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Intervista a Wavengineer: Esploriamo il suono

Intervista a Wavengineer: Esploriamo il suono


Qual è il processo creativo che segue quando mixa un nuovo brano?

Ogni brano nasce da un’emozione, non da una traccia. Prima di toccare qualsiasi fader, cerco il senso di ciò che sto costruendo: perché deve esistere, cosa deve far sentire, cosa deve lasciare. Solo dopo arriva la parte tecnica; la scelta dei tools, la profondità, i contrasti. Per me mixare è un atto di equilibrio: tenere insieme controllo e istinto, logica e sensibilità. Quando la canzone comincia a respirare da sola, so che è viva.


Quali strumenti o software sono i tuoi preferiti in studio?

Uso tutto quello che mi permette di arrivare al risultato, ma non mi lego a nulla. Pro Tools è la mia base, ma il vero strumento è l’orecchio e l’intuito. Conosco bene i plugin che uso, ma non cerco mai “il suono” in un preset. Ogni progetto è un esperimento diverso, e il mio approccio è sempre lo stesso: far parlare il brano con la voce che non sapeva di avere.


Come hai iniziato nel mondo del mixing e cosa ti ha ispirato?

Ho iniziato in modo semplice, quasi ingenuo: cuffie economiche, un computer, e la curiosità di capire perché certe canzoni ti colpiscono più di altre. Il Ticino mi ha dato silenzio e spazio per creare, due cose che oggi valgono più di qualsiasi attrezzatura. Mi ha ispirato l’idea che la musica non sia solo da ascoltare, ma da percepire fisicamente. Da lì è nato tutto: la voglia di dare forma al suono fino a farlo diventare emozione.


Quali sono le sfide più grandi nel lavorare come ingegnere del suono?

La sfida è trovare il punto in cui tecnica e umanità si incontrano. Ogni artista ti porta dentro un mondo diverso, e devi imparare a tradurlo senza snaturarlo. Non basta far suonare tutto bene: serve capire perché deve suonare in un certo modo. La parte più difficile non è la parte tecnica, ma è restare empatico, lucido e coerente con cosa l’artista sta cercando di dire e aiutarlo a dirlo meglio. Alla fine il mix è psicologia applicata al suono.


Quali consigli daresti a chi desidera intraprendere una carriera nel sound engineering?

Non cercare scorciatoie: costruisci una sensibilità, non una formula. La tecnica si impara, la visione si coltiva.
Studia, ma ascolta di più. E ricordati che un buon fonico non “mixa”, ma traduce emozioni in frequenze.
Il resto è solo pratica.


Intervista a Wavengineer: Esploriamo il suono

Redazione The Digital Moon

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