di chi li scrive. In quei casi cerco di ragionare con l’autore e, a volte, mi è capitato di ricevere delle scuse.
I commenti faziosi, invece — quelli che mi attaccano sui principi, ad esempio accusandomi di copiare contenuti quando accade l’esatto contrario — mi infastidiscono. In quei casi reagisco con una video risposta un po’ più pungente.
Se potessi scegliere un solo contenuto da far vedere a qualcuno che non ti conosce, quale sceglieresti e perché?
Anche se in termini di visualizzazioni ha fatto pena — è uscito quando avevo circa 150 follower — continuo a considerare “Il wedding planner dei Promessi Sposi” uno dei miei video migliori. C’è ironia, recitazione, cultura, doppi sensi, riferimenti al mondo attuale (come la monaca di Monza su OnlyNuns).
È la mia idea di video, senza bisogno dell’inflazione.
Quanto ti influenza l’attualità o il contesto sociale nella creazione dei tuoi contenuti? Parti da te o dal mondo?
All’inizio, quando avevo pochi follower, facevo solo quello che mi veniva in mente, legato alla mia vita lavorativa o affettiva. Ora che i numeri sono cresciuti, sento l’esigenza di restare sul pezzo. Spesso la mattina leggo le ultime notizie per vedere se può emergere qualcosa di buono da trasformare in contenuto prima di mezzogiorno.
Hai detto che tua figlia è la tua “manager”: quanto conta per te la condivisione familiare in questo percorso creativo?
È fondamentale. Ma non perché voglia coinvolgere mia moglie e i miei figli nella mia avventura personale. Al contrario, non voglio dare l’idea che dedico troppo tempo ai social (anche perché non è così). La condivisione rende tutto un gioco da fare insieme.
C’è un sogno che hai lasciato nel cassetto per “responsabilità adulta” e che ti piacerebbe ancora realizzare?
Sinceramente no. Ho sempre sognato e continuo a sognare. Sono abbastanza audace — o folle — da non lasciare nulla di intentato.
Certo, se avessi un’altra vita, probabilmente mi iscriverei all’accademia di fumetto, un’idea scartata da adolescente perché la vedevo poco orientata al “lavoro vero”. Oppure farei una scuola di recitazione fatta come si deve. Ma la vita è solo questa, e cerco di spremerla al massimo.
Intervista Jury: Equilibrista tra Passioni e Responsabilità
Redazione The Digital Moon
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