Crescita personaleInterviste

Intervista a Zoe: Seguendo il destino e la bellezza

Intervista a Zoe: Seguendo il destino e la bellezza

Hai lasciato Roma per Zanzibar per amore e per scelta di vita: quanto è stato il cuore a decidere e quanto il coraggio di cambiare tutto?


Cuore diviso a metà, ma sempre cuore. Sapevo di aver trovato una persona che non potevo lasciarmi sfuggire così, un amore grande e fulminante dal primo sguardo (avvenuto proprio a zanzibar!).

Dall’altra parte c’era il desiderio di riscattarmi e di rincorrere il mio benessere mentale: gli ambiti in cui lavoravo non mi hanno mai soddisfatto e non stavo più bene: sapevo di voler di più e roma mi stava stretta. Il coraggio, fortunatamente, non mi è mai mancato. L’unico modo per sconfiggere la paura è attraversarla.


Ti definisci lunatica come la luna, ma sempre fedele a te stessa: in che modo questa tua mutevolezza influenza il tuo modo di creare e di vivere?

Quando mi chiedono “come mai hai 3 lune tatuate?” la mia risposta è sempre la stessa: perché sono lunatica. Perciò si, influenza tanto le mie giornate, ma nulla di grave. Come la luna, infatti, rimango sempre la stessa pur attraversando diverse fasi. Chi mi sta vicino sa che ho i miei momenti un po’ più bui, ma poi mi illumino di nuovo (tutto da sola)


Lavori raccontando la bellezza di Zanzibar attraverso i social e la fotografia: cosa cerchi davvero quando inquadri un dettaglio o costruisci una storia visiva?

Cerco quello che gli altri non vedono, e , vedendolo io, provo a mostrarlo anche ad animi meno profondi. Vedo lati nascosti e bellezza anche in un semplice spiraglio di luce che illumina una scala in penombra e Zanzibar è un isola che da’ sempre modo di sognare: con i suoi colori accesi tra mare, paesaggi, palme e vegetazione rigogliosissima, frutta e alberi dai colori vivaci, mezzi di trasporto dipinti e case arrangiate con ogni materiale.

Se sai guardare bene (e se riesci a correggere un po i colori) è una cartolina in movimento!


Credi che nulla accada per caso e che ogni persona lasci un segno: c’è un incontro, anche breve, che ha cambiato il tuo modo di vedere la vita?

Sì, credo che ogni persona che incontriamo possa insegnarci qualcosa. Io ho frequentato e conosciuto davvero tante persone, vivendo in una città grande e attiva come Roma. C’è stato un periodo di buio nella mia vita, in cui non ero soddisfatta di ciò che facevo tutti i giorni. Un giorno di febbraio, in una chiacchierata con una persona che, pur lavorando, aveva molte possibilità di viaggiare e di vivere la vita anche al di fuori delle 4 mura di un ufficio, mi sono resa conto di quanto sia importante vivere nel presente e provare a scoprire cosa c’è al di fuori della propria città e della propria quotidianità.

Ho realizzato di avere tutto dalla mia parte: la famiglia gli amici, l’età , la forza, la voglia e la voracità nel vivere e vedere il mondo con i miei occhi. Lì ho capito che non avrei voluto continuare a restare aggrappata ad un lavoro che mi dava indipendenza economica ma mi levava la prospettiva di provare e scoprire cosa la vita poteva regalarmi. Mi sono lanciata senza un vero e proprio paracadute, ed è stata la scelta migliore che potessi fare.


Tra proverbi, lingue diverse e nuove culture: quale frase, detta popolare o pensiero ti accompagna più spesso quando affronti una sfida?

Ho molti mantra e Detti comuni ai quali mi appiglio spesso nelle situazioni più difficili (ed anche in quelle più serene) ma c’è una frase che mi accompagna da quando sono adolescente. Tratta da una battuta di un film che mi appassionava molto in quegli anni: Vanilla Sky, di Cameron Crowe, con Tom Cruise, Cameron Diaz e Penelope Cruz. La frase celebre è “Perché, senza l’amaro, amico mio, il dolce non è tanto dolce.”,

Questa sottolinea il tema centrale del film: l’interdipendenza tra esperienze positive e negative per dare senso alla vita. Ed è un po’ ciò che succede a me tutti i giorni nella quotidianità, con la quale affronto le difficoltà e i momenti più “amari”. Perché , come dico sempre, senza il buio non esisterebbe la luce.

In questo periodo a Zanzibar sto anche imparando lo Swahili, e una frase che mi ha colpito molto e che porto con me è, in risposta alla domanda “come stai?” gli Swahili dicono “kama kahawa” oppure “karma dawa” (più corretto in swahili: kama dawa = come una medicina), il senso è Sto così così, non benissimo…
la vita è un po’ amara, ma sto resistendo.

È come dire in italiano: “Si tira avanti”, Sto come il caffè: amaro, ma ancora caldo e vivo.

Intervista a Zoe: Seguendo il destino e la bellezza

Redazione The Digital Moon

Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

https://www.instagram.com/thedigitalmoon