Intervista ad Aurora Baíli: La voce dell’Anima
Intervista ad Aurora Baíli: La voce dell’Anima
Le tue influenze musicali, da Al Jarreau a Sade Adu, hanno plasmato profondamente il tuo stile. Qual è l’artista che ti ha insegnato di più sull’emozione e sulla verità nella musica, e come la applichi oggi nelle tue performance?
Sicuramente una delle influenze musicali più forti che ho avuto fin da piccolissima è stata Whitney Houston, insieme a Mariah Carey e a tutto il mondo del Black Soul e dell’R&B. Potrei fare una lista lunghissima, ma quelle voci e quell’estetica sonora hanno segnato profondamente la mia formazione.
Oggi credo che ciò che accade sul palco sia in gran parte innato e inconscio: ho assimilato queste influenze nel tempo, le ho fatte mie attraverso la persona che sono, e quello che ne nasce è qualcosa di naturale. Non penso a “come” devo cantare, ma lascio che emerga ciò che ho interiorizzato negli anni, trasformandolo in un’espressione autentica e personale.
Hai conseguito certificazioni al Trinity College London e ti sei diplomata come sarta professionista. Come si intrecciano queste due passioni la musica e la sartoria nella creazione del tuo look scenico e nella tua identità artistica?
Fin da quando ero piccola ho sempre adorato cucire. Ricordo chiaramente che avevo un sogno: volevo essere sia stilista che cantante. In qualche modo ho inseguito entrambe le strade con grande profondità. Ho studiato sartoria per tre anni e oggi mi sto anche specializzando nel settore dell’intimo.
Questo percorso mi permette di creare ciò che desidero indossare sul palco, durante uno shooting o semplicemente per il piacere di farlo. Amo il gesto del cucire, del creare con le mani, del dare forma a qualcosa che nasce da me. È una passione che esiste anche indipendentemente dalla musica, ma che naturalmente si intreccia con la mia identità artistica, rendendo il mio immaginario visivo ancora più personale e coerente.
La tua esperienza come insegnante di canto, specialmente con i bambini, sembra essere un’estensione naturale del tuo amore per la trasmissione del sapere. Qual è il momento più gratificante che hai vissuto con un allievo, e come influisce questo sul tuo approccio alla musica?
Insegnare è stata un’esperienza molto bella e formativa, soprattutto per me. Ho iniziato nel 2020 e all’inizio è stato un percorso complesso: imparare a insegnare non è affatto scontato. Ma è un mondo estremamente affascinante, che ti mette continuamente in discussione.Uno dei ricordi più belli che porto con me è l’esperienza di insegnare pianoforte a una bambina di sei anni, che mi ricordava tantissimo me stessa da piccola.
Aveva una grande fantasia, amava le fate, e spesso a fine lezione leggevamo storie o disegnavamo insieme. Rivedermi in lei è stato molto emozionante. Amo profondamente i bambini, e questa esperienza mi ha ricordato quanto la musica sia prima di tutto gioco, immaginazione e libertà.
Nel 2024 hai registrato un singolo in Brasile con Michel Lima e ti sei esibita al Blue Note di San Paolo. Quali sono stati i momenti più magici di quell’esperienza, e come ha influenzato il tuo universo sonoro, già ricco di soul, R&B e jazz?
Nel 2024 ho registrato il mio singolo a San Paolo, in Brasile, ed è stata una delle esperienze più magiche della mia vita. È difficile scegliere un solo momento, perché ogni istante di quel viaggio è stato speciale: ogni passo, ogni incontro, ogni esperienza lavorativa.
Tra i ricordi più intensi c’è il viaggio in macchina da San Paolo a Rio de Janeiro per assistere al Rock the Mountain Festival, dove ho visto Ed Motta e l’ho conosciuto grazie al produttore Michel Limma.
Ho collaborato con musicisti straordinari, cantato al Blue Note di San Paolo e registrato in uno studio meraviglioso ad Alphaville. Ma ciò che ha reso tutto davvero unico sono state le connessioni umane: il legame con il produttore, con la sua famiglia, con i suoi figli. Questa esperienza mi ha dato una grande sicurezza e una conferma profonda: sì, questa è la strada che voglio seguire.
Lavorare come cantante su MSC Crociere ti ha portato in contesti internazionali. Guardando al futuro, quali sono i tuoi sogni per il 2026 e oltre magari un album completo o collaborazioni inaspettate e come vedi evolvere la tua carriera multidisciplinare?
Lavorare come cantante su MSC Crociere è stata un’esperienza intensissima, bellissima e anche complessa. Mi ha messo di fronte a una realtà umana che non conoscevo, con momenti di grande luce e anche sfumature dolorose. Nonostante tutto, è un’esperienza che porterò per sempre nel cuore.Guardando al futuro, oggi mi sento molto più centrata rispetto anche solo a sei mesi fa.
Da quando mi sono trasferita a Parigi ho intrapreso un percorso profondo e personale che mi ha chiarito definitivamente la mia direzione artistica. In questo momento sto lavorando tantissimo su nuova musica: scrivo, collaboro, canto dal vivo.
Mi sto dedicando completamente alla creazione di nuovi brani e il mio obiettivo è pubblicare entro la fine del prossimo anno un EP, o forse anche un album. Mi lascio sorprendere dal destino, ma so che sta iniziando un nuovo viaggio, fatto di consapevolezza, dedizione totale e amore autentico per ciò che faccio.
Intervista ad Aurora Baíli: La voce dell’Anima
Redazione The Digital Moon
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